L’AQUILA –  Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione territoriale Raffaele Fitto e su conforme parere del Ministero dell’Ambiente, ha impugnato la legge regionale dell’Abruzzo 9/2011 recante “Norme in materia di Servizio Idrico Integrato della Regione Abruzzo”.

La legge è stata censurata relativamente alla disposizione (articolo 1, commi 10, 11 e 14) che attribuisce all’ente che subentra nelle attribuzioni delle disciolte Autorità d’Ambito (Ersi) la competenza a coordinare una somma di distinti Piani d’Ambito provinciali, piuttosto che a comporre la sintesi in modo pienamente coerente con quanto stabilito dal Codice dell’Ambiente.

Infatti, mentre la disciplina statale prevede un programma unitario di interventi ed obiettivi, ponendo in capo all’Aato (e ora i soggetti individuati dalle regioni) le funzioni dell’attività di pianificazione, la norma regionale prevede espressamente che l’Ersi “coordina e unifica” le deliberazioni delle Assi, con una impostazione delle attività di pianificazione opposta a quella statale in cui le esigenze di unitarietà sono assicurate dalla funzione di “coordinamento” e non dalla pianificazione stessa.

Da ciò deriva la violazione della competenza statale in materia di tutela dell’ambiente di cui all’articolo 117, secondo comma lettera s) della Costituzione.

E’ stata inoltre censurata la norma (articolo 1, comma 16) secondo cui il controllo analogo sui gestori in house del Servizio è svolto nel rispetto dell’autonomia gestionale del soggetto gestore, solo attraverso parere obbligatorio sugli atti fondamentali del soggetto gestore in house. La previsione regionale infatti non rispetta i requisiti, derivanti dall’ordinamento comunitario, che caratterizzano il controllo analogo, ponendosi quindi in contrasto con l’articolo 117, comma 1 della Costituzione che impone alle Regioni il rispetto degli obblighi derivanti dall’ordinamento comunitario.

E’ stato tuttavia, d’intesa con la Regione Abruzzo, individuato un percorso che porterà alla modifica delle parti impugnate della legge e, all’esito, alla conseguente rinuncia alla odierna impugnativa. Inoltre, il Consiglio dei Ministri ha esaminato le leggi regionali dell’ Abruzzo numero 10 e 11/2011 deliberando la non impugnativa