L’AQUILA – “Il sindaco Cialente mi dice che ci vorranno otto anni per la ricostruzione, mi sembrano troppi: dobbiamo ridurre questa durata”.

Ha esordito così il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia, inviato del nuovo governo in materia di ricostruzione, nel suo intervento davanti al Consiglio comunale riunito in seduta straordinaria e allargata alle categorie e parti sociali della città.

Una seduta assiepata di persone che hanno riempito la nuova aula consiliare ma, contrariamente ad alcune previsioni, non caratterizzata da un clima incandescente. Unico fuoriprogramma rispetto agli interventi istituzionali, l’appello di alcuni commercianti che dal pubblico hanno chiesto certezze sul loro futuro.

Sulla battaglia in corso per reperire i fondi, ostacolata dalla Ragioneria dello Stato, “se non andrà in porto questo emendamento ce ne sarà un altro nei prossimi mesi e i fondi non si esauriranno lì: ci sarà anche la legge di stabilita”, ha assicurato.

Dichiarazioni ottimistiche, anche se, ha sottolineato Trigilia, “è difficilissimo trovare le risorse, lo è stato anche per la cassa integrazione in deroga: non è una scusa, solo per far capire quanto sia complicato. Voglio ribadire però che L’Aquila è una priorità per il governo e per l’Italia”.

A dispetto di ciò, il ministro ha ribadito ancora una volta “l’impegno del governo a trovare risorse costanti e assicurare un flusso continuo che acceleri i tempi per la ricostruzione”.

Il ministro ha poi svelato anche alcune delle sue idee concrete sulla ricostruzione. “Il futuro della città si lega alla capacità di stabilire un nesso tra la modalità della ricostruzione e gli obiettivi di sviluppo futuri di questo territorio oltre la ricostruzione”, ha detto.

Quanto al come ricostruire, “non sono d’accordo che si debba tenere tutto in modo sacrale dov’era e com’era. Investire molte risorse per questo sarebbe un vantaggio solo per qualche singolo proprietario”, ha evidenziato.

Trigilia ha aggiunto che “si deve fare uno sforzo per individuare su quali fattori si vuole crescere. Se sono i beni culturali vanno fatte scelte da un punto di vista urbanistico e di ricostruzione. Porsi il problema della difesa e tutela del centro storico è giusto, ma alcune parti si prestano anche a fare un’operazione di modernizzazione”, ha concluso.

CIALENTE: ”PROTESTIAMO PERCHE’ CANTIERI FERMI PER ASSENZA SOLDI”

“Siamo in fase di mobilitazione, signor ministro, perché per mancanza di denaro non potevamo far partire i progetti”.

Lo ha detto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, parlando nell’aula consiliare del municipio di Villa Gioia davanti al ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia e ai consiglieri comunali riuniti in seduta straordinaria.

“Poi abbiamo avuto i fondi del Cipe, 2,2 miliardi con una parte impegnata per coprire le spese obbligatorie e 985 milioni che saranno tutti in cassa quest’anno. Sono soldi già destinati, perché abbiamo progetti che superano questa cifra”.

“Ecco perché ci servono fondi – ha concluso Cialente – non solo per L’Aquila ma anche per i comuni. Dobbiamo poter trovare il meccanismo per poter spendere fin da adesso e abbiamo bisogno di 1 miliardo e mezzo l’anno oltre il miliardo e 200 milioni già stanziati. Un flusso continuo e costante. Il meccanismo cassa depositi e prestiti è una scelta obbligata”.

Dopo il primo cittadino hanno preso la parola il neo assessore provinciale alla Ricostruzione Guido Liris, il coordinatore dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, Paolo Aielli, il presidente provinciale dell’Associazione costruttori (Ance), Gianni Frattale, il delegato di Confindustria L’Aquila alla ricostruzione, Ezio Rainaldi, e il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis.

LA VISITA IN CENTRO: ”BARCA HA FATTO UN BUON LAVORO”

“Barca non mi ha raccontato niente dell’Aquila, ho visto il lavoro fatto, un po’ lo conoscevo, certamente è stato fatto un buon lavoro, ma adesso lo dobbiamo continuare”.

