L’AQUILA – “Sono pronto a revocare la decisione di sospendere le attività della Scuola di cinema, ma a questo punto lo farò solo quando riceverò da parte della Regione una comunicazione formale che possa assicurarmi l’imminente erogazione della quota già prevista di 300 mila euro, che il Centro attende da quasi un anno”.

Questa la replica del direttore del Centro sperimentale di cinematografia Marcello Foti alle dichiarazioni rilasciate a questo giornale dall’assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis sulla possibile sospensione delle attività didattiche della sede aquilana del Csc.

AbruzzoWeb ha rivolto al direttore della Scuola di cinema altri interrogativi sul caso portato alla luce dall’assessore comunale al ramo Stefania Pezzopane che ha svelato ai cronisti una lettera dello stesso Foti, che minacciava la chiusura entro oggi.

Pericolo scampato? Non del tutto. Il direttore annuncia ancora sette giorni di tempo per avere almeno una comunicazione formale sulla disponibilità, poi convocherà i cronisti e annuncerà la chiusura.

“I finanziamenti ci sono”, ha assicurato l’assessore De Fanis a questo giornale. E allora qual è il problema?

Che i soldi ci siano non lo metto in discussione, ma il problema è che io finora ho avuto tantissima pazienza. La mia non è un’iniziativa estermporanea. Questa storia del mancato pagamento comincia esattamente quasi un anno fa.  La richiesta dei finanziamenti era allora rivolta all’ex assessore alla Cultura Mauro Di Dalmazio, che sostenne la causa del nostro Centro. Incontrai anche Gianni Chiodi, che mi rassicurò. A questi primi incontri seguì poi una riunione con il presidente della Regione insieme all’ex amministratore unico dell’Accademia dell’Immagine Andrea Tatafiore, a Di Dalmazio e Luigi De Fanis. E avevamo trovato la soluzione.

Non sembrerebbe…

Infatti. Nonostante mie insistenze telefoniche, anche via sms, la cosa fu silenziosamente trascurata. Mandai così un’email alla Regione in cui avvisai che rischiavo di dover sospendere le attività didattiche per via delle pressioni ricevute dalla Corte dei conti, che mi contestava di prendere soldi dalla sede di Roma e rivolgerli impropriamente alle sedi distaccate. Fino a oggi mi sono assunto la responsabilità di rischiare, ma ora non lo posso fare più.

Ma l’assessore De Fanis non la fa così drammatica. Su questa vicenda si è mostrato molto sereno e tranquillo. Lei no?

Io non posso al momento sentirmi ottimista di quanto sta accandendo. Onestamente sono preoccupato perché se avesse voluto evitare questa situazione e dunque scongiurare un provvedimento così drastico, l’assessore avrebbe potuto prendere semplicemente carta e penna e scrivermi: “Caro direttore, le posso assicurare che ho dato disposizioni di pagamento. Nei prossimi giorni il Centro sperimentale sarà pagato”. Il fatto che De Fanis non mi abbia lasciato nero su bianco nessuna dichiarazione, ma neanche telefonato per avvisarmi, mi lascia molto perplesso. Tutto ciò che so lo apprendo dai giornali, da voi.

Ma per scongiurare la chiusura del Centro cosa dovrebbe accadere?

Mi aspetto ora dalla Regione un passo deciso, una comunicazione formale di erogazione dei soldi. Prendo atto delle parole rassicuranti dell’assessore alla Cultura. Tuttavia non posso non rilevare che permane ancora una situazione di difficoltà finanziaria della sede, che fino a oggi si è alimentata delle risorse del Centro sperimentale del ministero dei Beni culturali e della parte della sola quota di spettanza del Comune. Questa situazione non può essere ulteriormente portata avanti.

Il testo della sua ultima lettera rivolta a tutte le istituzioni sul mancato pagamento parla chiaro: oggi è l’ultima data utile per avere un impegno concreto da parte della Regione.

Sì, così è scritto. Ma posso dire che Il giorno 8 novembre prossimo convocherò una conferenza stampa dove annuncerò, mio malgrado, di sospendere le attività fino a quando non verranno erogati i finanziamenti. Dunque c’è agli effetti ancora un margine di una settimana. Non sono così rigido. Lo ribadisco: chiedo semplicemente una comunicazione formale. Ora, una volta per tutte. Che poi questi finanziamenti possano arrivare materialmente tra 10 o 15 giorni nelle tasche del Centro sperimentale non ha importanza. Nei prossimi giorni mi aspetto dunque una risposta concreta e positiva: viene da sé che in tal caso annullerò la conferenza stampa, pensata proprio per dare un taglio a questa storia che si protrae già da troppo tempo.