L’AQUILA – “È assolutamente falso, e privo dunque di qualunque fondamento, far credere ai cittadini dell’Aquila che la Regione, nel piano di riordino della rete ospedaliera abruzzese, stia penalizzando il San Salvatore”.

Il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci, corre ai ripari dopo gli allarmismi serpeggiati sull’ipotesi di “chiudere e trasferire alcuni reparti del nostro ospedale a Chieti e Pescara”, con il sindaco, Massimo Cialente, che sempre su Facebook, ha parlato di “bufala” e, in alcuni casi, più apertamente di “cazzata”.

Il messaggio allarmistico, che si diffonde viralmente, nasce interpretando alcuni articoli, molti dei quali di AbruzzoWeb, che hanno gettato luce sulla riforma del sistema sanitario condotta altrimenti all’oscuro dalla Regione Abruzzo e dall’Agenzia sanitaria regionale (Asr) per obbedire ai rigidi vincoli del decreto Lorenzin che taglia la sanità in tutta Italia, trasformandola definitivamente da servizio ad azienda.

In questo senso è prevista la riduzione dei reparti intesi come “unità complesse”, dotati, cioè, di primari al massimo livello e di posti letto.

È vero che non si tratta di chiusure totali, come dicono i cittadini sui social, ma comunque della riduzione di qualità delle prestazioni e della perdita di finanziamenti e di prestigio. Oltre che di posti letto, con la trasformazione dei reparti di degenza in “repartini” di diagnosi e cura.

“L’assistenza sanitaria è un argomento serio e non si possono ingenerare timori nella comunità, al solo fine di strumentalizzazione politica”, afferma Pietrucci in una nota.

“Da giorni voci incontrollate sono amplificate da alcuni esponenti politici, puntando a scatenare una reazione da parte degli aquilani su un presunto scippo di reparti a favore di Pescara e Chieti. La verità è che non sta avvenendo nulla di tutto questo. Il piano di riordino, elaborato dall’assessore regionale Silvio Paolucci e dall’Agenzia sanitaria regionale, stabilisce una riduzione dei primari in tutte le Asl della Regione, così come imposto dalla normativa nazionale”, spiega.

“E il taglio più consistente è previsto proprio a Pescara e Chieti, che complessivamente perderanno 23 unità operative complesse, contro le 10 ipotizzate per L’Aquila”.

“Parlare, dunque, di una volontà del governo regionale di penalizzare il capoluogo è scorretto, perché al contrario si sta lavorando proprio per tutelare le eccellenze del sistema sanitario aquilano, pur nel rispetto di quanto impongono le leggi dello Stato, a cui non si può derogare, al di là di quanto va affermando qualche politico locale”, conclude Pietrucci.