L’AQUILA – “L’Associazione Centri Storici Aquilani, costituita al fine di rappresentare unitariamente i presidenti di consorzi obbligatori per la ricostruzione, i procuratori speciali e i proprietari di immobili siti nei centri storici della città di L’Aquila, delle relative frazioni e dei comuni del cd cratere sismico, fa seguito alla pubblicazione delle “bozze” della nuova normativa in via di definizione per il mese di luglio, rilevando quanto segue”.
E’ quanto si legge in una nota dell’associazione presieduta da Roberto Marotta in cui viene annunciato un incontro previsto per mercoledì prossimo a cui è stato inviato il ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca per discutere della nuova legge sul terremoto.
“L’associazione, in via preliminare, chiede al Governo il rispetto degli incarichi già conferiti a imprese e progettisti sulla base dei verbali delle assemblee dei Consorzi e/o, comunque, di documenti di data certa, facendo presente che qualsiasi modifica normativa che vada a incidere su detta problematica sarebbe fonte di innumerevoli inconvenienti e contenziosi; la fine dello stato di emergenza e le dimissioni “anticipate” del Commissario Delegato per la Ricostruzione Gianni Chiodi pongono un delicato problema: chi raggiungerà ora “l’intesa” con i Comuni sui piani di ricostruzione adottati e da adottare? La figura del CDR è prevista per legge e le sue dimissioni creano questo e altri problemi di “vacatio”, a cui jil decreto in via di definizione dovrà trovare porre rimedio”.
“Appare sinceramente preoccupante il ‘ritorno al passato’ costituito dal pieno recepimento nella bozza di decreto di alcune disposizioni contenute nel DCR n. 3/10 relative a piani integrati e relative procedure di evidenza pubblica ‘nei casi di particolare compromissione dell’aggregato urbano, che necessiti di interventi unitari, anche di carattere urbanizzativo’. Tale norma, che si vuole recepire nella nuova legge e che fa salvi solo gli interventi già “attuati” alla data di entrata in vigore del decreto (in sostanza nessun intervento,, poiché si parla di attuazione, quindi di completamento dell’opera, e non risulta che, ad oggi, siano stati portati a termine interventi nei centri storici) applicabile presumibilmente a tutti i centri storici danneggiati, in particolare a quello di L’Aquila,, richiama lo spettro dell’appalto pubblico, nonostante il chiarimento normativo fornito dal legislatore con norma di interpretazione autentica nella direzione del principio indennizzo/appalto privato”.
“L’associazione esprime inoltre le proprie perplessità sulla norma che prevede una “delelega volontaria” dei proprietari ai ai Comuni per la progettazione, esecuzione e gestione dei lavori. Tale norma introduce sostanzialmente un preoccupante concetto appalto privato gestito dal pubblico, perlopiù incentivato da premialità urbanistiche previste dai piani di ricostruzione, premialità che, al contrario, dovrebbero essere invece previste in via generale e non solo per “incentivare” i cittadini a far gestire la ricostruzione delle proprie case al Comune, con ulteriori possibili “distorsioni” del sistema quali corsie preferenziali per l’approvazione dei progetti gestiti dal Comune o altro”.
“Si rinnova l’invito al Governo di trovare una urgente soluzione al problema degli immobili di pregio storico artistico, che sta bloccando i progetti degli aggregati siti nei centri storici. In sostanza detta tipologia di immobili dovrebbe beneficiare di un contributo maggiorato fino al 60 %, ma le commissioni previste per l’individuazione di detti immobili non sono state costituite e il contributo ordinario di 1200,00 euro non è sufficiente a sostenere i costi degli onerosi interventi da effettuare su detti immobili, nella maggior parte dei casi presenti in aggregati strutturali unitamente ad immobili vincolati e assoggettai a vincolo indiretto da parte della Soprintendenza”.
“L’associazione intende inoltre invitare al Governo ad eliminare dal decreto quelle norme, sostanzialmente limitative della concorrenza, relative alla limitazione degli incarichi alle imprese sulla base del fatturato degli ultimi anni. Tali norme, che limitano ingiustamente la scelta dei proprietari e l’accesso sul mercato ad imprese medio piccole che, pur non vantando fatturati rilevanti, sono altamente specializzate in categorie di lavori quali il restauro e risanamento conservativo di immobili storici piuttosto che nella realizzazione di strade o centri commerciali, non tiene conto del fatto che alcune imprese hanno già preso impegni per lavori di gran lunga superiori al proprio fatturato. E’ evidente che tali imprese dovranno rivedere la propria struttura aziendale in proporzione dell’entità degli impegni assunti, ma non si vede come ciò possa essere incompatibile con le esigenze della ricostruzione”.
“Infine, si chiede al Governo di favorire la forma contrattuale dell’appalto “a corpo” rispetto a quello ‘a misura’, fonte di innumerevoli contenziosi. Questo e altri argomenti saranno oggetto di un incontro a cui sono invitati il Ministro Barca, l’ingegner Mancurti, il sindaco Massimo Cialente, l’assessore Di Stefano e tutti i rappresentanti dei Comuni del Cratere, tutti i presidenti di consorzi, procuratori unici e proprietari o rappresentati di immobili siti nei centri storici del Comune di L’Aquila e degli altri Comuni del Cratere sismico, incontro che si terrà mercoledì 11 luglio alle ore 18, c/o la Casa del Volontariato in loc. Pile (tra i centri commerciali L’Aquilone e Il Globo)”.



