L’AQUILA – L’Abruzzo dice no alle trivellazioni petrolifere. Un atto deciso quello del Consiglio regionale che all’unanimità ha approvato una risoluzione con cui si ribadisce il parere negativo ad ogni ipotesi di ricerca e coltivazione degli idrocarburi liquidi.

Di oro nero si era già parlato in una seduta straordinaria del Consiglio ma allora si preferì posticipare una decisione definitiva per affinare e migliorare il testo approvato oggi all’Emiciclo.

Accolte le istanze delle associazioni ambientaliste da parte della Regione Abruzzo che, contestualmente, si propone come capofila della dorsale adriatica per bloccare ogni ipotesi di trivellazione.

Viene infatti lanciata la proposta di formulazione una legge regionale, condivisa da tutte le regioni adriatiche e dai rispettivi consigli regionali, per l’istituzione di una legge nazionale per vietare definitivamente la ricerca dell’oro nero.

L’ipotesi di un’iniziativa legislativa regionale da proporre al Parlamento e al Senato è prevista dall’articolo 121 della Costituzione.

Riportiamo il testo della risoluzione.

Il Consiglio regionale d’Abruzzo assume l’iniziativa legislativa prevista dall’articolo 121, secondo comma, della Costituzione, da esercitare attraverso la presentazione – previa approvazione del Consiglio regionale, di una proposta di legge nazionale alle Camere, nel rispetto dei seguenti principi irrinunciabili:

1) La prospezione, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi liquidi è VIETATA nelle acque del mare Adriatico prospicente le regioni: Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia.

2)Il divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di cui al comma 1 si applica anche ai procedimenti autorizzatori avviati e non conclusi alla data di entrata in vigore della presente legge

3)Sono fatti salvi, fino all’esaurimento dei relativi giacimenti, i permessi, le autorizzazioni e le concessioni in essere, nei limiti stabiliti dai provvedimenti stessi

La risoluzione, frutto di un’incontro tra le proposte avanzate da maggioranza ed opposizione, verrà inviata alle assemblee legislative delle regioni citate “invitandole  ad assumere – è scritto nella risoluzione – se del caso, proposte aventi carattere legislativo analogo da inoltrare alle Camere.

Da oltre un anno e mezzo, ovvero dall’insediamento della Giunta Chiodi, non è stata rilasciata alcuna autorizzazione per la ricerca o l’estrazione di idrocarburi liquidi.

CHIODI: ”PARLANO I FATTI”

Soddisfatto per l’esito del voto in aula il Governatore Gianni Chiodi, che sottolinea come “il no al petrolio in Abruzzo sia suffragato dai fatti. Da quando siamo alla guida della Regione non è stata concessa alcuna autorizzazione per l’estrazione del petrolio ed è stata bloccata la realizzazione del Centro olii. Continueremo, comunque, a mantenere alta l’attenzione su una tematica tanto delicata anche per il ruolo che rivestiamo all’interno della Conferenza delle Regioni”.

Il presidente, inoltre, ha sottolineato come le politiche abruzzesi sugli impianti petroliferi ben si sposano con  il disegno di legge del Ministro per l’Ambiente Prestigiacomo che vieta ricerca, prospezione e estrazione di idrocarburi all’intero delle aree marine e costiere protette e per una fascia di mare di 12 miglia 

COSTANTINI (IDV): ”DALL’ABRUZZO NO FORTE AL PETROLIO IN ADRIATICO”

L’idea di una proposta di legge nazionale alle Camere su iniziativa dei consigli regionali della fascia adriatica fu del capogruppo Idv Carlo Costantini. Proposta apprezzata anche dalla maggioranza che ha contribuito a migliorare il documento licenziato dall’aula.

“La regione verde d’Europa dice no al petrolio nel mare Adriatico. L’azione congiunta di tutte le Regioni che si affacciano sull’Adriatico costituirebbe un vincolo al quale il Parlamento non può sottrarsi. Non avendo alcun interesse a vetrine o protagonismi auspico l’apposizione della firma alla proposta di legge del presidente del Consiglio Nazario  Pagano (Pdl). Un atto con il quale assumerebbe un ruolo attivo nella interlocuzione con le altre Regioni dell’Adriatico”.

LA GIORNATA/PROROGATI BUS GRATUITI PER I TERREMOTATI

L’AQUILA – Continueranno a viaggiare gratis i terremotati che non sono tornati nei Comuni di origine e che ancora risiedono sulla costa o in altre aree dell’Abruzzo.
 
Il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge con il quale viene prorogato al 31 dicembre il termine per continuare ad usufruire della gratuità sui servizi di trasporto pubblico locale ed extraurbano.

In virtù di questo provvedimento studenti e lavoratori potranno godere di abbonamenti gratuiti per le tratte extraurbane.

Ripristinata, inoltre, la gratuità anche per i biglietti andata-ritorno per le altre fasce di popolazione (come gli anziani).

Potranno beneficiarne tutte le persone che dimorano fuori del Comune  di residenza (inserito nel cratere sismico, ovviamente).

Titoli di viaggio gratuiti  fino a fine anno anche per i bus urbani dell’Ama nella città dell’Aquila.

LA GIORNATA/SOPPRESSA ARET, COMPETENZE ALLE ATER

L’AQUILA – Nell’ambito della riorganizzazione degli enti strumentali e la soppressione di quelli considerati “inutili” il Consiglio regionale ha provveduto alla soppressione dell’Aret, l’agenzia regionale per l’edilizia territoriale, le cui competenze verranno ereditate dalle Ater della Regione Abruzzo.

Il personale dell’Ente soppresso transiterà nelle Ater, mentre entro 60 giorni le competenze generali e gli obiettivi saranno definiti dalla Giunta regionale entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge.

Entro 10 giorni dall’entrata in vigore sarà nominato il commissario liquidatore.