L’AQUILA –  “Siamo stati costretti a un gesto plateale prima, quello di abbandonare l’aula, e poi di denuncia con la sottoscrizione di un documento di sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio Nazario Pagano per scongiurare il rischi, che determinate ‘forzature’ dell’ultimo minuto producessero ulteriori danni all’Abruzzo com’è avvenuto con la legge sui consorzi industriali”.

Ad affermarlo  è il capogruppo del Pd in Regione, Camillo D’Alessandro, sul documento di sfiducia al presidente Pagano e sulla vicenda dei consorzi industriali.

“Nulla di personale nei confronti del presidente Pagano – continua – ma se lui consente giochetti da parte di alcuni della maggioranza è chiaro che la nostra Regione è destinata, con questo governo, a navigare a vista”.

D’Alessandro si sofferma poi sui consorzi industriali.

“Ciò che viene meno – dice – è tutto il lavoro precedentemente svolto in commissione e con le parti sociali. Soprattutto viene meno la qualità legislativa. Una buona norma non produce problemi che denunciano anche gli industriali”. 

“Nel merito – prosegue –  hanno impiegato circa trenta mesi per approvare una legge e una volta approvata hanno stabilito che entra in vigore, ossia produrrà i suoi effetti dopo diciotto. Con un rapido calcolo ciò significa che essa impiega, da quando pensata alla sua attuazione, quarantotto mesi, vale a dire quattro anni. Il problema è che nel mentre si chiudono aziende, la crisi aggredisce i nostri comparti produttivi, l’attrazione di territori attrezzati è sempre più stringente. Perdiamo posti di lavoro e Castiglione dinanzi a tutto questo pensa di poter ancora giocare sulla pelle delle imprese e dei lavoratori”.

“La politica industriale che è venuta a mancare – continua – ha generato la perdita di competitività del sistema Regione, che sommata alla mancanza di interventi sul credito, alla assenza degli spettrali fondi Fas, produce un Abruzzo sempre più povero”.

D’Alessandro ha concluso che: “Dopo trenta mesi di governo di centrodestra il vicepresidente dalla Giunta regionale dovrebbe rispondere ad alcune domande. Ci sono più o meno imprese in Abruzzo? Ci sono più o meno occupati? Ci sono più infrastrutture rispetto a quelle che avevamo?  La verità è che purtroppo il bilancio è drammaticamente negativo”.