Giovanni Lolli, Silvio Paolucci, Marinella Sclocco, Dino Pepe, Mario Mazzocca e Donato Di Matteo: i destini dell’Abruzzo sono in significativa parte nelle mani di queste sei persone, che il presidente, Luciano D’Alfonso, ha scelto come assessori, affidando loro la stanza dei bottoni della amministrazione della cosa pubblica regionale.
La luna di miele, ovvero il periodo di adattamento e insediamento cominciato all’indomani delle elezioni del 25 maggio, può dirsi concluso. I sei hanno avuto tutto il tempo, come si dice in gergo, per “studiarsi le carte”, per “farsi un’idea”, per ”rodare la macchina”. Ora bisogna passare all’azione, realizzare a spron battuto quanto promesso, ad anzi garantito in campagna elettorale.
AbruzzoWeb ha deciso di avviare un ciclo di interviste per fare il punto sui tempi e i modi con cui i nostri intenderanno passare dalla teoria alle pratica.
TERAMO – Dino Pepe, assessore del Partito democratico, ha le deleghe ad Agricoltura, Caccia e pesca, Economia del mare e demanio marittimo, Cicloturismo e Contratti di fiume.
Laurea in economia e commercio, 45 anni, già sindaco di Torano Nuovo (Teramo) e promotore finanziario, alle ultime elezioni Pepe ha ottenuto nella 7.678 preferenze. Un ampio consenso, che ora dovrà essere capace di tradurre in risultati concreti.
A quali provvedimenti sta lavorando sul fronte delicatissimo dell’agricoltura, settore strategico ma in crisi anche di questa Regione?
A causa di errori commessi in passato, di una cattiva programmazione, rischiamo di perdere, ovvero di dover restituire, ben 5 milioni di euro di fondi europei previsti dal Psr, il Piano di sviluppo rurale 2007-2013. Per evitarlo sono stato a Bruxelles e ho incontrato poi il ministro dell’agricoltura Maurizio Martina. La scorsa settimana in Giunta abbiamo cominciato a lavorare all’ipotesi di utilizzare questi 5 milioni all’interno di una delibera dal valore complessivo di 25 milioni di euro per portare la banda larga, ovvero l’Internet veloce, attraverso fibra ottica, in 96 comuni dell’entroterra, oggi non collegati alla rete. Un intervento che avrà grandi benefici per le attività agricole perché, come confermano molti studi e come raccomanda la Comunità europea, è importante potenziare l’e-commerce, imparare a sfruttare le grandi opportunità della rete per vendere i prodotti.
Va poi predisposto il Piano di sviluppo rurale per il 2014-2020, che metterà disposizione oltre 430 milioni in sette anni. A che punto siete?
La nuova programmazione sarà pronta entro settembre. I bandi potranno essere pubblicati a partire da gennaio. All’individuazione degli assi di intervento hanno lavorato l’Università di Teramo e Viterbo e l’Istituto nazionale di economia agraria. In queste settimane abbiamo fatto la riunione del “tavolo verde”, ovvero del gruppo ristretto composto da Regione, e sindacati e rappresentanti di categoria, e poi si è svolta la riunione del “tavolo di partenariato”, allargato anche ad associazioni, sindaci e altri portatori di interesse. Un lavoro delicato, perché dovremo essere capaci di spendere fino al’ultimo euro, presto e bene.
Molti giovani, anche a causa della crisi e della mancanza di lavoro, tornano alla terra, aprono aziende agricole. Che cosa è previsto per loro, in termini di un concreto aiuto?
Nel piano di sviluppo rurale, posso anticipare a grandi linee, sarà previsto un asse di finanziamento dedicato, per esempio, per favorire il ricambio generazionale nella gestione delle aziende agricole e per favorire la produzione biologica, biodinamica, e dei cultivar autoctoni. Aiutare i giovani agricoltori significa anche sradicare la mala pianta del lavoro nero nelle campagne, e della presenza delle organizzazioni criminali nella rete della distribuzione. Cominceremo ad affrontare questa emergenza la prossima settimana in un incontro con gli imprenditori agricoli della Marsica, uno dei territori più a rischio. L’agricoltura deve creare posti di lavorio sani. Mafiosi e speculatori vanno repressi, scacciati, e dunque il settore deve aiutare e fare fronte comune con le forze dell’ordine e le procure.
