L’AQUILA – “Ma quale assunzione? Ma quale stabilizzazione?”.

Sono furiosi i precari della Regione Abruzzo per l’annuncio dell’avvio delle procedure per la loro stabilizzazione, quando invece, sottolineano irati, l’emendamento approvato ieri all’Emiciclo al massimo lancia selezioni per posti a tempo determinato, aperte anche agli esterni, garantendo ai precari il contentino di una corsia preferenziale (salteranno le preselezioni).

Anche per il segretario regionale Fp-Cgil, Carmine Ranieri, la legge approvata dal Consiglio regionale “è inutile e iniqua, e non risolve il problema dei precari”. Per il portavoce di Alleanza per l’Italia, Bruno Evanvelista, la legge “è il replay di uno scandalo”.

Sulla questione dei precari sta montando rapidamente la polemica. Ieri l’opposizione ha denunciato nell’emendamento approvato una “sveltina” che consentirà anche ai portaborse di mettersi in lizza per un ambìto posto statale.

Una tesi smentita oggi categoricamente sia dal capogruppo del Popolo della libertà, Gianfranco Giuliante, che dall’assessore al Personale, Federica Carpineta: entrambi evidenziano che la stabilizzazione dei portaborse è espressamente vietata per legge.

L’assessore, addirittura, arriva a promettere che, qualora sorgano dubbi, la questione dei portaborse che non si possono stabilizzare verrà fissata per legge con un “provvedimento chiarificatore”, ammettendo indirettamente quindi la potenziale nebulosità di quello appena approvato, che fissa paletti larghi, troppo larghi, per quelli che possono accedere alle selezioni: “coloro che abbiano maturato presso uffici dell’amministrazione regionale o di un ente a essa strumentale”.

IL TESTO COMPLETO DELL’EMENDAMENTO (pdf, 70 Kb)

LA BOZZA PREPARATA DAL PD(pdf, 241 Kb)

I PRECARI: ”MA QUALE STABILIZZAZIONE! CI BARATTANO CON I PORTABORSE”

Questa la nota diffusa dai precari dopo l’approvazione dell’emendamento.

Questa mattina i precari si sono svegliati con lo squillo del telefono di familiari e amici che si congratulavano con loro per il raggiungimento della stabilizzazione da tempo attesa.

Dopo quanto è stato votato ieri in Consiglio e dopo quanto riportato oggi nei giornali forse è importante fare un po’ di chiarezza e dire cosa in realtà è successo.

Dal tavolo tecnico di venerdì 5 che l’assessore Carpineta ha organizzato con i sindacati, i consiglieri e i direttori del personale, nel quale sembrava che fosse prioritaria l’intenzione di valorizzare il lavoro e la professionalità dei precari della Giunta, si è arrivati al Consiglio regionale di martedì 9, in cui il risultato raggiunto è stato un emendamento che ribalta completamente le intenzioni annunciate.

Non si tratta infatti di stabilizzazione perché l’emendamento votato in Consiglio prevede in realtà una procedura selettiva aperta a tutti per la copertura di posti a tempo determinato, rinnovabili al massimo per tre anni come la legge nazionale prevede.

Ai precari, che per diritto acquisito potevano essere a oggi stabilizzati secondo quanto disposto dalla legge finanziaria 2007 e poi 2008 e quanto recepito dalla deliberazione della Giunta regionale numero 38, strumenti legislativi completamente ignorati dall’attuale Giunta, è stata riconosciuta soltanto la possibilità di evitare la preselezione al concorso a cui parteciperanno prevedibilmente migliaia di concorrenti.

Quanto votato, non trattandosi minimamente di una procedura di stabilizzazione , non risolve assolutamente il problema del precariato all’interno della Regione, semplicemente rimanda la questione al prossimo governo regionale, come già è accaduto con la giunta Del Turco.

Cambiano i registi, ma il copione è sempre lo stesso: barattare il posto di lavoro di professionisti-precari con una manciata di portaborse ai quali è stato promesso un impiego durante la campagna elettorale.

RANIERI: “LEGGE INIQUA E INGIUSTA, NON RISOLVE PROBLEMA”

L’AQUILA – “La legge approvata ieri in Consiglio Regionale, lungi dal risolvere i problemi dei precari della Regione Abruzzo e garantire l’espletamento di servizi essenziali (informatica, bura, ambiente) crea evidenti problemi di legittimità ed opportunità”.

