L’AQUILA – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità il ritiro della mozione di sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, che era stata presentata nei giorni scorsi dopo la bagarre sulla presentazione del subemendamento sulla riforma dei consorzi industriali.

Secondo il centrosinistra il subemendamento della maggioranza era stato presentato fuori dai termini.

Alla composizione della disputa si è giunti previa interpretazione autentica del regolamento.

La seduta del Consiglio è stata interrotta e aggiornata al pomeriggio.

Alla ripresa dei lavori è stata approvata la prima fase di riordino delle Aziende per l’edilizia territoriale. Il presidente della Giunta regionale designerà un amministratore unico per ognuna delle cinque aziende esistenti (L’Aquila, Teramo, Pescara, Chieti, Lanciano), che verrà scelto tra i dirigenti e i funzionari regionali. 

Licenziata, infine, anche una modifica alla legge regionale in favore degli ipovedenti.

RIFORMA ATER, PRIMA FASE 

Entro novanta giorni il Consiglio regionale procederà alla riforma complessiva degli enti di edilizia residenziale pubblica.

È stato deciso nel corso della seduta odierna dell’assemblea, che ha approvato una prima fase del riordino delle Ater.

Il provvedimento prevede la nomina di un amministratore unico per ognuna delle cinque aziende esistenti (L’Aquila, Teramo, Pescara, Chieti, Lanciano), che verrà scelto dal presidente della Giunta tra i dirigenti e i funzionari regionali.

Un emendamento di Walter Caporale (Verdi), sottoscritto anche dai consiglieri del Pdl Nicola Argirò e Luigi De Fanis, Emilio Nasuti (gruppo misto) e Antonio Prospero (Rialzati Abruzzo), passato con sole due astensioni, ha consentito di “salvare” dai tagli l’azienda di Lanciano (Chieti).

Per l’Ater dell’Aquila è prevista la possibilità di derogare alla disciplina generale, in ragione delle peculiarità legate alla gestione post-sisma degli alloggi di proprietà dell’ente. Tale norma è stata introdotta con un emendamento proposto da Luca Ricciuti (Pdl), insieme al consigliere del Pd Giuseppe Di Pangrazio e accolto con favore anche dal vice presidente del Consiglio, Giorgio De Matteis (Mpa) e dall’assessore Gianfranco Giuliante.

“Così si garantisce la continuità amministrativa, finalizzata alla ricostruzione delle case Ater, danneggiate dal terremoto”, ha fatto notare Ricciuti.

GRUPPO IDV: ”ACCOLTE NOSTRE OSSERVAZIONI”

“Finalmente!”. Con questa esclamazione i consiglieri regionali dell’Italia dei valori commentano il voto unanime dell’Assemblea per bloccare la ricostituzione di cinque consigli di amministrazione, quelli delle Ater.

“La proposta iniziale licenziata dalla Commissione (con il voto contrario dell’Idv) – commentano i consiglieri regionali dell’Italia dei Valori -avrebbe comportato la nomina di cinque presidenti e dieci componenti, con un costo per le casse regionali, nel solo finale di questa legislatura, di oltre un milione di euro.”

“Non vogliamo rivendicarne il merito come Idv – rilevano i consiglieri in una nota – anche se siamo stati gli unici, in sede di commissione, a votare contro il rinnovo delle poltrone in seno alle Ater, proponendo di consegnarne la gestione a un amministratore unico, nella fattispecie a un dirigente o funzionario regionale e senza costi aggiuntivi.”
 
“Siamo ancora lontani – aggiungono – dalla riforma delle Ater, ma per questo la Giunta dovrà rispettare l’ultimatum di 90 giorni che è stato fissato dal Consiglio. Ora è necessario procedere velocemente su questa strada, l’unica in grado di essere condivisa dai cittadini, ai quali ogni giorno viene chiesto di rinunciare a qualcosa in cambio di nulla.”

“Alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, l’Italia dei Valori – concludono i consiglieri – interverrà con una propria proposta di azzeramento di poltrone e di costi che riguardano più di 20 aziende regionali o partecipate dalla Regione”.

CHIAVAROLI (PDL): ”RIFORMA ATER, POSITIVO CLIMA DI DIALOGO”

“Soddisfazione per l’approvazione della legge regionale sulle Ater, la prima a creare i presupposti per un più ampio riordino del settore, tassativamente entro novanta giorni, che comprenda il social housing, la riforma dei canoni e il rilancio vero e proprio dell’edilizia residenziale pubblica”.

Ad esprimerla è Riccardo Chiavaroli, portavoce del gruppo consiliare del Popolo della libertà in Regione Abruzzo, che sottolinea come seguiranno presto “interventi più strutturali, compresa la riduzione del numero dei componenti dei cda e i relativi compensi”.

“La legge è frutto dell’azione riformatrice portata avanti dal presidente Chiodi con il sostegno determinante del gruppo Pdl, guidato da Lanfranco Venturoni – conclude Chiavaroli – e, elemento non di poco conto, la discussione è avvenuta in un clima di rinnovato e costruttivo dialogo tra maggioranza e opposizione”.

LEGGE IPOVEDENTI: SODDISFATTO RABBUFFO (FLI)

Il Capogruppo di Fli in Consiglio regionale, Berardo Rabbuffo, primo firmatario del progetto di legge recante modifiche alla legge regionale 13 aprile 1995, n. 49 “Contributo al Consiglio regionale dell’Unione italiana dei ciechi per l’acquisto di apparecchi tiflotecnici ed elettronici in favore dei non vedenti”, esprime la sua soddisfazione per l’approvazione all’unanimità della legge nel corso dell’odierna seduta odierna.

