L’AQUILA – Camerino riparte dall’università, volano dell’economia del comune maceratese, e lo fa in questi giorni con la prima seduta di lauree post-terremoto: 24 ragazzi proclamati dottori, in una seduta presieduta da un commosso rettore Flavio Corradini, che ha cominciato la sua carriera proprio all’Aquila nel lontano 1996.
“Sono arrivato verso la fine degli anni Novanta, fino al 2004 – racconta Corradini ad AbruzzoWeb – ho fatto il dottorato e ho preso la prima docenza a Coppito, in Informatica, nel gruppo della professoressa Paola Inverardi“.
Quella professoressa oggi è rettrice dell’Ateneo federiciano e si ritrova a condividere con il suo collega marchigiano oltre ad un antico legame di amicizia e collaborazione anche le difficoltà legate ad un evento come quello che ha colpito L’Aquila sette anni e mezzo fa.
“Flavio è stato con noi tanti anni – ricorda la Inverardi – portando un contributo importante nella ricerca informatica, siamo sempre rimasti in contatto, è un collega in gamba, e noi, come Università, ci siamo messi a disposizione dal primo giorno per portare i nostri consigli o dare qualunque tipo di aiuto”.
La rettrice racconta il suo arrivo in Ateneo, nel 1994, e della collaborazione con il prof Corradini, che descrive come “parte fondamentale dello staff, ci ha aiutato a far crescere il gruppo di informatica e lavorando insieme a noi è stato pienamente un professore aquilano”.
Il consiglio che la Inverardi si sente di dare al collega di Camerino, è di “mantenere coesa la sua comunità e aiutare i fuori sede a ricollocarsi nel più breve tempo possibile”, ricordando il censimento che nel 2009 consentì all’Aquila di capire dove fossero andati a finire gli studenti anche in modo da organizzare la riorganizzazione delle sedi, che consentissero una facile frequenza.
Osservare il centro storico di Camerino, brulicante di vita fino al 30 ottobre, con l’antico palazzo Ducale che ospitava la sede storica della Facoltà di Giurisprudenza, oggi fa tornare in mente le giornate immediatamente successive al 6 aprile 2009 all’Aquila.
Un’Ateneo di prestigio se si considera che un’indagine del Censis del 2015 lo poneva tra i migliori in Italia tra quelli con meno di 10mila studenti.
“Camerino è una città antica che vive di università da 7 secoli, dal lontano 1336, abbiamo lavorato tanto su questa realtà e siamo stati ripagati”, dice con un pizzico di orgoglio Corradini, che ha dopo il sisma ha coniato l’hastag #ilfuturononcrolla, “un messaggio in chiave moderna – dice rivolto agli studenti – ma soprattutto è un segnale: andate avanti, puntate tutto su voi stessi”.
Un hastag che compare nelle e-mail che inviano i docenti e la segreteria studenti per comunicare qualsiasi aggiornamento, e che è stato impresso su delle t-shirt rosse, prodotte dagli stessi ragazzi, e indossate con orgoglio sull’abito e la corona di lauro.
Corradini, tra passato e presente, ripercorre con commozione le tappe che lo hanno portato a Camerino, con il ricordo affettuoso del capoluogo abruzzese: “L’Aquila ce l’ho nel cuore, lì è nata la mia carriera da ricercatore e da associato, il terremoto mi colpì moltissimo. Telefonai a Paola, e pochi giorni fa è stata lei a starci vicino”.
“ll terremoto – prosegue – ci coglie in un momento particolarmente forte, io sono molto fiducioso che riusciremo a riprendere anche le attività formative e didattiche in pochissimo tempo con grande forza”.
L’Università guarda ora alle sedi da ricollocare, in particolare gli uffici che si trovavano negli edifici maggiormente danneggiati. Giurisprudenza sarà nel nuovo campus, dove gli studenti hanno trovato anche un alloggio, Informatica invece torna al Polo dove si trovava fino 2015.
“Com’è che dite voi? Non mollemo e jemo ‘Nnanzi! Lo faremo anche noi, è una promessa!”, conclude il rettore.






