TERAMO – Ruzzo Reti spa rassicura i suoi utenti.

“Nell’acqua proveniente dall’invaso del Gran Sasso non sono stati mai riscontrati valori sopra la soglia consentita in nessuno degli elementi che era necessario monitorare, anche nei campioni prelevati l’8 maggio, la cui non conformità di odore e sapore ha fatto scattare l’ordinanza della Asl di Teramo e i conseguenti provvedimenti di divieto di uso potabile” in 32 comuni della provincia Teramana, capoluogo compreso.

Allo stesso tempo, il gestore unico del ciclo integrato delle acque nell’Ato Teramano n.5 chiede di “fare chiarezza sulle procedure usate dalle autorità sanitarie” e annuncia che valuterà le azioni per tutelare il territorio e il suo patrimonio.

“Anche le analisi dell’8 maggio compiute dall’Agenzia regionale di tutela ambientale, e ricevute dalla nostra società soltanto nella tarda serata di ieri, hanno avuto esito negativo” spiegano i vertici del Ruzzo che ribadiscono: “tutti i controlli hanno dato sempre, dal punto di vista chimico-fisico, esito negativo, in particolare quelli ripetuti per ben 6 volte tra il 9 e il 10 maggio”.

Poi, Ruzzo Reti chiarisce che circa le notizie circolate sulla presunta non potabilità dell’acqua il 4 e 5 maggio (prima, quindi, del divieto, durato 12 ore) per la presenza di toluene, “tracce di tale sostanza, secondo analisi eseguite dall’Arta per conto della Asl di Teramo e l’autocontrollo svolto dalla nostra azienda attraverso il laboratorio accreditato, erano presenti in misura molto più bassa rispetto ai limiti prescritti e comunque sempre tale da garantirne il pieno e sicuro utilizzo a fini idropotabili. Come confermato anche dal’Istituto Superiore di Sanità, infatti, l’Organizzazione mondiale della Sanità ha stabilito per questa sostanza un valore limite nell’acqua destinata al consumo umano pari a 700 microgrammi/litro, dunque 37 volte superiore al valore massimo riscontrato il 5 maggio e pari a 18,6 microgrammi/litro”.

Da qui, la richiesta alle autorità competenti di fare chiarezza su cosa “abbia determinato con esattezza l’improvvisa decisione di sospendere l’approvvigionamento dalla sorgente del Gran Sasso e dichiarare la non potabilità dell’acqua, generando caos e panico tra i cittadini”.