L’AQUILA – “L’ordinanza 3996 del presidente del Consiglio dei ministri che detta le regole per la ricostruzione dei centri storici rappresenta un’altra mazzata per la rinascita della città e dei paesi del cratere e richiede risposte ferme ed unitarie da parte di tutte le forze politiche, sociali e civiche, non sparate isteriche ed irrazionali”.

A dichiararlo in un comunicato Lelio De Santis, segretario dell’Italia dei valori dell’Aquila.

“Non cambieremo l’ordinanza con la gara a chi strilla di più, né convinceremo il premier Mario Monti a mandare via tutta l’attuale governance, che ha dimostrato la sua inutilità, nonostante le ingenti risorse che ha assorbito – prosegue nella nota – Non mi convince l’atteggiamento degli amministratori regionali e comunali del Popolo della libertà, che cercano di utilizzare in chiave elettoralistica contro Massimo Cialente l’ordinanza ammazza-città, dimenticando il ruolo negativo del commissario, Gianni Chiodi, e la gestione verticistica e propagandistica che il governo Berlusconi ha fatto del dramma aquilano”.

“Non apprezzo, allo stesso modo, le sparate del sindaco, Cialente- attacca De Santis – che denuncia giustamente le negatività dell’ordinanza e se la prende con tutti, ma non ha l’umiltà di fare una minima e realistica autocritica, per la sua condotta passata ed anche per l’incontro che ha avuto di recente con il premier, Monti, da lui, ma solo da lui, giudicato in modo positivo e foriero di un cambio di rotta”.

“I presidenti del Consiglio dei ministri cambiano, ma l’atteggiamento poco positivo verso L’Aquila e poco comprensivo delle ragioni e dei diritti degli aquilani rimane lo stesso: non sarà anche perché questa classe politica regionale e comunale ha scarsa credibilità  e poca capacità di parlare lo stesso linguaggio ai governanti, preferendo litigare su tutto?”, si chiede il segretario dell’Idv.

“Intanto, sarebbe cosa utile se il sindaco ed il suo partito – continua – come gli amministratori del Pdl che sostengono il governo Monti, facessero pesare il loro ruolo decisivo di partiti di maggioranza ed a subordinare il loro voto favorevole al governo alla modifica dell’ordinanza ed all’appprovazione in parlamento della legge per L’Aquila”.

“Oltre alla battaglia delle parole, serve la battaglia delle iniziative politiche ferme e chiare, a favore di una città e di un territorio, che non possono essere dimenticati”, conclude De Santis.