L’AQUILA – “Quello del Movimento 5 stelle è solo un delirio di maleducazione, hanno cercato deliberatamente lo scontro fisico, non è mai accaduto che un gruppo consiliare impedisse per ore l’esercizio della democrazia, e questo atteggiamento inaccettabile non avrà solo conseguenze politiche”.
Va giù duro il consigliere regionale del Partito democratico Camillo D’Alessandro, che accusa pesantemente i pentastellati che in mattinata hanno occupato per qualche ora gli scranni della giunta. Per poi abbandonare i lavori, e beccarsi pure una “censura” dall’ufficio di presidenza.
Lo fa con seduto accanto il capogruppo Sandro Mariani, il consigliere Alberto Balducci, e soprattutto l’assessore al bilancio Silvio Paolucci, che osserva a sua volta che la protesta dell’M5s e anche il lungo ostruzionismo in prima commissione bilancio, anche da parte del centrodestra, è “assurda” perchè nasce da un’accusa insensata, quella secondo cui la maggioranza avrebbe negato ai consiglieri di opposizione le voci particolareggiate del bilancio di previsione, capitolo per capitolo, cifra per cifra, impedendo loro di poter valutare li testo.
“I colleghi di opposizione dovrebbero sapere – spiega infatti Paolucci – che la legge 118 del 2011 entrata in vigore da quest’anno impone un nuovo schema di scrittura contabile, diviso per macro voci, al fine di armonizzare i bilanci delle Regioni e degli enti locali. Tutte le altre Regioni stanno presentando in aula i bilanci in questa forma, per il semplice fatto che lo impone la legge, solo qui si risponde con migliaia di emendamenti ostruzionistici e occupazioni”.
Ma sottolinea Paolucci, “nelle note tecniche allegate e a loro disposizione, sono menzionate tutte le leggi da rifinanziare, dunque ci sono sempre stati tutti gli elementi anche per scendere nel dettaglio”.
Rincara la dose ancora D’Alessandro, ricordando sono stati proprio “i bilanci scritti capitolo per capitolo ad aver reso possibili tante malefatte, ad aver fatto arrivare il deficit a 522 milioni di euro”, riferendosi ai cosiddetti “mercati delle vacche” perpetrati ad ora tarda in altre sedute di bilancio con cifre spostate qua e là con emendamenti notturni.
A proposito di debiti ed entrando nel merito della manovra, Paolucci replicando questa volta a Forza Italia, sottolinea che si è deciso di ammortizzare il deficit in sette e non in dieci anni, “perché il governo ancora non dà la certezza di poter allungare la tempistica di rientro, che ricordo è grazie all’attivismo della nostra regione è stato portato intanto a 7 anni, invece che ai 3 inizialmente ipotizzati dal governo. È poi ancora in corso il negoziato in conferenza Stato Regioni sui tagli agli enti locali da parte del Governo. Prudenzialmente dunque sono stati accantonati 77,5 milioni di euro”.
Paolucci infine smentisce come una bugia l’accusa secondo cui nel bilancio ci sono nuove tasse.
“Non un euro in più – assicura l’assessore al bilancio – e se non le abbiamo ridotte le tasse è perché stiamo effettuando come ci ha chiesto la Corte dei conti il riaccertamento dei residui, che non si faceva da anni, ma manca ancora il riaccertamento del 2014, solo dopo si potrà decidere di conseguenza”.
“La verità – conclude Paolucci – è che paghiamo i debiti fatti da altri e nello stesso tempo siamo riusciti a mettere a bilancio importanti poste sul trasporto pubblico e il sociale”.





