PESCARA – Riprendono oggi al Tribunale di Pescara gli interrogatori per la cosiddetta “rimborsopoli”, l’inchiesta su presunti rimborsi indebiti che ha sconvolto la Regione Abruzzo.

Questo pomeriggio sono comparsi davanti ai pm, Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli, titolari dell’inchiesta in cui sono indagati in 25 tra Giunta e Consiglio, il presidente del Consiglio Regionale, Nazario Pagano, e il consigliere di Forza Italia Emilio Nasuti.

L’interrogatorio di Pagano è durato circa 20 minuti, dopodiché è uscito da un ingresso secondario per evitare i giornalisti. Da quanto si è appreso il presidente presenterà anche una memoria.

È durato pochi minuti l’interrogatorio dell’assessore regionale al Bilancio Carlo Masci, uscito da un ingresso secondario come Pagano.

Gli interrogatori di altri indagati sono previsti per mercoledì prossimo.

Tra le persone che saranno ascoltate l’assessore Federica Carpineta, l’assessore Mauro Di Dalmazio, l’ex assessore Lanfranco Venturoni, e i consiglieri regionali Lorenzo Sospiri, Riccardo Chiavaroli, Franco Caramanico e Giorgio De Matteis.

La scorsa settimana è stato il turno del presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi.

Per tutti, sono ipotizzati i reati di truffa aggravata, peculato e falso ideologico per un periodo che va dal 2009 al 2012 e una cifra che si aggira intorno agli 80 mila euro.

Al presidente Pagano, come appreso dalle carte dell’inchiesta, verrebbero contestati diversi pernottamenti in hotel a 5 stelle, come a Roma, a Sanremo, a Rimini, a Venezia, a Sirmione (Brescia), a Barcellona, Caracas, Miami, Toronto, Mosca, Innsbruck.

Per il suo soggiorno a Sanremo, la Regione avrebbe pagato 900 euro per tre notti. Anche a Pagano vengono contestati pranzi o cene con più commensali sempre a spese dell’ente.

PAGANO: “ACCUSE DI SPERPERO MA IO HO TAGLIATO I COSTI”

Nell’interrogatorio con i pm pescaresi, il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, ha rivendicato, “a fronte di una chiara accusa di sperpero di denaro pubblico, la ferma politica adottata di drastica riduzione dei costi della politica e delle spese di rappresentanza”.

Lo si legge in una nota diffusa dopo il colloquio con i magistrati per l’inchiesta sulla “Rimborsopoli” abruzzese.

LA NOTA COMPLETA

Il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, in occasione dell’interrogatorio reso ai magistrati della procura di Pescara ha chiarito la propria posizione in relazione alle contestazioni contenute nell’informazione di garanzia notificatagli.

Il colloquio con i pm Di Florio e Bellelli si è svolto in un clima sereno; opportuni chiarimenti sono stati in particolare forniti dal presidente Pagano su tutti gli aspetti collegati alle missioni della presidenza del Consiglio che, per espresso profilo istituzionale, esercita funzioni di rappresentanza dell’assemblea regionale.

Il presidente Pagano ha altresì spiegato che molte delle missioni all’estero cui si faceva riferimento in atti, erano da collegarsi alla sua funzione di presidente della Calre (Conferenza delle assemblee legislative delle Regioni d’Europa), rivestita nel periodo 2011-2012.

Il presidente del Consiglio regionale ha anche espressamente rivendicato, a fronte di una chiara accusa di sperpero di denaro pubblico, la ferma politica adottata di drastica riduzione dei costi della politica e delle spese di rappresentanza.

Queste ultime non solo sono sempre ampiamente contenute ben al di sotto del capitolo di bilancio, ma negl’ultimi due anni, rispetto a chi lo ha preceduto, sono passate dal vecchio importo di 200.000 euro del 2008, agli scarsi 20.000 attuali.

Il presidente Pagano ha riservato ogni opportuna produzione documentale in relazione alle singole specifiche contestazioni.