L’AQUILA – L’Aquila un modello da esportare nei percorsi di ricostruzione legati alla ricerca e alla sicurezza.

È emerso dal convegno “A collective challenge”, organizzato nel capoluogo abruzzese in occasione della Giornata Mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri che ha individuato nell’Ordine provinciale di L’Aquila una delle dieci sedi italiane dove “approfondire tematiche e contenuti relativi al tema centrale dell’appuntamento”.

“La città abruzzese, attraversi i suoi ingegneri – si legge tra l’altro in una nota -, ha offerto interessanti indicazioni in merito alle procedure utili alla ricostruzione del cratere più grande d’Europa”.

“Si è trattato di una grande opportunità – spiega Elio Masciovecchio, presidente dell’ordine degli Ingegneri aquilani – per evidenziare quelle norme di sicurezza definite nell’emergenza ma che possono risultare decisive anche nella normalità”.

L’Aquila è stata indicata come modello virtuoso nella definizione dei sistemi impiantistici, “grazie anche allo spirito di squadra creatosi tra i tecnici operanti nei diversi cantieri e per la collaborazione tra tecnici professionisti e le stesse istituzioni tanto che il comune aquilano è l’unico ad aver creato un ufficio apposito per la cantieristica e la sicurezza”.

In riferimento al “vincente rapporto di collaborazione con l’Università”, Masciovecchio ha riconfermato la decisione di partecipare come Ordine “al percorso accademico per implementare gli aspetti formativi nei corsi di laurea specifici”.

Il convegno è stato moderato dal vicepresidente dell’ordine Corrado Tiburzi, coadiuvato dal consigliere Francesca Martelli e dalla Commissione Sicurezza dell’Ordine e che ha visto la partecipazione, tra i relatori, di Pierluigi De Bernardinis, Università dell’Aquila, Roberto Tartaglia dell’Istituto di Fisca Nucleare, dell’ingegner Maurizio Ardingo, Safety Manager.