L’AQUILA – Una nuova “legge quadro” regionale sulla cultura, presumibilmente per salvare l’Istituzione sinfonica abruzzese (Isa), ma anche le altre realtà regionali da trattare “evitando ingiustificati trattamenti o di indifferenza o di privilegio”, accusa velata che ha fatto slittare il piano di aiuti per 800 mila euro e messo in serio pericolo la maggioranza in Consiglio regionale.

E in cambio del sostegno a questa operazione, un “coinvolgimento nell’organo di governo”, leggi assessorato o chissà, meno probabilmente sottosegretariato alla Presidenza, per Andrea Gerosolimo, uno dei tre ribelli che hanno messo in pericolo la coalizione di Luciano D’Alfonso a un anno e mezzo dal voto.

È questo l’accordo, un patto scritto “old style” con il bilancino di democristiana memoria, legato, insomma, squisitamente agli interessi personali e a quelli dei rispettivi gruppi di potere, svelato ieri sera a mezzanotte sulla propria pagina Facebook dal presidente della Regione e interpretato come una forma di risposta alle tante critiche per una gestione quantomeno maldestra della sua prima crisi di maggioranza.

Senza parlare del no serale di Sinistra ecologia libertà all’offerta del posto di sottosegretario, lasciato libero dal democratico Camillo D’Alessandro per l’esponente vendoliano Mario Mazzocca, passaggio che avrebbe dovuto liberare il posto in Giunta per Gerosolimo, poltrona che oggi, invece, dopo il no di Sel se prima non ci sarà una verifica, non c’è.

Oltre che da D’Alfonso e Gerosolimo, l’accordo è firmato anche dagli altri due ribelli, l’altro esponente di Abruzzo civico Mario Olivieri e il dem Luciano Monticelli, accreditato di un passaggio ad Ac che invece ha sempre smentito.

Ma soprattutto, in maniera singolare e affatto comprensibile, l’accordo è firmato da Giuseppe Di Pangrazio, presidente del Consiglio regionale che, in quanto tale, dovrebbe occupare un ruolo terzo, pensando al funzionamento dell’assemblea legislativa e non a quello del governo regionale, da cui è, o meglio, dovrebbe essere, del tutto separato. E invece no.

L’incontro tra i vertici regionali e i ribelli segue quelli delle settimane scorse e viene datato, a penna, 7 settembre e svolto a Pescara.

“Agosto definitivamente superato: adesso ricomincia il cantiere”, ha commentato il governatore trionfante sulla propria pagina sociale, mostrandosi poi piccato con chi commentava sotto in tono critico o caustico.

Resta da capire come e dove D’Alfonso troverà posto per Gerosolimo, e quando e come verrà svolta la verifica chiesta da Sel ma anche, con parole di fuoco, dall’Italia dei valori, che per bocca del segretario regionale, Lelio De Santis, ha parlato di “presidente indebolito” e di “Pd che con il 30% ha il 90% del potere regionale”.

LA NOTA COMPLETA

I sottoscritti Gerosolimo Andrea, Olivieri Mario, Monticelli Luciano, D’Alessandro Camillo, Di Pangrazio Giuseppe, D’Alfonso Luciano si sono incontrati in data odierna e hanno concluso il confronto politico iniziato il 18 agosto e protrattosi in tre essenziali occasioni.

In particolare si è concordato di specializzare l’agenda del governo in riferimento anche alle questioni della sanità territoriale, parità di approfondimento positivo sulle emergenze delle società partecipate e l’assunzione di esperienze culturali dei territori abruzzesi quali elementi di forza della collocazione turistica della regione Abruzzo, evitando ingiustificati trattamenti o di indifferenza o di privilegio, obbiettivo da raggiungersi attraverso lo strumento di una nuova legge quadro sulla cultura.

Nella sostanza, in conclusione, si è convenuto e concordato di assicurare speditezza all’azione amministrativa e coinvolgimento nell’organo di governo della Regione di Andrea Gerosolimo assegnando funzioni di impulso e di gestione politica in settori significativi della vita regionale che nelle prossime ore verranno dettagliate.