Molti agricoltori, quelli della conca aquilana, non possono utilizzare acqua dei canali per irrigare i loro campi, perché contaminata dalla salmonella, proveniente dai depuratori rotti.
Il mio assessorato ha la delega ai contratti di fiume. Quello dell’inquinamento dei nostri corsi d’acqua è una delle emergenze che anche il presidente Luciano D’Alfonso ha individuato come una priorità. E per superare questa emergenza bisogna assolutamente rivedere la governance dei fiumi, a occuparsi della loro manutenzione e pulizia sono troppi enti, serve una drastica semplificazione.
In passato si sono spesi molti soldi pubblici per partecipare a fiere ed eventi in tutto il mondo, non sempre ala luce di un bilancio positivo tra i costi e i benefici. Cambierà qualcosa?
Questa voce di spesa dovrà essere gioco forza ridimensionata, in virtù della spending review. Posso anticipare che abbiamo già cancellato la partecipazione a fiere ed eventi che non hanno portato vantaggi apprezzabili per le aziende, che non hanno aperto nuovi mercati e sono state tutto sommato irrilevanti dal punto di vista della promozione. Punteremo invece molto sull’Expo 2015 di Milano, che sarà senza dubbio una vetrina importantissima alla quale è impensabile che l’Abruzzo e i suoi prodotti enogastronomici non siano presenti nel migliore dei modi.
Dalla campagna al mare: quale sarà il primo provvedimento a sua firma che approderà in Consiglio?
Entro settembre spero possa essere approvato il Piano demaniale marittimo, che è stato già predisposto dalla passata Giunta. Il testo rappresenta un buon punto di partenza perché frutto di una lunga concertazione. In commissione, comunque, sono allo studio alcune modifiche e aggiustamenti. Intanto tengo a sottolineare abbiamo già sbloccato con una delibera gli aiuti pari a 2,5 milioni di euro a favore di una cinquantina di armatori gravemente danneggiati e penalizzati dai ritardi con cui si è completato il dragaggio del porto canale di Pescara. Con quei soldi potranno godere di esenzioni dal pagamento dell’Iva, dell’Irpef e altre imposte. Infine abbiamo convocato una conferenza regionale sulla pesca, dove tutti i problemi saranno messi sul tavolo. Tra le vertenze di non facile soluzione, ma che va affrontata una volta per tutte, c’è quella dei vongolari della costa teramana, che rivendicano il diritto di pescare la pesca nel mare antistante il Parco del Cerrano.
Dalla pesca alla caccia, una delega per così dire esplosiva che fa capo al suo assessorato…
In questi giorni stiamo predisponendo il calendario venatorio, e non sono previste grosse novità rispetto a quello adottato precedentemente. Subito dopo affronterò il nodo della modifica del regolamento per la caccia agli ungulati, approvato alla fine della passata legislatura. Il regolamento scontenta sia gli agricoltori, che non vedono benefici tangibili dall’abbattimento dei cinghiali, che continuano a devastare i raccolti, sia da parte dei cacciatori, che lamentano l’eccesso di burocrazia e numerose criticità nell’applicazione del regolamento. È evidente che va rivisto qualcosa.
Per finire l’ultima, ma non meno importante, delega al Cicloturismo, anche qui quali saranno le prime misure concrete?
Nei prossimi giorni definiremo nel dettaglio un bando da 5 milioni di euro per il bike-sharing, ovvero per la realizzazione di stazioni dove i cittadini possono noleggiare biciclette per poi restituirle anche in un punto diverso della città. Dobbiamo definire solo gli aspetti legati alla gestione di questo servizio. Il bando sarà pronto nei primi mesi del 2015 e ci sono già molti Comuni interessati.





