L’AQUILA – Solo una persona a giudizio per la presunta frode nelle pubbliche forniture dei 3 mila bagni chimici della Sebach che furono posizionati dappertutto all’Aquila dopo il sisma del 6 aprile 2009.

L’udienza preliminare di ieri si è conclusa, infatti, con il rinvio a giudizio per l’ex dirigente dell’azienda, Marta Dainelli, toscana, la quale è accusata di frode nelle pubbliche forniture.

Per contro ci sono stati due provvedimenti di non luogo a procedere, nonostante le richieste di rinvio a giudizio da parte della procura, per altre due ex funzionarie inizialmente sospettate e ora scagionate con ampia formula.

Lo precisa nell’edizione di oggi il quotidiano Il Centro, citando l’avvocato delle due prosciolte, Gianluca Tognozzi, per il quale il giudice per le udienze preliminari del tribunale aquilano “ha emesso sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste nei confronti delle sue assistite”.

Il provvedimento riguarda Cristina Galieni e Sonia Morelli, entrambe toscane, per le quali è stata emessa una sentenza che chiude il caso.

Secondo l’accusa, servendosi di ditte affiliate, la Sebach avrebbe fatto risultare un numero di operazioni di pulizia dei bagni chimici maggiore di quelle effettivamente compiute, in relazione ai tempi minimi calcolati per lo svolgimento delle operazioni.

Il processo davanti al Tribunale dell’Aquila è stato fissato per il 21 ottobre, a un passo dalla prescrizione.

Nel procedimento, avviato dopo una denuncia di Libera, c’è anche una parte civile, ovvero il Comitato 3e32 rappresentato dall’avvocato Lorenzo Cappa.

In precedenza c’era anche un altro filone di indagine stralciato e mandato a Roma per competenza territoriale.

L’inchiesta vedeva indagato per abuso d’ufficio l’ex responsabile del dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, accusato di aver agevolato la Sebach nell’ottenimento dell’appalto.

Ma questo aspetto investigativo è stato archiviato dalla magistratura romana.

Le accuse, poi cadute, vertevano sul mancato esame della documentazione presentata in occasione dell’affidamento dell’appalto.