L’AQUILA – “È bene che si sappia, una volta per tutte, che col Recovery Fund, che, non dimentichiamolo, ha un impatto macroeconomico irrilevante ma a un prezzo amarissimo per l’Italia, non si può finanziare qualsiasi cosa. E non si può finanziare neanche la ricostruzione post-sisma”.

Arriva da un importante esponente del centrodestra la stroncatura sul possibile utilizzo – proposto dai sindaci del Centro Italia e ‘sposato’ dal governatore della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, entrambi di Fratelli d’Italia e dunque dentro il centrodestra – di una quota del Recovery Fund per finanziare la ricostruzione post-sisma del Centro Italia e da estendere anche al Cratere 2009.

A spiegare, infatti, come stanno realmente le cose, è l’europarlamentare della Lega, Marco Zanni, che ad AbruzzoWeb afferma senza mezzi termini che “su questo strumento finanziario ormai c’è un’aura quasi ‘mistica’. È come quando si tira fuori il ‘tesoretto’, termine cui ci si aggrappa quando mancano le grandi cifre”.

“Intanto, va chiarito, perché sono i numeri a parlare, che il Recovery Fund – dice l’esponente leghista a questo giornale – avrà un impatto macroeconomico irrilevante per l’Europa e per l’Italia, con il nostro Paese che resterà contributore netto delle istituzioni europee anche nei prossimi sette anni, dunque per noi non cambia molto”.

“Ma, ancora una volta – continua – ci ridaranno indietro i nostri soldi e ci diranno come spenderli, oltre a chiederci in cambio riforme che non ci piacciono”.

“Nello specifico, sul possibile finanziamento della ricostruzione post-sisma – spiega ancora Zanni – che è un tema fondamentale per le popolazioni del Centro Italia, il problema è che la Commissione europea, gli Stati membri e i regolamenti che stiamo implementando in Parlamento, sono molto chiari: col Recovery Fund non si può finanziare qualsiasi progetto. La Commissione europea ha dato le linee guida che riguardano soprattutto digitalizzazione e tutto quello che ha a che fare con l’economia green”.

“Purtroppo – commenta quindi l’europarlamentare – molti governanti cadono nella demagogia. Abbiamo sentito lo stesso ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, che, smentito più volte, ha continuato ad affermare che con il Recovery Fund avrebbero abbassato le tasse. Molti italiani ci credono, ma la realtà sarà ben diversa. Anche perché, a ribadire le linee guida sono state ribadite dal commissario, Paolo Gentiloni, dal presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen e dal suo vice, Valdis Dombrovskis”.

“Insomma – è lapidario Zanni – con il Recovery Fund non si potrà assolutamente finanziare la ricostruzione post-sisma. Perché si affermano certe cose? Perché ai politici, soprattutto a quelli che vivono ogni giorno le difficoltà dei territori come i governatori regionali e i sindaci, che sono in prima linea, non rimane altro, in questo schema macroeconomico, che l’elemosina per mantenere le promesse fatte agli elettori”.

“È un fatto di disperazione – conclude – di mancanza di sostegno da parte del governo centrale in questa terribile crisi, che porta i politici ad aggrapparsi a qualsiasi barlume di speranza. Nel centrodestra, a differenza di ciò che accade nel centrosinistra, il dibattito su certi temi c’è ed è approfondito, ma la realtà non cambia. E da quello che vedo e che sento parlando con gli amministratori locali, mi rendo conto che da parte dello Stato non ci sono risposte concrete”.