L’AQUILA – “Amore, terremoto della Madonna. Ti amo!”.
Con queste parole Francesco Quadruccio, avvocato aquilano che vive a Bologna, ha avvisato via sms la sua fidanzata di origini calabresi Alessia Chignoli dall’inferno di Kathmandu, capitale del Nepal devastata ieri da un terremoto di magnitudo 7.9 della Scala Richter che ha provocato migliaia e migliaia di morti.
Quadruccio, 36 anni, che non aveva vissuto il sisma della sua L’Aquila il 6 aprile del 2009 perché era a Bologna e che a Bologna aveva solo sentito quello dell’Emilia Romagna del 2012, si trova in Nepal dal 13 aprile scorso insieme ad un suo amico, Francesco Vetrone, con il quale nei giorni scorsi ha effettuato un’escursione sull’Everest per cui, racconta Alessia ad AbruzzoWeb, “si era preparato per mesi e mesi. Da aquilano ha sempre avuto la passione della montagna e da qualche anno fa trekking”.
Il giovane avvocato (intervistato ieri da questo giornale a poche ore dalla scossa), mentre le scosse continuano ed è ancora accampato nel piazzale del Radisson Hotel raggiunto su indicazione della Farnesina, al momento della scossa era nei pressi dello Yak&Yeti Hotel, in una zona di crolli ma in qualche modo “fortunata” che ha permesso a lui e ad altri di mettersi in salvo, nonostante il delirio di morte e devastazione a poca distanza. L’albergo nel quale Quadruccio e Vetrone alloggiavano si trova nella zona turistica di Thamel.
“Mi sono sentita morire – dice Alessia a questo giornale – non avrei mai immaginato di ricevere un sms così. Francesco mi scriveva tutte le mattine da lì per darmi il ‘suo’ buongiorno, (tra l’Italia e il Nepal ci sono quasi quattro ore di differenza, ndr). Qui erano circa le quattro del mattino, ero in casa con sua sorella Giulia, ‘salita’ a Bologna da Roma. Avevamo deciso di passare insieme il fine settimana, entrambe volevamo alleggerire l’assenza di Francesco. Che per fortuna è vivo, ora dobbiamo solo fare in modo di riportarlo a casa nel più breve tempo possibile”.
Ed è proprio questa la difficoltà più grande da affrontare.
L’Ambasciata italiana si trova a Nuova Deli, capitale dell’India, a Kathmandu c’è solo il Consolato e per questioni del genere tutto passa nelle mani dell’ambasciata che parla e si organizza col Consolato.
Però le comunicazioni sono a dir poco difficili.
Quindi, l’appello di Alessia agli amici di Francesco, “è il caso di non chiamarlo per non complicare ulteriormente le cose. Sulla sua pagina Facebook gli aggiornamenti ci sono, lui sta bene, ha acqua, cibo, batterie di ricambio per il cellulare, ma ha anche bisogno di non trovare ostacoli evitabili nella comunicazione con la sua famiglia”.
Quadruccio, racconta ancora la sua fidanzata, “è riuscito a parlare per pochi secondi con l’addetto stampa del Consolato, ma le linee telefoniche sono al collasso. A contattare la Farnesina, che ci ha detto di far spostare tutti al Radisson dove sembrava che ci fossero altri italiani legati a un tour operator, siamo state io e Giulia. L’aeroporto di Kathmandu, poi, è stato riaperto solo parzialmente, è ovvio che in una simile condizione bisogna dare spazio agli aiuti umanitari. Francesco e il suo amico hanno i biglietti di ritorno prenotati per mercoledì 29, ma io e Giulia da ieri stiamo tentando in ogni modo di trovare un volo per l’Europa che parta al più presto”.
L’aeroporto della capitale nepalese dista dal Radisson pochi chilometri, ma si può raggiungere per ora solo a piedi.
Solo che a piedi, in mezzo a un inferno di cadaveri, crolli, ambulanze, per ora non si può.
“Purtroppo è una tragedia di proporzioni immense – il pensiero di Alessia – ma non si può perdere la calma. Sono giorni tremendi, impossibile far capire come ci si sente. Però Francesco è vivo, questa è la cosa che conta. Si deve continuare a fare tutto il possibile per riportarlo a casa”.
E allora, giù a telefonare alle compagnie aeree di mezzo mondo, non solo alla Farnesina e all’Ambasciata, con quest’ultima che continua a consigliare ai familiari di Quadruccio di fargli raggiungere l’aeroporto in qualche modo.
Eh già, ma come?
Come diavolo raggiungere in aeroporto incastrato in mezzo a un’ecatombe senza l’intervento del governo italiano e della sua espressione in loco, cioè l’Ambasciata?
Sui voli, ci dice Alessia, ci sarebbe un volo a tarda sera con una compagnia cinese, passa per Londra e atterra a Roma, due posti disponibili.
Ma il nodo, grosso, da sciogliere, è legato all’aeroporto da raggiungere.
Ci sarebbe anche un volo a breve giro di posta per Francoforte con una compagnia aerea turca. Ma quel cacchio di aeroporto è vicino in condizioni normali e lontano se le cose si mettono male.
E se spuntassero altri voli, magari passando per l’India o giù di lì, a complicare le cose spunterebbe il problema dei visti.
Dunque, è necessaria l’azione del governo italiano. Altrimenti per uscire da questa storia servirà una specie di miracolo e questo vale per tutti gli italiani che si trovano a Kathmandu.
Intanto le informazioni su Quadruccio sono state registrate su Googlefinder.
E sulle pagine Facebook di Alessia e Francesco gli aggiornamenti, quando ci sono, vengono pubbicati immediatamente.
Tantissmi i messaggi di parenti e amici del giovane aquilano, che tutti aspettiamo di rivedere da queste parti per poterlo abbracciare forte.






