L’AQUILA – L’alternativa del centrosinistra in Abruzzo. È questo il tema di una lettera aperta scritta dal segretario regionale di Sel, Gianni Melilla, che riportiamo integralmente:

Questa Giunta Regionale di destra è attraversata da una grande questione morale che non si esaurisce nelle inchieste penali in cui è coinvolta.
Essa è nata non per i suoi meriti, ma come effetto della  inchiesta che portò all’arresto del Presidente Del Turco con lo scioglimento anticipato del Consiglio Regionale e  conseguenti elezioni dall’esito scontato.

Allora la destra non reclamò nessuna presunzione di innocenza e non vi furono levate di scudi contro i magistrati che” violavano la sovranità popolare e facevano politica”. No, allora andava tutto bene, anzi bisognava andare subito al voto. Agguantato il potere,la destra alla prima occasione ha cambiato completamente linea reclamando per i suoi inquisiti ogni garanzia e tutela , tornando al copione berlusconiano degli attacchi dissenati alla magistratura.

La Giunta Regionale ha occupato in maniera sistematica tutto il potere possibile con i plurincarichi e  i commissariamenti monocratici che,di per sè, sono l’opposto di una gestione normale dell’amministrazione con i suoi controlli democratici . Chiodi è il campione di questa politica : contemporaneamente riveste decine e decine di deleghe, incarichi istituzionali e commissariali di livello regionale, nazionale e internazionale.

A questo accentramento del potere, si accompagna una pericolosa subalternità ai poteri forti del berlusconismo, che abbiamo visto all’opera dopo il terremoto dell’Aquila.
Noi non ridevamo quella terribile mattina e siamo indignati su quanto la magistratura aquilana ci dice con le sue indagini. Poichè la nostra fiducia nella magistratura non è intermittente, siamo certi che la verità sarà accertata. La nomina ,avvallata dalla Regione, del commissario al dissesto idrogeologico in  Abruzzo (un portafoglio di 40 milioni di euro) recentemente arrestato per gravi reati ambientali, ci fa essere ancora più preoccupati sul futuro della nostra Regione.

In Abruzzo importanti Enti e Società sono commissariati: dai 7 consorzi industriali alle case popolari, dalle aziende per il diritto allo studio al disinquinamento del fiume pescara,dall’Arta al Ciapi, da Abruzzo Lavoro  al Parco del Velino Sirente. Per non parlare poi di Chiodi commissario straordinario per la Sanità e per il Terremoto.

A L’Aquila la visione monocratica insita nella logica straordinaria del commissariamento, sta provocando la sistematica umiliazione istituzionale del Comune al quale invece , per ragioni elementari di democrazia, dovrebbe far capo la politica di ricostruzione.

Addirittura nella sanità Chiodi fa l’en plein unificando sulla sua persona i poteri del commissario per il rientro dal debito sanitario e dell’assessore regionale alla sanità (mai sostituito dopo l’arresto di Venturoni). C’è una sottovalutazione dei pericoli che possono derivare da queste pratiche personalistiche per la società abruzzese . L’occupazione così sistematica del potere pubblico crea inevitabimente una grande questione morale su cui tanti anni fa si dilungò con lungimiranza Enrico Berlinguer. Tutti ricorderanno la sua intervista a Scalfari sulla Repubblica.

Putroppo nello stesso centrosinistra ,e in particolare nel PD,  non si sono fatti i conti  sino in fondo con quel modo di fare politica che ha portato al terremoto giudiziario di 2 anni fa alla Regione e al Comune di Pescara. A volte la omologazione delle forme del potere è impressionante. Dobbiamo invece recidere i legami con quella politica a volte clientelare e subalterna ai poteri economici. Le responsabilità di partito non vanno mai identificate con quelle istituzionali se vogliamo conservare la autonomia della politica e dei partiti. Il sistema dei controlli, soprattutto dopo la fine dei CORECO, deve essere potenziato.

Va superato con una battaglia politica e cilturale il sistema dei commissariamenti e delle nomine pilotate da Roma, perchè in Abruzzo abbiamo tanti validi tecnici e professionisti e Università in grado di sostenere il lavoro della Pubblica Amministrazione. Il centrosinistra deve aprire in Abruzzo un grande Cantiere politico e programmatico, aperto alla società per delimitare i nuovi confini della politica, nel segno di una rigorosa distinzione tra amministrazione e politica. Un Cantiere che sia la nostra alternativa politica e culturale ad una destra la cui unica bussola è l’occupazione del potere.