PESCARA – L’inchiesta sulle spese pazze in Regione Abruzzo porta sulla scena fatture e conti vari da parte dei politici indagati dalla procura della Repubblica di Pescara.
Man mano che i giorni passano, emergono i particolari dell’accusa secondo cui la Regione avrebbe garantito, pagando con soldi pubblici, alberghi, pranzi e cene di lusso (con aragoste da 200 euro), viaggi in diverse parti del mondo, da Capri a Washington, soggiorni di due notti a Mosca e anche spese con soldi pubblici per mogli e amanti, per un totale di circa 80 mila euro.
I 25 indagati, tra cui il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, e il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, si armano di ricevute da rendere pubbliche per difendersi. Proprio Chiodi ha mostrato un bonifico da 2.800 euro, il costo del biglietto in business class per Washington pagato da lui per sua moglie.
“Presentate richieste di rimborsi per pranzi e cene inducendo in errore i funzionari della Regione” e pagamenti con la carta della Regione di “beni e servizi estranei ai fini istituzionali”, questi due passaggi chiave per l’accusa.
L’inchiesta è scattata grazie ai particolari di un fascicolo sul quale stavano lavorando i pm.
Per i pm, dunque, non c’è da girarci intorno: Chiodi, (contestati 24 mila euro), Pagano (tra i 10 e i 15 mila euro), il vice presidente della Regione Alfredo Castiglione e l’assessore alla Politiche agricole Mauro Febbo formano un ‘quartetto’ tra i 25 indagati che è contestato su più fronti, in virtù degli importanti ruoli che ricoprono in seno all’ente.
Secondo i pm Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli, tra i quattrini scialati ci sono cene al Bolognese di Roma, al Quisisana di Capri, o Al vecchio porco di Milano, quest’ultimo ‘attenzionato’ perché il governatore della Regione Abruzzo avrebbe utilizzato la carta di credito istituzionale, 227 euro, per pagare da mangiare e da bere anche agli altri ospiti.
Molte sarebbero le missioni non necessarie di cui avrebbe beneficiato Chiodi, tra cui spicca una a Torino, con albergo, Principi di Piemonte, categoria non ammessa dal regolamento della Regione, ‘fermo’ al quattro stelle.
Per Castiglione, c’è l’accusa di aver pranzato insieme ad altri in ristoranti molto costosi della Capitale, oltre ad aver soggiornato in alberghi a cinque stelle a Bilbao in Spagna e Tirana in Albania.
Pagano, che ha respinto con forza tutte le accuse, viene accusato di aver scialato da Barcellona a Caracas, a Mosca (due notti da 702 euro). Su Febbo pesano pasti pagati senza aver dichiarato il numero reale dei commensali, cioè due. (red)






