L’AQUILA – Non ci sono “corrette informazioni” ma “polemiche inutili e sterili” nella lettera del sindaco dimissionario dell’Aquila, Massimo Cialente, al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, di un mese fa ma diffusa oggi, che accusa la Curia aquilana di un “disegno” per allontanare il direttore regionale del ministero dei Beni culturali, Fabrizio Magani, e gestire la ricostruzione delle chiese come soggetto attuatore, come anticipato da AbruzzoWeb prima che fosse disvelata la missiva al Quirinale.

La replica arriva dalla stessa Arcidiocesi del capoluogo, dopo le accuse del primo cittadino rivelate all’opinione pubblica.

La nota evidenzia che la strategia della Curia di farsi riconoscere soggetto attuatore capace di gestire appalti di ricostruzione è una richiesta di ambito regionale della Conferenza dei vescovi abruzzesi e molisani (Ceam) “che quindi non interessa solo L’Aquila, perché anche in Abruzzo si possa seguire la stessa procedura adottata, per le chiese e gli edifici ecclesiastici, nei terremoti  avvenuti in Umbria, nelle Marche e recentemente in Emilia e Lombardia”.

LA NOTA COMPLETA

Spiace dover riconoscere che nella lettera del sindaco dimissionario dell’Aquila, Massimo Cialente, al presidente Napolitano, in relazione alla cosiddetta richiesta della Curia Aquilana, non ci siano corrette informazioni.

Si preferisce in questo momento di grande confusione non entrare in polemiche inutili e sterili.

Si tratta di una richiesta fatta da tutti i vescovi della Conferenza di Abruzzo e Molise (Ceam), che quindi non interessa solo L’Aquila, perché anche in Abruzzo si possa seguire la stessa procedura adottata, per le chiese e gli edifici ecclesiastici, nei terremoti  avvenuti in Umbria, nelle Marche e recentemente in Emilia e Lombardia.

Il riserbo mantenuto sinora sull’iter della richiesta è dovuto al rispetto delle procedure e per evitare la diffusione di informazioni incomplete sino a quando non si giunga a un accordo conclusivo.

Tuttavia, se opportuno, sarà il presidente della Ceam, monsignor Tommaso Valentinetti, Arcivescovo di Pescara-Penne, a fornire, con un suo comunicato, ogni utile dettaglio circa la proposta di norma.

Per il momento, a nome dell’arcivescovo Petrocchi, si può assicurare che la Curia aquilana intrattiene rapporti di stretta collaborazione con il dr. Magani: di conseguenza viene pienamente condiviso il desiderio dell’on. Cialente, che il dr. Magani continui la sua opera in Abruzzo.

Inoltre, lo stesso mons. Petrocchi si è premurato, negli incontri avuti nelle competenti sedi istituzionali, di far inserire nella proposta di norma cui si fa riferimento, la possibilità di fare convenzioni con altri Enti (Comune, Provveditorato Opere Pubbliche e Direzione Regionale dei Beni Artistici e Ambientali) per affidare ad essi la gestione dei finanziamenti e degli appalti riguardanti le Chiese.

Infine, va detto con tutta franchezza, che l’unico intento della Curia aquilana è poter disporre di regole meglio articolate e certe, in grado di determinare con chiarezza modalità, entità e tempi dei finanziamenti per la ricostruzione del patrimonio ecclesiastico, con la motivata volontà di contribuire così alla rinascita spirituale, culturale e sociale della nostra Città.