L’AQUILA – “Mercoledì 26 sarò a Bruxelles: questa è la vera battaglia, l’Europa ci deve restituire il modello di Cassa depositi e prestiti”.

Lo ha annunciato battagliero il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, in una conferenza stampa convocata con l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano all’interno dello stand Ance al terzo Salone della Ricostruzione.

“Non so se l’Europa se ne freghi dell’Aquila, io comunque ci vado e so che bisogna cercare alleati anche lì”.

Cialente ha rivolto strali anche ai colleghi sindaci del “cratere”. “La città deve sapere con estrema precisione qual è la situazione reale – ha detto parlando dei numeri – e capire anche il perché della battaglia che all’inizio abbiamo condotto pressoché da soli per avere finanziamenti certi”.

“Lo abbiamo fatto nel silenzio degli altri comuni del ‘cratere’ e in particolare del coordinatore (Emilio Nusca, ndr): ci siamo preoccupati di prendere i soldi anche per loro”, ha aggiunto polemicamente.

Il primo cittadino ha rinnovato un appello rivolto già da tempo agli imprenditori edili: “Oltre a rifare le case ci aiutino a ricostruire il tessuto sociale di questa città – ha esortato – dando un piccolo contributo alle attività sportive e culturali. Lo 0,5% di quanto cacciato finora sarebbero 1,2 milioni, è tantissimo”.

Quanto alla ricostruzione, “la palla ora passa ai progettisti, al Comune che deve accelerare al massimo, poi alle imprese, cui chiediamo tempi certi e di pagare fornitori e subappaltatori, come dice la legge. Entro 36 mesi dobbiamo tornare a passeggiare la mattina sotto i portici – il sogno di Cialente – se non vinciamo questa battaglia abbiamo perso contro il terremoto”.

DI STEFANO: ”IN 6 MESI UN TERZO DI QUANTO FATTO DA CHIODI”

Ho già risposto a Chiodi sul fatto che il Comune avesse i soldi ma non spendesse, ma l’unico responsabile di quel residuo è lui – ha sbottato l’assessore Di Stefano – Si dice che si debba rimettere il commissario, qualcuno pensa di poter essere il commissario, sgombriamo il campo. Bisogna restare sulla centralità delle amministrazioni locali”.

Di Stefano ha evidenziato che “in 6 mesi noi abbiamo fatto un terzo di quello che lui ha fatto in quattro anni, vuol dire che le procedure funzionano e i soldi si spendono. In quattro anni sono stati impegnati 1,6 miliardi, negli ultimi mesi abbiamo messo in moto cantieri per 620 milioni”.

“Chiediamo fondi in più e la programmazione per gli anni futuri – ha poi ribadito l’assessore – Con gli 800 milioni che spettano all’Aquila del finanziamento complessivo di 1,2 miliardi facciamo il 2013. In giacenza abbiamo 600 milioni di pratiche congrue, che potrebbero partire in qualsiasi momento”.

Secondo le tabelle di Di Stefano “questi sono i numeri, non quelli che si inventa il commissario che nessuno rimpiange. Chi sono i nostri interlocutori? Il governo e l’Europa. La Regione non più: doveva fare una legge e non l’ha fatta, pazienza, la faremo noi quando vinceremo le elezioni. Se l’impedimento è l’Europa andremo in Europa”, ha concluso, evocando la minacciosa promessa del sindaco.