L’AQUILA – Le prime impressioni a caldo parlano di un “incontro interlocutorio” per i destini della ricostruzione tra il primo ministro, Mario Monti, e il commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, a cui si sono aggiunti alla fine altri rappresentanti governativi e locali, tra questi il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

La novità più ghiotta è che si va verso una riunificazione dei conti dell’emergenza e della ricostruzione. “Non siamo più in emergenza” ha evidenziato Chiodi ripetendo quanto probabilmente gli avrà ricordato il governo: scenari tutti da valutare sull’applicazione di questa sommatoria dei capitoli di spesa che, questo è sicuro, porterà a un grosso movimento di denaro pubblico.

Per il resto è scattata la proroga dei contratti dei circa 400 lavoratori precari di Comune, Provincia e Comuni del “cratere”, ma solo per i primi mesi del 2012, come annunciato da Cialente pochi secondi dopo l’uscita da palazzo Chigi con un comunicato-lampo. A questo giornale Chiodi annuncia che la proroga sarà per tre mesi, forse qualcosina in più.

Uno “zuccherino” che non risolve strutturalmente il problema e che, soprattutto, consente al governo di mantenere ferma la previsione di spesa di 30 milioni, anche se secondo il commissario si potrebbe arrivare fino a 50. In ogni caso, è rinviato a primavera l’esame del conto di 136 milioni per tutto il 2012 presentato da Chiodi, quando si spera che il Paese forse navigherà in acque più sicure.

Tra gli altri input dell’incontro, l’obbligo di superare l’emergenza con la revisione della macchina burocratica, già preannunciato alla vigilia da Chiodi ad AbruzzoWeb.

Promessa, infine, la concentrazione degli sforzi per avviare la ricostruzione pesante, quella delle case “E” e dei centri storici.

CHIODI: ”FORSE FONDI SALGONO DA 30 A 50 MILIONI”

Salirà “forse da 30 fino a 50 milioni di euro” la somma che il ministero dell’Economia concederà alla struttura commissariale per affrontare il pagamento delle spese dell’emergenza fino alla fine della proroga per i primi mesi del 2012.

Lo annuncia il commissario Chiodi, raggiunto al telefono da AbruzzoWeb di rientro dal lungo vertice romano, anche se “considererò certa la proroga solo domani, quando sarà stata scritta”. Per lo stesso motivo, il governatore non parla di termini temporali. “Tre mesi? Forse qualcosina in più, aspettiamo”.

“Sono soddisfatto del tempo che mi ha riservato il presidente del Consiglio e anche dell’incontro allargato – premette Chiodi – Nel merito, però, sospendo il giudizio, in attesa che venga scritta la proroga. Ministero e Protezione civile hanno tutti i dati, più di 30 milioni secondo me possono darli”.

Quanto alle domande di Monti, Chiodi spiega che “il presidente si è meravigliato che ancora si paghi per contributo di autonoma sistemazione e alberghi, ma gli ho spiegato che quando sono entrato io tutto era il doppio e che il costo per l’emergenza si considerevolmente  ridotto rispetto al 1° febbraio 2010, quando mi sono insediato”.

Il commissario ha anche spiegato al primo ministro che “impropriamente si parla ancora di ‘personale per l’emergenza’: è pagato con quei capitoli di spesa ma è ormai funzionale ai processi di ricostruzione. I piccoli Comuni, ma anche il Comune dell’Aquila, senza non ce la farebbero”.

Di qui l’esigenza di riunificare la contabilità. “L’avevo chiesta da tempo – ricorda Chiodi – anche perché abbiamo i fondi per la ricostruzione ma per paradosso non riusciamo a pagare le persone che lavorano alla ricostruzione”.

Secondo Chiodi, “c’è paura che da queste parti si faccia clientelismo, ho detto ai tecnici del ministero venite voi a fare la spending review, ma hanno risposto che non possono controllare i controllori”.

Il che riporta a un tema caro a Chiodi, la riforma della struttura commissariale. “Non si pensi – avverte – che firmerò 2 miliardi di mandati di pagamento senza una super-struttura amministrativa per farlo. Monti ancora deve affrontare la questione, noi ridurremo tutto all’osso nei limite del possibile, non dell’impossibile: non si fanno le nozze con i fichi secchi, e io non farò l’avventuriero”.

Altra novità sulla ricostruzione, “farò elaborare un indice di efficienza dei comuni. Gli enti devono essere in grado di evadere le pratiche di contributi”.

