L’AQUILA – La maxiretata contro lo spaccio di cocaina all’Aquila, con 26 arresti a una dozzina di indagati potrebbe avere un ulteriore sussulto visto che, secondo quanto si è appreso, la procura della Repubblica ha chiesto altre misure cautelari (ma non gli arresti in carcere), per altre 7 persone che fanno parte delle lista di coloro che sono solo indagati.
Ieri, infatti, queste persone sono state interrogate dal giudice per le indagini preliminari del tribunale, Marco Billi, il quale nel giro di pochi giorni deciderà in proposito. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Mauro Ceci, Ubaldo Lopardi, Francesco Valentini, Sonia Giallonardo.
Nei giorni scorsi sono stati ascoltati anche alcuni tra coloro che sembrano essere più compromessi come Kuitjm Raboshta che avrebbe fatto parziali ammissioni come la cessione di 2 chili di droga e basta, ma anche Shaban Iseni che si è spinto anche oltre. Sentiti tra gli altri anche Vincenzo Silva, Terenzio Ferrari, Salvatore Ricciardi e Domenico Di Pietro (classe 1992) residente nella frazione di Aragno.
Forse per la prima volta negli ultimi anni ci si è trovati di fronte a una banda davvero ben organizzata con 700 assuntori, quasi tutti benestanti, a fronte di un guadagno di circa un milione al mese. Di qui l’affondo della Procura che non sembra disposta a fare concessioni a quel gruppo che aveva la base principale in via Montorio al Vomano all’Aquila.
Decisive le intercettazioni e appostamenti con filmati da parte della squadra mobile della Questura dell’Aquila.