Lo afferma il segretario regionale della Cgil Funzione pubblica, Carmine Ranieri.

“Il provvedimento – spiega – di fatto consente al personale delle segreterie politiche, assunte per intuitu personae, di beneficiare dei vantaggi della norma. Ciò non solo è inopportuno, stante il carattere fiduciario con il quale sono stati assunti tali lavoratori, ma è anche illegittimo – prosegue Ranieri – poiché contrario ai principi costituzionali di buon andamento ed imparzialità della pubblica amministrazione”.

“A fine mese – aggiunge – cominceranno a scadere i contratti di lavoro e certamente non ci sarà il tempo per preparare il bando di concorso, pubblicarlo, indire le prove scritte ed orali, espletarle, stilare le graduatorie, pubblicarle, disporre le nuove assunzioni. E’ dunque facile immaginare che ci sia la volontà di mandare a casa molti precari in virtù di una sorta di principio di spoil system che non ha alcuna giustificazione. Molti servizi non saranno più garantiti”.

“Basti pensare alle gravi conseguenze che potrebbe portare il blocco del Servizio Informatica della Regione Abruzzo, dove operano oltre 30 precari. Eppure il regolamento regionale per le assunzioni a tempo determinato prevede la possibilità di assumere a tempo determinato anche per soli titoli. Ma in regione si preferisce, con l’assenso dell’Assessore competente, approvare una legge di dubbia costituzionalità e che non risolverà nulla”.

“Nell’ultimo incontro con l’assessore Carpineta – sottolinea Ranieri – si era concordato di verificare la possibilità che i contratti in scadenza potessero essere prorogati e nei casi in cui ciò non fosse avvenuto, effettuare procedure snelle e rapide per l’attivazione dei contratti a tempo determinato. Si era anche convenuto di lavorare insieme – maggioranza, sindacati, opposizione – per l’approvazione di una legge regionale che superasse definitivamente il problema del precariato. Quel che è avvenuto è tutta un’altra storia”.

“La Cgil Fp Abruzzo – conclude Ranieri – condanna fortemente tale atteggiamento e chiede l’esclusione esplicita del personale delle segreterie politiche dalle norme sul precariato ed il rispetto degli impegni assunti dall’Assessore”.

CARPINETA: ”I PORTABORSE NON SI ASSUMONO, SE SERVE LO CHIARIREMO CON UNA LEGGE”

L’AQUILA – “La deliberazione del Consiglio regionale in materia di precari non fa altro che confermare la linea dell’assessorato e del governo regionale”.

Lo ha detto l’assessore al Personale Federica Carpineta all’indomani della votazione in consiglio regionale della legge di variazione di bilancio che disciplina la situazione del personale precario della Regione Abruzzo.

“La legge – spiega meglio la Carpineta – non fa altro che indicare quello che la Giunta sta cercando di fare: predisporre atti amministrativi per arrivare a bandire concorsi pubblici, a tempo determinato e indeterminato, che prevedano la tutela del lavoro flessibile attraverso la valorizzazione delle esperienze maturate in regione nei limiti e nelle modalità previste dalla legge”.

L’assessore al Personale chiarisce poi un aspetto importante della norma votata ieri.

“Va precisato che non è stata prevista alcuna stabilizzazione del personale impiegato nei gruppi consiliari e nelle segreterie politiche. Non è prevista, anzi è espressamente esclusa da una consolidata legislazione. Nella Regione Abruzzo non ci sarà. Se dovesse esser necessario, verrà presentato e approvato subito un provvedimento di legge chiarificatore. Ma di questo, ovviamente si occuperà il Consiglio”.

Dopo questo passaggio, aggiunge l’assessore Carpineta, “attendo gli atti amministrativi che verranno predisposti e approvati dalla Giunta regionale per dare soluzione ad un problema che, giova ripeterlo, deve tener conto di tre aspetti: la vicenda personale dei lavoratori flessibili, le attese dei giovani in cerca di occupazione, l’interesse della nostra comunità regionale di avere una macchina amministrativa preparata ed efficiente”.  Affrontato l’aspetto tecnico-legislativo, l’assessore chiarisce anche la posizione politica.

