L’AQUILA – Nuovo colpo di scena nella tormentata vicenda dell’aggiudicazione dell’appalto di ricostruzione post-sisma di palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale, commessa del valore di 14 milioni di euro che, tra riconteggi e ricorsi, ha già cambiato più di una volta la ditta aggiudicataria, allungando a dismisura i tempi di avvio del cantiere.

Il Consiglio di Stato ha infatti sospeso la sentenza del Tar che lo scorso 26 marzo aveva accolto il ricorso del raggruppamento di imprese composto dalla romana Sac e dall’aquilana Iannini, annullando l’iniziale aggiudicazione dei lavori alla ditta aquilana Rosa Edilizia (in associazione temporanea con Ricci Guido Srl ed Elettroidraulica Silvi Srl) e disponendo l’inefficacia del contratto che, peraltro, ancora non era stato stipulato proprio per il contenzioso in atto.

Con la decisione dei giudici amministrativi di secondo grado di sospendere la sentenza dei loro colleghi, l’aggiudicazione a Rosa torna valida e Sac-Iannini sono estromessi, ma si tratta di un effetto temporaneo in attesa che il Consiglio di Stato discuta nel merito la vicenda complessiva.

L’udienza per la sospensiva è stata fissata il prossimo 16 luglio mentre quella di merito si terrà 5 mesi più tardi, a dicembre: sarà quella la data, da segnare sul calendario con il circoletto rosso, dell’aggiudicazione dei lavori definitiva e non più appellabile, neanche per Cassazione secondo quanto appreso da fonti del Consiglio regionale.

E proprio dagli uffici amministrativi e legali dell’ente è nato il nuovo ricorso che ha portato il Consiglio di Stato a sospendere la sentenza del Tar.

Un’istanza separata e diversa da quella presentata da Rosa e dalle altre ditte associate per tutelare i loro interessi privati, del cui esito a oggi non si ha notizia.

Gli avvocati della Regione hanno contestato quanto decretato dai giudici di primo grado, evidenziando addirittura che veniva loro additata la mancata applicazione di una norma che nel frattempo è stata abrogata da una nuova legge per tutti gli appalti in corso.

Sempre da quanto appreso da fonti del Consiglio regionale, nel caso dopo l’udienza del 16 l’opera venga affidata per la seconda volta a Rosa, i lavori potrebbero prendere il via ai primi giorni di agosto, visto che le formalità preliminari erano già state compiute. Nel caso venga ripristinata l’aggiudicazione a Sac-Iannini, ci potrebbero volere 15-20 giorni di più.

In ogni caso, sarà finalmente la svolta dopo gli oltre 2.000 giorni stimati di tempo perso tra burocrazia e i ben 8 ricorsi al tribunale amministrativo, mentre la struttura giace ancora puntellata.

IL RICORSO AL TAR

Il verdetto del Tar a fine marzo ha rovesciato quanto avvenuto nei mesi successivi alla gara: Sac e Iannini, inizialmente aggiudicatarie dell’appalto, erano state poi escluse a seguito di un riconteggio dei punteggi di gara richiesto dall’originaria seconda classificata, appunto Rosa Edilizia, che era stata premiata, scavalcando i ricorrenti in classifica e acquisendo la commessa. Con la decisione della magistratura amministrativa, ora sospesa, la situazione era tornata quella di partenza.

IIl Tar che ha ritenuto l’offerta di Rosa e gli altri “parziale e incompleta” a causa della “inattendibilità delle dichiarazioni”, in particolare contestando che la somma delle quote percentuali di partecipazione dei tecnici che avrebbero stilato l’opera per Rosa sforasse il 100%, arrivando al 120%.

I legali hanno contestato che si tratta di un semplice errore materiale, ma il Tar ha detto no: a luglio questa peculiarità verrà discussa dal Consiglio di Stato, contando sul fatto che in altre pagine dei documenti di gara, sempre da quanto appreso, la somma sarebbe indicata e ripartita correttamente nel 100%.

I tecnici citati sono Ingenium s.r.l. 45%; ing. Giacomo Di Marco 20%; arch. Lucio Zazzara 15%; ing. Antonello Bottone 15%; geom. Gabriele Mantini 10%; ing. Walter Cecchini 5%; rest. Jenny Rollo 5%; geol. Gaudenzio Leonardis 5%, la cui somma dà il risultato di 120%.

A essere contestate, sulla scorta del ricorso, anche le attestazioni Soa, emesse dalle società organismi di attestazione (appunto Soa) che certificano, per conto dello Stato, le imprese che hanno le carte in regola per partecipare agli appalti pubblici in base alle norme vigenti: in assenza di certificato, non si può puntare a realizzare alcuna opera pubblica.

Altro punto su cui sentenziare nell’ultima e decisiva discussione dell’organo di secondo grado della giustizia amministrativa, il singolare addentrarsi del Tar in questioni tecniche all’interno del dispositivo di sentenza, citando nozioni specialistiche di ingegneria.

Sul ricorso nei mesi scorsi si è creato forte imbarazzo nel mondo dei costruttori, a dispetto di quanto affermato dal presidente provinciale, Gianni Frattale, perché l’imprenditore del capoluogo Eliseo Iannini è nel direttivo Ance così come il suo avversario Walter Rosa e, almeno in principio, sembrava che avrebbe lasciato sola la Sac sulla strada del ricorso.

Ma alla fine, oltre che dall’amministratore delegato di Sac, Emiliano Cerasi, l’istanza ai giudici amministrativi è risultata firmata anche dal legale rappresentante della Iannini Costruzioni, Roberto Ceccoli.