L’AQUILA – Tra l’arrivo di un container e il montaggio di una tenda, tra un sopralluogo e un incontro con cittadini allarmati, non ci si annoia certo al Comune di Montereale, nella speranza che scada presto il “conto alla rovescia” del periodo caldo in cui l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha messo in guardia gli enti (prima che il segreto fosse svelato) sulla possibilità, pur bassa, che arrivi una forte scossa sui Monti Reatini.

Intanto il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi (nella foto), ha lanciato un clamoroso annuncio: “Meditiamo di oscurare i dati sui terremoti”.

Gli aquilani potrebbero perdere insomma la possibilità di visualizzare le schede sugli ultimi terremoti su www.ingv.it, loro riferimento informativo sulle scosse (anche se i cloni non mancano). Motivazione, l’adesione di Boschi alla campagna lanciata da Guido Bertolaso contro i “profeti di sventure” sismiche: forse l’ennesima stoccata, pur senza citarlo, contro il tecnico Giampaolo Giuliani, secondo il quale i terremoti sono prevedibili.

L’ANNUNCIO-CHOC DI BOSCHI: ”MEDITIAMO DI OSCURARE I DATI SULLE SCOSSE”

FACEBOOK CONTRO IL ”BAVAGLIO” DI BOSCHI

L’AQUILA – “No il bavaglio ai terremoti, contro la chiusura della pagina Ingv”.

Neanche il tempo di minacciare la serrata ai dati sulle scosse da parte di Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), che sulla rete sociale di Facebook è già partito il gruppo per scongiurarlo.

“Invitate tutti i vostri amici – si legge nella bacheca – Gridiamo che noi non siamo d’accordo contro questa censura… Abbiamo il diritto di sapere”.

CECCHI PAONE: ”BOSCHI INCORSO  IN INFORTUNIO

 “Sono assolutamente contrario a quello che ha detto, conosco bene Enzo Boschi e apprezzo il suo lavoro, ma credo sia incorso in un grave infortunio”.

Così Alessandro Cecchi Paone, conduttore di programmi di divulgazione scientifica, commenta l’intenzione espressa dal presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, di “smettere di informare” i cittadini sui terremoti.

“La scienza non è legata a pochi, ma è un sapere democratico – sostiene Cecchi Paone – Lo scienziato non è un sacerdote, ma è un detentore del sapere che deve fornire definizioni e mettere in grado il cittadino di interpretare le informazioni e di comprenderle. In tutti i Paesi civili la conoscenza di tutte le informazioni è alla base delle concezioni più moderne della Protezione Civile che vede protagonisti e non passivi beneficiari i cittadini”.

IL SUBCOMMISSARIO: ”C’E’ SPAVENTO, MA ANCHE PREVENZIONE”

Stressato dalle scosse, l’ultima alle 11.47 di magnitudo 2.1, il centro dell’Aquilano si prepara a fronteggiare una possibile emergenza che si spera non arrivi mai. Commissariato il Consiglio comunale, questa delicata operazione viene gestita dal commissario prefettizio, Iolanda Rolli, e dal sub commissario Roberta Di Silvestro.

Quest’ultima è diventata nota per un provvedimento di qualche settimana fa con cui ha chiuso e riaperto le chiese della zona: una decisione che il sottocommissario precisa in quest’intervista, spiegando di non aver fatto altro che applicare un principio lapalissiano dopo il 6 aprile 2009: negli edifici inagibili non si può entrare.

La Di Silvestro racconta anche qual è l’umore del paese, in cui la gente è spaventata e lo sarà almeno fino al 7, ultimo giorno cerchiato sul calendario in base alle statistiche dell’Ingv: il paese si è svuotato, spiega, ma chi abita qui, in fondo, questa situazione dev’essere pronto a fronteggiarla.

Qual è la situazione delle misure preventive e delle strutture provvisorie per un’eventuale emergenza?

Le misure di prevenzione in parte sono già state adottate: abbiamo avuto risposte chiare sia dalla Struttura per la gestione dell’emergenza che dalla Protezione civile regionale. C’è la tensostruttura in località Madonna in Panthanis, ora montata sull’erba, ma che dovrà essere pavimentata. Inoltre è stato portato un container, posizionato vicino al modulo scolastico Musp, completo di servizi e riscaldamento. Inizialmente si pensava potesse essere usato come ufficio comunale, ma è troppo piccolo: lo useremo solo in caso di emergenza. Infine ci sono otto tende montate vicino la residenza sanitaria assistita, dove far rifugiare gli anziani all’occorrenza.

Dove lavora l’amministrazione commissariata?

Siamo in uno stabile in cui i dipendenti erano rientrati dopo il sisma del 6 aprile 2009, ma con la prospettiva di fare lavori di manutenzione. Visto che mancano anche certificati amministrativi e che c’è lo sciame in corso, credo proprio che ci trasferiremo. In località Piedi Colle c’è già un container comunale, ho avuto la disponibilità dal presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, di farne portare altri. Stiamo valutando proprio adesso, a breve formalizzerò la richiesta.

Un Comune che ha un commissario invece che un sindaco può lavorare in maniera più spedita?

Le decisioni non sono molto più rapide, perché come il commissario anche i sindaci sono le prime autorità di protezione civile e rispondono in prima persona. Se si rimane fermi e non si fa prevenzione l’errore è identico sia se lo fa un primo cittadino che un funzionario nominato dal Governo. Certo, per agire velocemente bisogna conoscere le procedure, ma ugualmente come mi ci rivolgo io, alla Sge si può rivolgere un sindaco.

Gli edifici pubblici e privati sono stati verificati: quali sono i risultati?

