L’AQUILA – Si perfezionerà tra pochi giorni il cambio della guardia al vertice della Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di finanza, la struttura militare che è diventata un simbolo della resistenza della comunità aquilana al terremoto che ha devastato il capoluogo, ospitando eventi memorabili, dai funerali delle vittime al G8, dal Consiglio dei ministri a tutte le visite istituzionali più importanti.

Dopo due anni molto intensi, il generale Carmine Lopez, proveniente dal Comando generale di Roma, prenderà il posto dell’attuale comandante, il generale Fabrizio Lisi (nella foto), impegnato in questi giorni con le valigie e i traslochi.

Lisi si trasferirà a Roma, sua città d’origine, e andrà a dirigere il Servizio di cooperazione internazionale di polizia: un organismo interforze, con cui tornerà un po’ agli inizi della sua carriera, quando ha lavorato spesso e volentieri all’estero, come spiega.

A Lisi, tra l’altro, domani sarà tributato un saluto ufficiale da parte del Consiglio comunale aquilano.

Generale Lisi, a quando il passaggio di consegne?

Dovrebbe avvenire per i primi di ottobre, ancora non c’è una data precisa.

Che bilancio fa di questa sua esperienza a capo della scuola di Coppito?

Sono stati anni straordinari. Ho vissuto un periodo di grande importanza, per me personalmente, per la Guardia di finanza dell’Aquila e per la Guardia di finanza in generale.

Qual è il momento che le resta più impresso?

Sono moltissimi naturalmente, mi è impossibile scegliere. Penso alla visita di Papa Benedetto XVI, ai funerali delle vittime del sisma, all’arrivo dei capi di Stato per il G8, al Consiglio dei ministri… Una serie di eventi tutti molto importanti. Forse c’è una cosa che conta più di tutte.

Qual è?

Il rapporto con i finanzieri della scuola, con i miei allievi. Un rapporto speciale che ha fatto da filo conduttore in tutti quegli eventi che ho ricordato.

E adesso avrà un incarico tutto diverso.

Sì ma ci sono abituato, noi in fondo cambiamo spesso. La collaborazione con forze di polizia estere è un compito che mi riporta agli inizi della mia carriera, quando ho svolto numerose missioni internazionali.

È più difficile tenere i rapporti con le polizie estere o affrontare quello che le è capitato qui?

Beh, sono incarichi troppo diversi da paragonare… Certo che quanto ho vissuto all’Aquila probabilmente è unico.

Che scuola lascia al suo successore Lopez?

Una scuola in cui c’è ancora molto da fare, che ha dato ancora molta disponibilità alla città, che ospita centinaia di persone e numerosi uffici pubblici.

Avrebbe voluto lasciarla meno affollata?

Sì, avrei preferito lasciare la scuola più vuota. Non certo per volontà di riappropriarci dei nostri spazi, ma solo perché avrebbe significato che non c’era più necessità di riempirla. L’ho sempre detto, la scuola sarà aperta agli aquilani finché sarà necessario, ho promesso uno sforzo in questo senso.

Tornerà all’Aquila?

Come si fa a lasciarla dopo aver vissuto un’esperienza del genere? Tra l’altro era la mia seconda volta in Abruzzo: la prima fu a Pescara nel 1999 dopo un periodo in Albania, anche quello un periodo molto importante. Chissà che non ci sia due senza tre?