Lo ha detto il ministro per la Coesione territoriale, Carlo Trigilia, a margine della sua visita in centro storico all’Aquila, parlando del suo predecessore come ‘inviato del governo per la ricostruzione’, Fabrizio Barca.

Sull’emendamento per i fondi, il neo ministro ha assicurato che “così com’è stato confezionato passerà, spero sia sufficiente a non bloccare i lavori. Dopo ci saranno altre risorse – ha assicurato in conclusione – il governo ha ben chiaro che non basterà questa cifra ad assicurare la ricostruzione dell’Aquila in tempi plausibili”. (alb.or.)

ALLARME CIALENTE: ”RAGIONERIA BLOCCA EMENDAMENTO”

“Siamo in un Paese ai confini della realtà. Sembra che la Ragioneria dello Stato alle ore 15 non bollini, cioé non dia il via libera, all’emendamento concordato con il governo dopo l’incontro con Enrico Letta di ieri”.

È l’allarme lanciato dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dopo la firma di un’intesa tra la procura della Repubblica e il Comune dell’Aquila su una collaborazione sui reati urbanistici, per di più allarme che arriva nel giorno della visita del ministro per la Coesione territoriale, Carlo Trigilia, nuovo inviato del governo per la gestione della ricostruzione.

L’allarme di Cialente riguarda l’emendamento in corso di discussione in Senato che prevede il finanziamento di 1 miliardo 200 milioni (ovvero 200 milioni di euro per 6 anni) per la ricostruzione attraverso l’aumento del costo delle imposte di bollo, una somma che, secondo Cialente, sarebbe stata anticipata nel 2013.

“Ieri abbiamo ricevuto ampie rassicurazioni dal presidente del Consiglio Letta – ha spiegato Cialente – il testo dovevamo emanarlo ieri ma non lo abbiamo fatto appunto perché c’erano queste incertezze della Ragioneria. Questo non è più un Paese guidato dalla politica ma da burocrati che seguono l’Europa”.

“Dobbiamo aprire una vertenza con l’Unione Europea”, ha sbottato ancora Cialente, il quale, concludendo la sua presa di posizione, ha sottolineato che a questo punto “diventa difficile l’incontro del ministro Trigilia con il Consiglio comunale previsto nel pomeriggio”.

Cialente è già da alcune settimane in stato di mobilitazione avendo riconsegnato la fascia tricolore al presidente della Repubblica (che gliel’ha rispedita), fatto rimuovere le bandiere dalle sedi comunali, rifiutato l’invito di Napolitano a recedere dalla protesta, un’azione che gli è costato un decreto del prefetto dell’Aquila che gli ha intimato di finirla, pena la sospensione e poi la rimozione dell’incarico.

L’INCONTRO TRIGILIA-SINDACI


L’ARRIVO DI TRIGILIA IN MATTINATA: ”SBLOCCARE CON FIDUCIA”

“È una eredità non facile che vogliamo affrontare con tutte le energie possibili con il massimo impegno per cercare di risolvere questo problema nel più breve tempo possibile”.

Lo ha detto il ministro per la Coesione territoriale, Carlo Trigilia, a margine dell’incontro con i sindaci del ‘cratere’ sismico aquilano, organizzato nel Comune di Fossa (L’Aquila), prima tappa della sua prima visita istituzionale nelle zone terremotate.

Parlando dell’impegno e dei fondi, il ministro ha aggiunto: “Oggi sono venuto a cercare di capire, a vedere con i miei occhi e rendermi conto della situazione. Rifletterò su quello che sentirò, su quello che vedrò. Certamente l’impegno è a cercare di ridurre i tempi della ricostruzione il più possibile e promuovere lo sviluppo economico dell’area”.

“Il mio arrivo qui oggi incide anche con un primo impegno su questo terreno da parte del nuovo governo che dovrà essere certamente incrementato”, ha promesso.

Un impegno che, per il ministro, c’è “e che darà adito alla possibilità di avere fondi immediati consentendo di andare avanti con fiducia”.