“Il testo presentato in Consiglio – sottolinea – non è stato affatto copiato da quello elaborato dal Pd. Il testo è stato completamente rielaborato, seguendo le indicazioni legislative vigenti, tenendo a base quello che era stato elaborato nel corso dell’incontro con i sindacati, al quale fattivamente hanno partecipato i rappresentanti dei gruppi consiliari di Pdl e Pd”

“Questo testimonia che è stato fatto un percorso costruttivo per arrivare a soluzioni chiare e non soggette a impugnazioni, in quanto nessun dirigente, tra l’altro, avrebbe mai messo mano a propri provvedimenti sapendo che sarebbero stati basati su una legge, quale quella pensata dal Pd, impugnabile. Senza quel percorso avremmo forse avuto un testo di legge da spendere per propaganda, ma nessun atto concreto e duraturo: quindi una beffa”.

“Ecco perché ritengo – conclude Federica Carpineta – inaccettabile la polemica sollevata da chi, come il capogruppo Camillo D’Alessandro, a quel percorso, positivo e costruttivo, ha partecipato”.

GIULIANTE: ”I PORTABORSE NON VERRANNO STABILIZZATI”

L’AQUILA – È “fuori luogo e privo di fondamento il richiamo all’ipotesi, inopinatamente e maldestramente avanzata dall’opposizione, che il processo di ‘stabilizzazione’ possa riguardare gli staff politici, poiché una normativa nazionale espressamente esclude che tale categoria di lavoratori possa essere oggetto di ‘stabilizzazione’”.

Lo afferma il capogruppo del Popolo della libertà in Consiglio regionale, Gianfranco Giuliante, commentando l’approvazione di ieri dell’emendamento alla variazione di bilancio che dà il via alla stabilizzazione, dapprima a tempo determinato, dei precari dell’Ente.

Un provvedimento che, gongola Giuliante, “affronta, nei limiti della normativa vigente, le problematiche dei lavoratori precari della Regione Abruzzo”.

“La scelta di concorsi a tempo determinato – sostiene – è apparsa, alla luce della attuale legislazione, quella più idonea a tutelare quanti, da anni, danno il loro fattivo contributo nei diversi settori dell’amministrazione regionale. La proroga dei contratti per definire progettualità in corso dovrà essere tempestiva proprio per creare le condizioni per le quali i concorsi potranno essere successivamente espletati”.

“La riserva dei posti e la valutazione dei titoli – aggiunge Giuliante – offrono una ragionevole garanzia ai precari abruzzesi. Riteniamo per certi versi incomprensibile il voto contrario espresso dal gruppo del Partito democratico, avendo questa maggioranza compiuto un proficuo lavoro in totale sinergia, condividendo valutazioni e, step by step, scartando diverse ipotesi non funzionali al raggiungimento dell’obiettiv”o.

“Al di là del voto in aula del Pd, forse emotivo e frutto dell’accidente polemico – conclude – riteniamo che il risultato raggiunto sia, innanzitutto, una vittoria dei lavoratori flessibili, dell’assessore che ha seguito con sistematicità l’iter legislativo e del Consiglio nella sua interezza, al di là delle diverse valutazioni emerse durante il voto, perché, comunque, si offre una prospettiva di medio-lungo periodo a quanti, in questi anni, hanno prestato servizio negli uffici regionali”.

EVANGELISTA: “LEGGE SUI PORTABORSE, REPLAY DI UNO SCANDALO”

L’AQUILA – “L’emendamento alla finanziaria, votato dal consiglio regionale, che  ripropone l’assunzione nell’ambito dei precari anche dei dipendenti di  nomina politica, i cosiddetti portaborse, la dice lunga sul  trasformismo della politica e ripropone legittimamente la centralità  della questione morale”.

E’ quanto afferma Bruno Evangelista, portavoce regionale di Alleanza  per l’Italia.
 
“Già la precedente maggioranza di centro sinistra, con un colpo di  mano simile a quello attuale, aveva proceduto in maniera scandalosa ad  analoga iniziativa, con la sola esclusione del sottoscritto e dei  consiglieri Orlando, Santroni e La Morgia, per cui la riproposizione,
a ruoli invertiti, altro non è che la sublimazione del modo peggiore  di amministrare gli interessi della collettività”.

“E dire che, il presidente, Gianni Chiodi, solo qualche giorno  prima del suo insediamento aveva definito vergognoso il provvedimento  precedentemente adottato”.

“Si tenga conto  – continua Evangelista  – dei costi economici per la  collettività e non si può far altro che augurare che intervenga, come  in passato, la provvidenziale mannaia del Governo Nazionale a  vanificare questo provvedimento, rispetto al quale già si sono
pronunciati con poca credibilità e coerenza protagonisti istituzionali  sia di ieri che di oggi”.