L’AQUILA – “Nessuno nel mio reparto sapeva che quella donna fosse la mamma dello scambio di embrioni dell’ospedale Pertini di Roma, per questo domenica notte è entrata ed è stata sottoposta al cesareo dal medico di guardia nel più assoluto anonimato”.
Così il professor Gaspare Carta, primario del reparto di Ginecologia dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila, racconta il parto che solo dopo ha ricollegato al caso mediatico e giudiziario.
“La gestione del caso è stata serena e non condizionata da tutto quello che era avvenuto prima – ribadisce – dopo la dimissione il marito venuto da me per ringraziarci, ci ha detto che hanno avuto un’eccellente assistenza”.
Da quanto raccontato dall’uomo al direttore dell’unità “hanno scelto L’Aquila come posto vicino a Roma ma al tempo stesso lontano per sottrarsi alla pressione dei media, ma anche perché sapevano che abbiamo un’Ostetricia e Tin (terapia intensiva neonatale, ndr) di alto livello, trattandosi di una gravidanza ad alto rischio”.
Carta non vuole aggiungere nulla sugli altri aspetti del caso. “Ci interessa che stiano bene la mamma e i bambini, gli aspetti etici e giuridici non ci riguardano”, conclude. (alb.or.)






