SAN DEMETRIO NE’ VESTINI – Una richiesta di accesso agli atti, la convocazione dell’assemblea dei consorziati e la revoca del pre-affidamento di un cantiere alla ditta “Felici” di Fossa, che aveva già rinunciato all’esecuzione dei lavori di ristrutturazione di un aggregato confinante.
È guerra tra ditte nel piccolo borgo di San Giovanni, il più antico di San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila), dove qualche settimana fa è esplosa la protesta per il fermo della ricostruzione privata, dopo il sisma del 2009.
Uno stallo causato dal braccio di ferro tra le ditte affidatarie di alcuni cantieri.
I residenti avevano lanciato un appello anche al sindaco di San Demetrio, Silvano Cappelli, chiedendo “di fare chiarezza sulla rinuncia di una delle imprese all’esecuzione dei lavori di un aggregato, che rischiava di far saltare la cantierizzazione unica, non avendo la stessa ditta rinunciato all’esecuzione dell’opera di ristrutturazione dell’aggregato confinante. Cantierizzazione già prevista dall’amministrazione nel piano di intervento post-sisma”.
L’impresa in questione è la Felici costruzioni e restauri, tra i cui proprietari figuri Lorenzo Santilli, attuale presidente della Camera di commercio dell’Aquila.
Sabato scorso si è tenuta una riunione, in cui i consorziati hanno revocato alla ditta il pre-incarico (l’affidamento del cantiere non era ancora stato formalizzato).
Il presidente di uno dei consorzi, Sandro Cirilli, aveva richiamato l’attenzione, proprio qualche settimana fa, “sulla necessità di velocizzare i lavori”, invitando l’amministrazione comunale “a convocare un incontro urgente per valutare un progetto di recupero complessivo storico- urbanistico di san Giovanni, che tenga conto della sua valenza architettonica”.
La rinascita del borgo, il più antico del paese, è legata alla valorizzazione turistica del territorio, che comprende anche le grotte di Stiffe e il lago Sinizzo.