Le verifiche sono partite a tappeto, sia da parte della struttura commissariale che dei vigili del fuoco. Mi preme però spiegare che queste valutazioni erano state già fatte dopo il terremoto dell’Aquila: si sa già quali edifici sono agibili, parzialmente agibili o inagibili, e si è già proceduto alla messa in sicurezza. Le verifiche di questi giorni servono per vedere se le ultime scosse hanno fatto ulteriori danni. È chiaro che un ex convento agostiniano, come è l’edificio che ospita il Comune, necessita di maggiore attenzione, anche se mi è stato spiegato che in certe situazioni edifici in pietra ben fatti possono resistere perfino più del cemento armato, quindi la certezza non c’è.

Come si è risolta la polemica sulla chiusura delle chiese?

Io ho fatto un’ordinanza che prevedeva la chiusura di tutte quelle inagibili, ma questo vale anche per le case. Non c’è stata nessuna revoca del provvedimento, ho solo precisato meglio il primo. Non ho fatto altro che ribadire il principio del terremoto aquilano, ossia lo sgombero dei locali inagibili e il divieto di entrarci: non è che è arrivato un sub commissario pazzo che chiude e riapre le chiese!

Lei sta ricevendo molti cittadini in questi giorni, com’è l’umore della popolazione?

Non può essere dei migliori. I cittadini sono spaventati, alcuni sono tornati sulla costa, soprattutto dopo la notizia della lettera dell’Ingv sulla probabilità di scossa forte: forse gli ottantenni non navigano su Internet, ma i loro nipoti sì. La prevenzione è una questione di buon senso, la natura non va sfidata perché può sorprendere. D’altronde, chi per esempio da Roma si è trasferito qui per cambiare vita, sa che questo è un territorio a rischio e ne accetta le conseguenze, fosse pure un evento catastrofico che speriamo proprio non ci sarà. Quindi non si sta tranquilli, ma neanche è giusto essere terrorizzati.

SCIAME: SCOSSA A MEZZOGIORNO DI MAGNITUDO 2.1

L’AQUILA – Scossa in mattinata sui Monti Reatini, dov’è in corso lo sciame sismico ormai da molti mesi.

Alle 11.47 c’è stato un terremoto di magnitudo 2.1. Comuni vicini all’epicentro, Borbona (Rieti), Montereale, Cagnano Amiterno e Capitignano (L’Aquila).

L’AQUILA, RIAPERTE ALCUNE SCUOLE MA SI FA PREVENZIONE

L’AQUILA – Sono tornati a scuola regolarmente all’Aquila gli alunni delle prime classi di quegli istituti superiori le cui direzioni didattiche hanno anticipato la prima campanella.

Sono diverse, comunque, le misure di prevenzione adottate di fronte allo sciame sismico in corso a 30 chilometri dal capoluogo. Varie scuole hanno già programmato un calendario di esercitazioni e prove di evacuazione, anche quando le classi si trovano dentro ai Moduli ad uso scolastico provvisorio, strutture antisismiche.

Proprio questo ha spinto la dirigenza delle scuole Itas e Itc a chiedere ai docenti di quest’ultima, che avrebbero dovuto fare lezione in una scuola di cemento, di trasferirsi provvisoriamente nel Musp a disposizione dell’altro istituto, almeno fino a quando il rientro a scuola non è stato completato e ci sono aule disponibili.

“Nulla è lasciato al caso – spiega Bruno Martini, responsabile del servizio prevenzione e protezione nelle scuole dell’area di Acquasanta – ogni scuola ha la sua certificazione di agibilità”.

In via precauzionale, alcune scuole hanno montato delle tende nel proprio cortile. Serviranno da riparo in caso di evacuazione dopo una scossa di terremoto.

SCOSSA IN SERATA, NOTTE SENZA EVENTI

L’AQUILA – Scossa nella notte nella zona colpita dallo sciame: l’evento è stato di magnitudo 2 ed è avvenuto alle 22.14.

L’epicentro si trova tra i Comuni di Borbona (Rieti) e nell’Aquilano di Barete, Cagnano Amiterno, Capitignano e Montereale.

DA DOMANI UFFICIO URP ANCHE A CAPITIGNANO E CAMPOTOSTO

L’AQUILA – Dopo Montereale e Cagnano Amiterno anche Capitignano e Campotosto avranno postazioni mobili dell’Urp.

Lo sforzo organizzativo di Linea Amica Abruzzo e della funzione Comunicazione della Sge (la struttura per la gestione dell’emergenza) ha infatti portato, nel giro di pochi giorni, ad organizzare nei comuni più popolosi dell’Alta Valle dell’Aterno quattro uffici mobili dell’Urp per venire incontro alle esigenze informative delle popolazioni interessate in questi giorni dallo sciame sismico

Domani mattina, infatti, nella piazza del Municipio di Capitignano verrà attivato l’ufficio mobile dell’Urp e una stessa struttura è prevista nel pomeriggio, sempre in piazza Municipio, nel comune di Campotosto.

Con l’attivazione domani dei due uffici mobili salgono a quattro le strutture informative in loco, nei quattro comuni dell’Alta Valle dell’Aterno, a disposizione delle popolazioni per avere in maniera diretta notizie tecniche e comportamentali sullo sciame sismico che da diverse settimane sta interessando la zona.

Insieme agli uffici mobili dell’Urp, le popolazioni interessate potranno reperire informazioni anche rivolgendosi al contact center di Linea Amica Abruzzo, che risponde al numero verde gratuito 800155300, e che per precisa scelta della funzione Comunicazione della Sge ha fissato dalle 9 alle 22 l’attività di comunicazione con il pubblico

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