L’AQUILA – Lascia l’Università per aprire un’azienda agricola che possa rilanciare le tradizioni e promuovere il territorio, ma ad aprile del 2009, quando ormai è quasi tutto pronto per partire, il terremoto distrugge i locali del centro storico in cui quella realtà doveva nascere ed infrange il suo sogno.
Due anni dopo il sisma, però, si rimbocca le maniche e riesce a dar vita alla sua azienda, che oggi è in piena attività, nonostante il territorio paghi ancora gli effetti del terremoto.
È la storia di Matteo Griguoli, 34 anni, giovane imprenditore dell’Aquila, raccontata dall‘Ansa.
L’azienda Griguoli Matteo, con sede a Paganica, frazione del capoluogo abruzzese, nasce nel 2011 nell’ambito della coltivazione e produzione di fagioli e, negli anni, amplia la sua attività, aprendo agli ortaggi e all’allevamento.
I prodotti vengono venduti direttamente in azienda, seguendo la logica del ‘chilometro zero’, e nei mercati contadini, ma finiscono anche all’estero, soprattutto in Europa, attraverso i social e il web.
È pochi mesi prima del terremoto che Matteo, dopo aver lasciato la facoltà di veterinaria, decide di scommettere su quella che è la vocazione naturale di quel territorio: l’agricoltura. Dopo gli aspetti burocratici è quasi tutto pronto per partire.
Possiede alcuni locali nel centro storico di Paganica ed è lì che intende aprire la sede della sua attività, anche come punto di riferimento per i turisti e luogo di promozione delle peculiarità dell’Aquilano.
Poi la tragica notte del 6 aprile: il sisma danneggia gravemente quei locali, Matteo perde amici e conoscenti, oltre alla casa in cui vive. Superata la fase dell’emergenza, il giovane non rinuncia al suo sogno. A due anni dal terremoto l’azienda diventa realtà.
Al posto dei locali nel centro storico, la cui ristrutturazione è ancora ferma, trova soluzioni provvisorie, in campagna, cercando, di volta in volta, di lavorare al meglio. Nel corso degli anni si fa strada nel settore e, grazie al web, fa conoscere anche all’estero i prodotti tipici abruzzesi.
Convinto del valore che l’agricoltura e l’allevamento possano rappresentare per l’Abruzzo, Matteo contribuisce a fondare il Mercato contadino dell’Aquila, nato nel 2016 grazie ad una raccolta fondi di Cia e Slow Food. Il mercato, il cui obiettivo è dare una risposta alla città e agli operatori dopo che sono venuti meno i luoghi tradizionali, è gestito da una società cooperativa di cui Griguoli è vicepresidente.
Sottolineando che “anche prima del 2009 la politica è sempre stata a guardare da lontano e non ha mai sfruttato le potenzialità dell’agricoltura in Abruzzo”, Matteo spiega che “il settore agricolo è uscito stravolto dal post terremoto, complice anche l’urbanizzazione frettolosa della fase dell’emergenza. Le frazioni – dice – sono in abbandono. I locali del centro storico sono ancora inagibili e questo mi impedisce di poter dare un valore aggiunto ai prodotti. C’è passione e voglia di fare, ma a dieci anni di distanza – conclude – continuiamo a pagare gli effetti del sisma”.