Nel presentare il vertice a questo giornale, Chiodi aveva riassunto con una sola parola quello che chiedeva al governo, “determinazione”. L’ha trovata? “Ho trovato una situazione stridente – conclude – da un lato la volontà politica nostra, di fare tutto in modo più soddisfacente possibile per la popolazione e, dall’altro lato, il realismo di quelle che sono le scarse risorse disponibili in questa fase”.

LA NOTA DI CHIODI: ”INCONTRO INTERLOCUTORIO, ASPETTIAMO”

“Alla fine ci sarà la riunificazione delle contabilità; non si parlerà più di emergenza, non siamo più nell’emergenza”.

Lo ha reso noto il commissario Chiodi al termine dell’incontro con Monti. Presto per esprimere una valutazione sull’incontro: “Vediamo come evolve la situazione nei prossimi giorni”.

Nelle prossime ore verrà firmata l’ordinanza per prorogare le spese relative alla emergenza.

Successivamente, come richiesto dal ministero dell’Economia, si lavorerà alla revisione della spesa individuando le possibili razionalizzazioni e i necessari interventi di snellimento in merito alla macchina complessiva dell’emergenza.

Richiesto il massimo sforzo sulla ricostruzione, confermando la validità di passare attraverso i piani di ricostruzione che 20 Comuni hanno già egregiamente concluso.

Un sostegno adeguato e garanzie precise da parte del governo nazionale all’Abruzzo chiedeva Chiodi per risolvere la difficile situazione di emergenza sociale, economica ed abitativa che colpisce la zona del cratere sismico.

Si è trattato del primo confronto ufficiale legato al post-sisma in Abruzzo, fortemente voluto dal commissario per esporre al governo le innumerevoli problematiche legate all’emergenza e alla ricostruzione dei territori danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009.

“È stato un incontro interlocutorio in cui il premier Monti e il suo governo hanno mostrato disponibilità – ha commentato Chiodi all’uscita – Nel frattempo bisognerà fare una sorta di spending review e attivare tutte le procedure acceleratorie della fase della ricostruzione: alla fine ci sarà la riunificazione delle contabilità; non si parlerà più di emergenza, non siamo più nell’emergenza”.

“Al momento dunque –  ha concluso – non è possibile esprimere un giudizio sull’esito dell’incontro”.

MONTI PUNGOLA CIALENTE SUL PIANO: ”PERCHE’ NON LO PRESENTA?”

Nel vertice a Roma di oggi si è parlato anche di piani di ricostruzione e, da quanto si è appreso, Mario Monti ha un po’ pungolato Massimo Cialente sullo stato di quello per L’Aquila.

Il premier ha chiesto al sindaco a che punto sia, il primo cittadino ha risposto che “è pronto”, come affermato di recente alla stampa.

“Se è pronto perché non lo presenta?”, la successiva domanda del presidente del Consiglio, con una leggera nota di critica.

Cialente se l’è cavata con una battuta: “Mi faccia fare una fase di concertazione e lo presenterò. So cosa pensa sulla concertazione, ce ne vuole il minimo indispensabile: la farò velocemente”.

Sui piani di ricostruzione da sempre si consuma lo scontro tra struttura commissariale e Comune, che vorrebbe affidarsi alle previsioni del vecchio piano regolatore del 1975.

Dopo aver ingoiato il boccone amaro dell’obbligatorietà per legge del piano, Cialente il 30 agosto scorso lo annunciò “per settembre-ottobre”, ma non ci sono stati ulteriori scossoni.

Solamente, a fine settembre, è stata consegnata a Gianni Letta, allora sottosegretario, una cartella con documenti molto tecnici, una sorta di pre-piano.

In questi giorni, infine, Cialente ha ripetuto più volte in occasioni pubbliche che “il piano è pronto”, oggi si è sbilanciato anche con Monti.

UN POMERIGGIO DI ATTESA

“L’Abruzzo sta compiendo uno sforzo di risanamento senza pari, ma se il governo non rinnova l’attenzione all’Aquila e al ‘cratere’ l’opera è compiuta solo a metà”.

Con queste parole del presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, si è presentato a palazzo Chigi per l’incontro con il presidente del Consiglio, Mario Monti.

Un super vertice che, però, è stato rinviato a dopo il termine del Consiglio dei ministri, in corso dalle 15 e che si è concluso alle 18.30, quando premier e commissario hanno cominciato a parlare.

