L’AQUILA – “Grazie al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stato rinviato a data da destinarsi il voto definitivo sullo stop ai motori termici dal 2035. Una misura sbagliata e pericolosa, che obbligando tutta l’industria automobilistica a passare all’elettrico avrebbe provocato un disastro economico, con conseguenze sociali pesantissime. In Abruzzo, il distretto produttivo della Val di Sangro (e non solo) rischiava di perdere migliaia di posti di lavoro, come anche i sindacati hanno più volte denunciato”.

Lo dichiara in una nota il presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fdi, dopo che il Coreper, l’organo che riunisce gli ambasciatori permanenti presso l’Unione europea, ha deciso di rinviare il voto previsto per  ieri sullo stop alla vendita di auto nuove diesel e benzina dal 2035, dopo il precedente slittamento del 1° marzo.

Il punto è stato tolto anche dall’agenda del Consiglio europeo del 7 marzo, che doveva dare l’approvazione finale e verrà rimandato a una successiva sessione del Consiglio.

“Il governo ha ascoltato i nostri allarmi, che io ho portato in Europa nell’ambito dell’Alleanza delle Regioni per l’Automotive – spiega Marsilio -. Finalmente si torna a ragionare su uno sviluppo veramente sostenibile, sulla neutralità tecnologica (chi l’ha detto che solo le batterie elettriche abbattono le emissioni?), rimettendo al centro la tutela del lavoro e della competitività delle nostre imprese”.

Il regolamento che prevede lo stop alla vendita di auto con motori endotermici (principalmente diesel e benzina) dal 2035 era stato concordato con il Parlamento europeo e approvato in linea di principio, con il voto contrario di Polonia e l’astensione della Bulgaria. Alla Polonia e all’Ungheria si è ultimamente allineata anche l’Italia, che aveva finora dato il suo assenso. Resta in sospeso il voto della Germania.

Alla notizia del rinvio del voto, reagisce con soddisfazione la premier Meloni da Abu Dabi, definendolo “un successo italiano”. E aggiunge: “La posizione del nostro governo è infatti chiara: una transizione sostenibile ed equa deve essere pianificata e condotta con attenzione, per evitare ripercussioni negative sotto l’aspetto produttivo e occupazionale. La decisione del Coreper di tornare sulla questione a tempo debito va esattamente nella direzione di neutralità tecnologica da noi indicata”.

La presidente del Consiglio precisa che è “giusto puntare a zero emissioni diCo2 nel minor tempo possibile, ma deve essere lasciata la libertà agli Stati di percorrere la strada che reputano più efficace e sostenibile. Questo vuol dire non chiudere a priori il percorso verso tecnologie pulite diverse dall’elettrico”.