L’AQUILA – “L’Anas si vuole riorganizzare, vuole accorpare le direzioni? il governo diche che vuole aiutarci? Tutti vengono a parlare dei problemi dell’Abruzzo e delle aree interne? Bene, si dia un segnale concreto: il coordinamento centrale dell’Anas sia localizzato a L’Aquila, che ha una sede nuova, sicura e bellissima, non a Bari” 

La proposta provocatoria è del sindaco Massimo Cialente che oggi a palazzo Fibbioni ha tenuto un’infuocata conferenza stampa che si è trasformata in un lungo sfogo, cadenzato da accuse al governo di centrosinistra a Roma, del suo stesso colore politico.

Goccia che ha fatto traboccare il vaso, la riorganizzazione nazionale dei compartimenti dell’Anas, che prevede l’accorpamento dell’Abruzzo con il Molise e la Puglia. E soprattutto la localizzazione della sede centrale nuova macro-area a Bari, dove saranno concentrate la dirigenza della struttura tecnica e di quella amministrativa. Questo significherebbe un forte ridimensionamento della sede centrale abruzzese di via antica Arischia dell’Aquila, ospitata tra l’altro nell’avveniristico edificio, costato 13 milioni di euro, e realizzato nel post sisma in sostituzione della vecchia sede di via XX settembre sbriciolata dal terremoto. Per Cialente uno schiaffo alla città in un momento molto difficile. 

“L’Aquila si era rialzata e stava camminando –  portandosi dietro la ‘zavorra’ del Sistema Paese, e si pensi alla ricostruzione pubblica. Poi ci sono stati gli ultimi eventi sismici. E cosa fa la Commissione grandi rischi? Dirama un comunicato stampa che dice che qui siamo a rischio per un possibile sisma del 7 grado. Un annuncio che ha creato terrore, da allora la città è in stand by, gli studenti si fanno le foto sulle bare. Ci hanno definito territorio a rischio, ma nessuno è in grado di darci una risposta certa sui parametri che determinino la sicurezza, o meno, delle nostre scuole. E tutto questo accade non per colpa nostra ma per l’inefficienza totale del sistema paese, per mancanza di serietà. E poi arriva questa notizia relativa all’Anas!”.

Alla domanda cosa però concretamente si può fare per mantenere la sede centrale a L’Aquila Cialente allarga le braccia e commenta, 

“Basterebbe che il ministro si senta con i vertici dell’Anas. Non credo che il mio amico sindaco di Bari Antonio Decaro, o il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano avranno problemi a discuterne”.

Anche perché evidenzia il primo cittadino, “spostare la sede a Bari significherebbe l’ abbandono della manutenzione della viabilità delle aree interne. La verità è che non vedo fatti concreti, ci stanno lasciando soli a fronteggiare la crisi di un popolo, causata dalla disarticolazione di uno stato. Ci stanno relegando ai confini dell’impero”.