L’AQUILA – La stessa terra che ha tremato 12 anni fa a L’Aquila portando morte e distruzione, offre oggi preziosi tartufi a giovani determinati di Tempera, frazione del capoluogo, che dopo il terremoto del 6 aprile 2009 si sono rimboccati le maniche e hanno avviato quella che ora è una prospera attività grazie all’impianto di 60mila metri quadrati ettari di alberi micorizzati, che da tre anni  hanno cominciato a produrre una gran quantità di eccellenti e preziosi funghi ipogei.

Èa significativa sfida imprenditoriale della società agricola Mondo tartufi, nata dall’intraprendenza di Francesco Ghizzoni e Diego Alessandri, presenti all’esposizione di prodotti di eccellenza nei portici di palazzo dell’Emiciclo della prima giornata di Food & Rosè selection, venerdì 4 giugno, evento organizzata dal Concours Mondial de Bruxelles, in collaborazione con la Regione Abruzzo, e il supporto delle Camere di commercio Gran Sasso d’Italia e Chieti-Pescara, che ha visto la scorsa settimana in gara a L’Aquila 110 vini rosati, di cui 15 cerasuoli abruzzesi, valutati nell’eccellenza dell’abbinamento con il cibo.

Come racconta ad Abruzzoweb Ghizzoni,  “la passione per i tartufi ce l’ho sempre avuta, dopo il sisma è nata così l’idea di fare un investimento, con un mutuo e i risparmi, per avviare una produzione degna di questo nome. Ora raccogliamo i frutti di questa scommessa, nel nostro laboratorio lavorano 3 persone, e abbiamo una rete di agenti commerciali che operano in tutta Italia, e sempre più all’estero”.

Del resto i tartufi dell’impresa aquilana sono stati molti apprezzati anche durante Food&rosè selection, soprattutto offerti in assaggio a scaglie su uova al tegamino, per quello che è un irresistibile connubio di sapori e profumi. Mondo tartufi sta sempre più sviluppando anche una linea di prodotti trasformati, come salse, crema e carpaccio, burro, olio e sale aromatizzati.

“Abbiamo piantagioni per 60mila metri quadrati nella zona limitrofa a Paganica e Tempera e abbiamo portato in questa bella manifestazione il nostro prodotto per farlo vedere anche al di fuori dell’Aquila. Per noi è infatti importante aprirci ad altri territori e mercati”, aggiunge Ghizzoni.

A Mondo tartufi conferiscono il prodotto anche i cavatori locali, e a occuparsi del controllo qualità è in particolare Diego Alessandri.

“Sono anch’io – tiene a sottolineare – un appassionato cercatore di tartufi, e ritengo che sia davvero importante educare le persone a modalità corrette di questa attività, che danneggiano anche i nostri fornitori, che ovviamente fanne le cose a regola d’arte.  C’è chi infatti chi utilizza le zappette, che distruggono il micelio, e dunque le cave di tartufo, invece dell’apposito strumento che è un pungolo con punta arrotondata della larghezza massima di 10-15 centimetri, che non fa danni”

Per Alessandri importante infine che “gli enti preposti pubblicizzino in modo più efficace il tartufo abruzzese  fuori dalla regione, come un prodotto tipico al pari di altri. Compreso il tartufo del territorio aquilano, area davvero vocata per questo straordinario dono della terra, che qui ha infatti una qualità eccelsa”.