L’AQUILA – “Qui non si tratta di una banale questione di campanile. Chiunque conosca un minimo la geografia della provincia di Chieti, si rende perfettamente conto che Lanciano è il baricentro di tutto il territorio. Per questo è impensabile ipotizzare la chiusura del tribunale e il trasferimento degli uffici a Chieti”. Lo sostiene il Consigliere regionale Emilio Nasuti, intenzionato a presentare sull’argomento una risoluzione urgente in Consiglio regionale.

 
“Credo vada necessariamente avviato un nuovo confronto sulla riorganizzazione dei presidi giudiziari, soprattutto in una provincia come quella di Chieti – sottolinea Nasuti – anche alla luce dei provvedimenti legati alla spending review sul taglio della spesa pubblica. Anche sotto questo aspetto il tribunale di Lanciano ha tutte le carte in regole per rimanere in funzione: è facilmente raggiungibile da Vasto e Ortona, dispone di una sede ampia e recentemente ristrutturata, è dotato delle necessarie infrastrutture tecnologiche ed è in regola con le norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche.

“Parliamo tanto di risparmi, ma dimentichiamo che a Chieti la sede del tribunale è in gran parte inagibile e che occorrono milioni di euro per ristrutturarla o per realizzarne una nuova? Senza considerare che l’unificazione dei 3 ordini forensi (Chieti, Lanciano e Vasto) porterebbe a gravitare su Chieti oltre 1500 avvocati, oltre ai praticanti. Un numero spropositato e difficilmente gestibile”.
Nasuti si dice pronto a sostenere la battaglia anche presso le Commissioni Giustizia di Camera e Senato, perché il caso del tribunale frentano ha delle peculiarità che non si registrano in nessuna zona dell’Abruzzo, neppure nell’area della Marsica e della Valle Peligna.

“Lanciano è sede di una delle tre Corti d’Assise abruzzesi (le altre due sono a Chieti e L’Aquila) – continua il Consigliere – e quindi nel tempo ha rivestito un ruolo ben diverso rispetto agli altri tribunali sub provinciali. Vogliamo anche dimenticare che oggi il tribunale frentano ha competenza sulla Val di Sangro, che è una delle principali zone industriali d’Italia? A questo va aggiunto il problema delle distanze con Chieti. Chi ha ipotizzato questa nuova definizione delle circoscrizioni, si è reso conto che per percorrere i 130 chilometri tra il capoluogo e Schiavi d’Abruzzo, occorrono un paio d’ore di viaggio?
Immaginate i disagi per chi dovesse essere convocato per una semplice testimonianza”.