L’AQUILA – Personale di segreteria scolastica precario da anni, invisibile, mai passato in ruolo e anzi, fatto fuori, richiamato aumma aumma per lavorare, gratis, senza garanzie né coperture, pur di non portare alla paralisi totale le scuole della provincia dell’Aquila.

Tutto questo mentre i precari delle segreterie vengono sopravanzati dal personale ausiliario e perfino dalle insegnanti che non possono insegnare, inserite a forza negli uffici amministrativi dalla spending review.

Questa l’orribile situazione che va ad aggiungersi al caos generale già notevole di questo inizio anno scolastico, tra accorpamenti di istituti, scuole senza presidi, istituti fatiscenti o in parte inagibili.

“Sembriamo non interessare a nessuno dopo che per anni abbiamo mandato avanti le scuole in ogni angolo del comprensorio!”, afferma ad AbruzzoWeb una portavoce del Comitato assistenti amministrativi della provincia dell’Aquila, che ha riunito oltre una quarantina di persone nella stessa traballante situazione per tentare di fare fronte comune dinanzi a queste problematiche.

“L’anno scorso, unico caso in Italia – sottolineano gli insorti – nella nostra provincia nessun assistente amministrativo è passato in ruolo; non solo: hanno tagliato oltre 40 posti, necessari al funzionamento delle scuole, tanto che poi diversi sono stati recuperati come ‘organico di fatto’, cioè necessari ma solo in via straordinaria”.

“La provincia dell’Aquila – aggiunge la portavoce – vive una situazione anomala nel contesto scolastico nazionale. Con il nostro attuale punteggio, noi assistenti amministrativi dell’Aquila e provincia saremmo già di ruolo da diverso tempo in qualsiasi altra provincia d’Italia”.

La spending rewiev ha previsto all’articolo 14 che il personale non idoneo all’insegnamento, insomma maestre e prof destinate ad altri incarichi, confluisse, pur senza avere competenza specifica, nelle segreterie delle scuole.

“Ciò si è andato a sommare – proseguono ancora i precari – al fatto che da sempre personale di altri enti, bidelli, personale tecnico, cuochi eccetera, viene a scavalcarci perché messo lì di forza, come se il lavoro in una segreteria scolastica non richiedesse alcuna specifica competenza o esperienza: e i risultati si vedono nella quotidianità!”.

Quest’anno, poi, il paradosso. “Il 1° settembre molte scuole hanno riaperto con segreterie sguarnite o deserte, poiché le nomine degli insegnanti inidonei che, tra l’altro, non vogliono essere messi in segreteria, riconoscendo la propria incompetenza a quella funzione, non sono state fatte, e noi non siamo state chiamate!”, denunciano.

E la cancrena si è evoluta ulteriormente. “Alcune di noi stanno andando a lavorare gratis, senza nomina né dell’ufficio scolastico né dei presidi – denunciano – chiamate in via informale dalle scuole che non sanno dove mettere la mani, perché nessuno vuole riconoscere la realtà drammatica della situazione”.

Da quanto si apprende si tratta di una decina di persone che un po’ per spirito di servizio, un po’ per volontariato, un po’ per non stare a casa senza far nulla, stanno dando una mano di soppiatto alle segreterie.

“Intanto l’anno scolastico riparte, noi siamo a casa e rischiamo di restarci per sempre, visto che per noi non sembra esserci alcun futuro – concludono le lavoratrici – E tutto questo proprio ora che, per legge, per diposizioni europee e per diritto, ci aspettavamo, dopo anche 15 anni di lavoro in questo settore, di poter finalmente entrare di ruolo”.