ROMA – “Le dichiarazioni di un’associazione studentesca andate in onda, durante una puntata della trasmissione ‘Porta a Porta’ su Rai 1, secondo cui ‘L’Italia è l’unico paese in Europa che non copre tutte le borse di studio degli studenti universitari’, fortunatamente non corrispondono ai dati disponibili”.

È quanto si legge in una nota di Andisu, l’Associazione nazionale degli organismi per il diritto allo studio universitario, il giorno dopo l’incontro nazionale che si è tenuto all’Aquila a conclusione della due giorni abruzzese, con prima tappa a Teramo, nel corso della quale è stato eletto il neo presidente Simone Foglio.

“Nel corso dell’anno accademico 2024/2025, infatti – si legge nella nota -, in base all’ultimo report pubblicato dal Ministero dell’Università e della Ricerca sul diritto allo studio — che raccoglie i dati comunicati dagli Organismi regionali per il diritto allo studio italiani che compongono Andisu — sono state assegnate complessivamente 299.618 borse di studio, con una copertura del 99,8% degli aventi diritto. La rimanente percentuale dello 0,2 % può comunque essere colmata grazie ad assestamenti amministrativi legati al perfezionamento delle procedure che riguardano gli interessati”.

“Rispetto all’anno accademico precedente – viene aggiunto -, il numero delle borse riservate ai possessori dei requisiti di reddito e di merito è aumentato di circa 21.000 unità (+7,5%). In parallelo, è cresciuta anche la quota di studenti beneficiari: nel 2024/2025 il 19,2% della generalità degli studenti universitari ha ricevuto una borsa di studio, contro il 18,6% dell’anno precedente. Questo risultato è reso possibile dalle risorse destinate alle borse di studio, che hanno raggiunto circa 1,4 miliardi di euro.

“Proprio per migliorare e potenziare la collaborazione tra tutti i soggetti che si occupano di diritto allo studio universitario, proseguiremo con ancora maggiore determinazione – afferma il presidente Andisu, Simone Foglio – il nostro lavoro quotidiano di confronto con le istituzioni, gli enti territoriali e soprattutto con studenti e studentesse, per garantire loro servizi sempre più accessibili e capaci di rispondere alle loro necessità”.