”BASTA PROTESTA DELLA FASCIA, E I SINDACI COLLABORINO”

“Con il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, discuteremo di tutto e gli ho già chiesto, sentendolo più volte al telefono, di porre fine a questa sua protesta e di trovare il modo di metterci tutti insieme a lavorare, a collaborare per affrontare il problema nel miglior modo possibile”.

Così Carlo Trigilia, ministro per la Coesione territoriale, in visita oggi all’Aquila, rispondendo ai giornalisti che avevano sollecitato un suo commento sulla protesta del primo cittadino del capoluogo, messa in atto alcune settimane fa quando ha riconsegnato la fascia tricolore al presidente della Repubblica e fatto rimuovere le bandiere dagli uffici pubblici, per le mancate risposte concrete sui finanziamenti del governo necessari per la ricostruzione post-terremoto.

Quanto all’intervento del capogruppo del Popolo della libertà alla Camera, Renato Brunetta, secondo il quale bisogna scorporare dal debito pubblico le spese per i terremoti dell’Abruzzo e in Emilia Romagna, “dobbiamo essere seri come governo, dobbiamo dare un’impressione di credibilità e di serietà in Europa”, ha commentato il ministro.

“Secondo me, ma anche secondo il presidente del Consiglio – ha aggiunto – in questo momento sarebbe sbagliato partire con mille rivendicazioni dopo che abbiamo avuto la chiusura della procedura di infrazione”.

Secondo l’inviato del governo Letta, “il problema va posto in termini generali. C’è una discussione in Europa sulla possibilità di sottrarre al computo del debito gli investimenti pubblici e il cofinanziamento nazionale e l’utilizzo dei fondi europei. Su questo terreno – ha insistito Trigilia – bisogna cercare di andare avanti, l’Italia non è isolata; per esempio ancora ieri ci sono stati i contatti con la Francia che è su posizioni simili, quindi dobbiamo cercare con calma senza lasciarci prendere da atteggiamenti che non ci gioverebbero in questo momento”.

Per il ministro, “dobbiamo batterci perche l’Europa da questo punto di vista riconosca che gli investimenti pubblici, nella situazione particolare in cui non solo l’Italia, ma anche altri Paesi si trovano, non devono essere calcolati nel debito e quindi dobbiamo avere più flessibilità da questo punto di vista”.

Collaborazione tra i sindaci e sviluppo attraverso la valorizzazione dell’offerta turistica legata all’agroalimentare sono “essenziali”, oltre ai finanziamenti, al processo di ricostruzione.

Queste le prime indicazioni sul post-sisma fornite invece da Trigilia parlando ai sindaci del cratere riuniti a Fossa.

Al dibattito hanno partecipato tra gli altri, anche il coordinatore dei sindaci del ‘cratere’, Emilio Nusca, e il coordinatore dell’ufficio speciale per la ricostruzione dei territori che circondano il capoluogo, Paolo Esposito.

“Terrò un dialogo costante e serio con voi per instaurare una stretta collaborazione – ha promesso Trigilia – Tornerò frequentemente all’Aquila, non per fare visite teoriche e andare sulle televisioni, ma per approfondire le questioni e risolvere le problematiche”, ha aggiunto, sottolineando che “ricostruzione e sviluppo devono andare insieme” e, in particolare in riferimento allo sviluppo, “bisogna valorizzare un tipo di offerta turistica legata al filone agroalimentare”.

“C’è la volontà di puntare su questo asse”, ha continuato il ministro sollecitando i sindaci a collaborare con L’Aquila per arrivare “a un’offerta turistica integrata tra la cultura dell’Aquila e le particolarità e peculiarità più importanti dei comuni limitrofi all’Aquila, per questo serve collaborazione”.

“Al di là dei finanziamenti – ha quindi voluto ribadire – è essenziale nel processo di ricostruzione la collaborazione tra i sindaci”.

“Serve un grande impegno e una grande collaborazione anche tra i sindaci e l’ufficio speciale per la ricostruzione perché si possono migliorare le modalità burocratiche per accelerare i tempi delle istruttorie delle pratiche e quindi accelerare i tempi della ricostruzione”.