Pochi minuti prima delle 20, dopo un’ora e mezza, il faccia a faccia si è concluso e sono entrati gli altri protagonisti per la riunione allargata.

Tra i presenti, il vice commissario Antonio Cicchetti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, del vice ministro all’Economia, Vittorio Grilli, del capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli e del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

La seconda parte è durata mezz’ora circa, alle 20.30 il rompete le righe.

Quello di oggi è stato il primo incontro ufficiale sulle problematiche della ricostruzione tra il nuovo governo e il commissario delegato nominato dal vecchio esecutivo di Silvio Berlusconi nel febbraio 2010.

Tra le proposte sul tavolo anche quella di un “nuovo Gianni Letta“, alter ego romano del commissario abruzzese che faccia la sintesi delle diverse posizioni di ministri e dirigenti.

Tema caldo di entrambi i vertici le spese dell’emergenza per il 2012: il ministero dell’Economia ha bocciato uno schema di ordinanza con una previsione di spesa di circa 130 milioni.

Chiodi ha chiesto lo stesso importo, mentre Cialente ha portato un conto di 190 milioni con una proposta di decreto legge: picche per entrambi, se ne parla a primavera.

Intanto all’Aquila è stata aggiornata a domani la riunione del Consiglio comunale sui fondi per l’emergenza, a causa del protrarsi dell’incontro.

L’assemblea è stata rinviata “a quando si avranno notizie certe sull’esito della riunione”, come spiegato dalla vice presidente del Consiglio Antonella Santilli, che presiedeva la seduta.

CIALENTE: ”PROROGA PER PRECARI E TAVOLO PER LE SPESE”

Proroga per tre mesi dei contratti dei lavoratori precari e un tavolo per quantificare le spese per il 2012 per l’emergenza post-terremoto.

Questi gli esiti della giornata di incontri secondo la nota a caldo inviata dal Comune dell’Aquila al termine del vertice con il commissario

“Abbiamo ottenuto – ha dichiarato Cialente – la proroga di tutti i contratti di lavoro e la copertura delle spese dell’emergenza per tre mesi. Domani il presidente Monti firmerà l’ordinanza con la relativa previsione finanziaria”.

“Nel frattempo è stato stabilito, su mia proposta, di istituire un tavolo di lavoro a Roma per quantificare le spese dell’emergenza e della ricostruzione e per programmare le risorse economiche da stanziare per il 2012”.

IL CONTO DI CHIODI PER MONTI

La previsione sintetica del fabbisogno per l’anno 2012 nel “cratere” che Chiodi ha presentato al primo ministro è di <span style=’136,3 milioni di euro.

Spese personale Comune dell’Aquila e Comuni del “cratere”, Provincia, Abruzzo Engineering, Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) (327 unità oltre al personale Ae): <span style=’18,7 milioni.

Interventi di assistenza alla popolazione come contributo di autonoma sistemazione (Cas), sostegno ai nuclei familiari con disabilità o disagio economico e sociale, assistenza agli sfollati alloggiati in strutture ricettive, alberghi, caserme, canoni di locazione, fondi immobiliari:<span style=’ 67,3 milioni.

Altre spese emergenziali come trasloco e deposito temporaneo di mobili, altre tipologie di spese da rimborsare agli enti locali dopo rendicontazione come spese per rifiuti, rimozione di pericoli, residui delle tendopoli: <span style=’31,4 milioni.

Verifiche di agibilità sismica, interventi di mobilità sul territorio come le rotatorie, infrastrutture emergenziali e messa in sicurezza di frane o dissesto idrogeologico, operazioni gestite da un coordinatore e da Co.co.co. ex Protezione civile (44 unità), Co.co.co. della Regione (10) e personale di ruolo della Regione , sostanzialmente dirigenti, non a stipendio intero (8): <span style=’18,9 milioni.

IL CONTO DI CIALENTE

Un po’ diverso il conto snocciolato da Cialente nell’assemblea civica straordinaria.

“La previsione di spesa – ha detto il primo cittadino nei giorni scorsi – può essere quantificata, per tutto il 2012, in 18,5 milioni e per il personale, tra Comuni, Provincia e Sge, 67 milioni 337 mila euro per l’assistenza alla popolazione (queste due voci sono identiche a quelle di Chiodi, ndr), 50 milioni di euro per altre spese legate ai rimborsi e agli indennizzi e 54 milioni di euro per il personale dei Vigili del fuoco e delle forze dell’ordine, oltre che per l’adeguamento dei bilanci degli enti locali”.