L’AQUILA – La Corte dei conti bacchetta due gruppi di centrodestra del Consiglio regionale d’Abruzzo, chiedendo indietro soldi pubblici spesi in modo incongruo rispetto alle finalità del gruppo.

La sezione regionale di controllo per l’Abruzzo ha imposto la restituzione di 9.423 euro al gruppo consiliare di Forza Italia per manifesti e francobolli, e di 100 euro spesi dal gruppo del Nuovo centro destra per un servizio di ceramiche.

Questo l’esito del controllo effettuato sul corretto utilizzo dei fondi garantiti ai gruppi politici dell’Emicilo per il loro funzionamento, e che devono essere utilizzati solo ed esclusivamente per attività istituzionali e certificabili.

Cosa che, per Fi e Ncd, secondo i giudici contabili non è avvenuta.

La delibera della sezione presieduta dal magistrato Maria Giovanna Giordano è del 16 aprile, e il rendiconto si riferisce al periodo che va dal 12 giugno al 31 dicembre 2014, dunque alla nuova legislatura. Ora i due gruppi consiliari avranno un mese di tempo per restituire i fondi spesi in modo irregolare.

Per quanto riguarda Forza Italia, si contesta la spesa di 6.780 euro, tra stampa di manifesti e diritti di affissione, più 2.667 euro spesi per francobolli. Su un budget annuale per le spese di funzionamento di 19.108 euro.

Manifesti stampati e affissi, in particolare, per campagne sull’aumento delle tasse da parte del sindaco del Comune di Pescara Marco Alessandrini, e per altre compagne di informazione politica che, però, osservano i giudici contabili, “esulano dalla nozione di ‘spesa di rappresentanza’ e vanno considerati irregolari” in quanto “riferibili a tematiche di carattere comunale”, e ancora “attinenti a un ambito territoriale e a scelte politiche estranee all’attività del gruppo in seno al Consiglio regionale”.

Argomentazione simili per i manifesti che hanno commemorato Nino Sospiri, scomparso nel gennaio 2006, sottosegretario di Stato, esponente i spicco del Movimento sociale italiano e poi di Alleanza nazionale, e zio di Lorenzo Sospiri, capogruppo di Forza Italia.

“Il gruppo – spiega la Corte dei conti – precisava che la spesa sarebbe riferibile a manifesti tesi a informare la cittadinanza sull’attività del gruppo con riferimento alle proposte di chiusura di un punto nascita; tuttavia, la fattura giustificativa della spesa recava il riferimento alla stampa di manifesti con titolo ‘Nino’”.

Una spesa dunque anche in questo caso, “priva di giustificazione sotto il profilo della coerenza con le finalità dei contributi consiliari e che va quindi ritenuta irregolare”.

La Corte dei conti contesta, poi, la promozione dell’evento No tax day. “Da informazioni reperite sulla stampa online – si legge nella delibera – emergeva che l’evento indicato dal gruppo era comunque riconducibile a una campagna nazionale del partito Forza Italia e non alla promozione dell’attività consiliare del gruppo, ricadendo pertanto nel divieto di utilizzo dei contributi per finanziare direttamente o indirettamente le spese di funzionamento degli organi centrali e periferici dei partiti”.

Per quanto riguarda invece il gruppo del Nuovo centro destra viene contestato l’acquisto di oggetti di ceramica donati il 25 ottobre 2014 ai rappresentanti del Comune di Memmingen nel contesto della cerimonia di gemellaggio con il Comune di Teramo.

Spesa di 100 euro su totale di 3.841 euro del budget previsto per le spese di funzionamento, e che non può rientrare anche qui tra quelle ammesse come attività istituzionale del gruppo consiliare, e non è valsa la giustificazione del capogruppo, Giorgio D’Ignazio, ovvero quella di essere stato delegato a partecipare alla cerimonia dall’ufficio di presidenza del Consiglio regionale.

“Eventuali omaggi – sentenzia la Corte dei conti – devono essere riconducibili a scelte personali o, al più, all’attività istituzionale del Consiglio regionale, ma restano estranei alle finalità tipiche che contraddistinguono i contributi per il funzionamento dei gruppi”.

Nessuna contestazione della Corte di conti per quanto riguarda invece l’utilizzo del budget per il personale politico.