L’AQUILA – Gli ambientalisti abruzzesi chiedono alla Regione di bloccare il rilascio di nuove autorizzazioni per l’installazione di impianti per la produzione di energia eolica. Lo dicono, in maniera chiara ed inequivocabile, Stefano Allavena – Lipu Abruzzo , Camilla Crisante – Wwf Abruzzo, Pietro Matta – Pro-Natura Abruzzo e Daniele Valfrè – Altura Abruzzo, che al contempo sollecitano la Regione a dotarsi di un piano energetico nel quale venga stabilito quanta energia possa essere prodotta da fonti rinnovabili.
L’assist alle associazioni ambientaliste lo ha fornito proprio un consigliere regionale di maggioranza, Ricardo Chiavaroli del Pdl, che nei giorni scorsi ha presentato una risoluzione urgente alla Giunta guidata dal presidente, Gianni Chiodi:
“Le delegazioni abruzzesi di Lipu, Wwf, Pro-Natura ed Altura condividono pienamente la risoluzione urgente che è stata presentata nei giorni scorsi alla Giunta Regionale dal consigliere regionale abruzzese Riccardo Chiavaroli nella quale viene chiesto di informare il Consiglio Regionale sulla situazione degli impianti eolici in Abruzzo, nonché di sospendere, in attesa degli approfondimenti richiesti, il rilascio di nuove autorizzazioni e di recepire le prescrizioni in materia contenute nel Decreto 10 settembre 2010 ‘Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili” del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente’.
Secondo le associazioni la proliferazione di nuovi impianti metterebbe a repentaglio numerose specie animali, volatili e non, dall’aquila reale all’orso marsicano:
“Si tratta infatti di richieste che vanno nella direzione di porre un freno efficace al dilagare senza pianificazione di progetti per la realizzazione di grandi centrali eoliche in zone di evidente valore ambientale e paesistico, che rischiano di causare l’ estinzione a livello regionale di specie di uccelli, quali l’aquila reale, il grifone, il nibbio reale, il biancone, il lanario, il gracchio corallino, particolarmente tutelate a livello nazionale e comunitario, e di rovinare ambienti di importanza prioritaria per il patrimonio di biodiversità che li contraddistingue, comprese diverse zone vitali per la sopravvivenza di specie rare e minacciate di estinzione quali l’orso marsicano”.
Di qui la richiesta alla Regione di un adeguato piano energetico:
“E’ ormai essenziale che la Regione adotti urgentemente un piano energetico nel quale stabilire, in modo inderogabile, quanta energia produrre con le centrali eoliche e quanta con le altre forme di produzione di energia da fonte rinnovabile, a cominciare dal fotovoltaico, e dove produrla, così da salvaguardare in modo adeguato il patrimonio ambientale e paesistico della Regione Abruzzo. I competenti organi regionali dovrebbero cioè avviare finalmente una procedura di Valutazione Ambientale Strategica, e cioè una programmazione energetica a scala regionale, così come chiesto autorevolmente dal Ministero dell’Ambiente in una recentissima lettera inviata alla Direzione per la Valutazione dell’Impatto Ambientale della Regione Abruzzo”.
“A tutto ciò si aggiunge poi il rilevante degrado arrecato dalla presenza incombente di decine di torri eoliche alte anche fino a poco meno di duecento metri a paesaggi unici, con danni importanti per l’ecoturismo, il turismo escursionistico e l’agriturismo, in fase di costante crescita in Abruzzo e di importanza notevole sotto il profilo economico”.