“Grazie anche al lavoro del presidente della V commissione Nicoletta Verì, degli altri colleghi e al prezioso apporto del presidente regionale dell’Unione italiana dei ciechi Rocco Velli, con questo progetto di legge – osserva Rabbuffo – abbiamo introdotto delle modifiche importanti che hanno lo scopo di ottimizzare e razionalizzare le risorse messe a disposizione dalla Regione Abruzzo per l’acquisto di quelle apparecchiature indispensabili per incrementare l’autonomia, l’inserimento lavorativo e l’istruzione delle persone non vedenti”.

“Infatti, da oggi – aggiunge Rabbuffo – il Consiglio regionale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti potrà individuare per ogni tipo di ausilio i modelli con caratteristiche tecniche più confacenti nonché procedere all’acquisto degli stessi favorendo quanto più possibile la centralizzazione degli acquisti sia per motivi di ordine economico sia ai fini dell’assistenza”.

“Abbiamo inoltre previsto – conclude – la possibilità che la somma assegnata e non impegnata per la concessione degli ausili potrà essere utilizzata per l’organizzazione di corsi di formazione rivolti ai minorati della vista residenti nella Regione Abruzzo per l’uso di personal computer”.

SALUTO COMMOSSO A GASPARI

“Zio Remo non c’è più”. Così il presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano ha annunciato la scomparsa di Remo Gaspari in apertura della seduta all’Emiciclo. “Una grande perdita per l’Abruzzo – ha aggiunto Pagano – che oggi piange uno dei suoi uomini più illustri”.

“Parlando con i colleghi – ha detto ancora Pagano – è emersa l’idea di chiedere alla famiglia e al sindaco di Gissi di traslare la salma nell’aula del Consiglio per l’allestimento della camera ardente”.

Dopo il presidente del Consiglio, la figura di Gaspari è stata ricordata anche da Antonio Prospero (Rialzati Abruzzo), Antonio Saia (Comunisti italiani), Walter Caporale (Verdi), Camillo D’Alessandro (Pd), Carlo Costantini (Idv) e Lanfranco Venturoni (Pdl) e Antonio Menna (Udc).

Al momento della discussione della mozione di sfiducia presentata dall’opposizione a Pagano i lavori sono stati sospesi per un incontro della Giunta per il regolamento, decisa già da ieri in una riunione dei capigruppo.

Da quanto emerge potrebbero esserci dei margini per il ritiro della mozione.

SANITA’: TICKET; CENTROSINISTRA A CHIODI: “NON APPLICARLI” 

L’AQUILA – “Non applicare nuovi ticket sui cittadini abruzzesi così come hanno deciso diverse regioni d’Italia per reperire le eventuali risorse necessarie per colmare il mancato introito dai ticket sanitari”.

È quanto si chiede al presidente della Giunta regionale, e commissario per la sanità, Gianni Chiodi, nella risoluzione urgente firmata da tutti i consiglieri di opposizione e presentata in Consiglio regionale oggi.

I consiglieri del centrosinistra chiedono che la misura introdotta dalla manovra di bilancio di 10 euro per ogni prestazione diagnostica e specialistica non venga attuata perché l’Abruzzo, impegnato nel risanamento del debito, è già gravato da una tassazione al massimo dei livelli.

I consiglieri evidenziano che il contributo di 25 euro per i cosiddetti codici bianchi in pronto soccorso erano già in vigore e che i 10 euro in più per le prestazioni diagnostiche e specialistiche fanno lievitare gli interventi da 36 a 46 euro.

Secondo il centrosinistra i ticket sulle visite sono “tasse ancorà più ingiuste perché gravano su malati ancora più fragili e bisognosi”.

MATTINATA DI PROTESTE DAVANTI L’EMICICLO

Mattinata di proteste fuori il palazzo dell’Emiciclo, in occasione della seduta del Consiglio regionale.

I primi ad arrivare sono stati i membri del comitato “Mia Casa Abruzzo”, capeggiati dall’ex parlamentare Pio Rapagnà, che è tornato a denunciare l’immobilismo nella ricostruzione delle case popolari.

Contro i tagli alle pensioni, quelli al sociale e l’aumento delle tariffe sanitarie stanno protestando davanti la sede del Consiglio anche il sindacato regionale dei pensionati Spi-Cgil, quello della Funzione pubblica e i rappresentanti di alcune cooperative sociali colpite dalla scure della manovra finanziaria.

PIO RAPAGNA’: “SI DISCUTE SU RIORDINO ATER MENTRE RICOSTRUZIONE NON PARTE’’

“Siamo qui per denunciare che dopo più di due anni dal 6 aprile 2009, migliaia di famiglie dell’edilizia residenziale pubblica sono ancora sfollate”.

Pio Rapagnà, ex parlamentare e presidente del “Mia Casa Abruzzo”, è tornato a denunciare l’immobilismo della ricostruzione degli alloggi di edilizia pubblica proprio oggi che nella seduta odierna del Consiglio regionale si discute del riordino delle Ater.

“I progetti per le case ‘E’ non sono ancora stati presentati – ha detto – e in due anni sono riusciti a riparare solo otto case classificate ‘B’. I soldi ci sono, le norme anche. A questo punto non riusciamo a capire perché la ricostruzione non parta”.

PROTESTA CGIL CONTRO TAGLI AL SOCIALE E AUMENTO TICKET

“Regione forte con i deboli e debole con i forti. I lavoratori dei servizi sociali non ci stanno”; “Tagliamo i vitalizi, aboliamo i ticket”.

Questo recitano alcuni degli striscioni con i quali si sono presentati questa mattina, davanti la sede del Consiglio regionale, gli aderenti al sindacato regionale dei pensionati Spi-Cgil, quello della Funzione pubblica e i rappresentanti di alcune cooperative sociali colpite dalla scure della manovra finanziaria e dei tagli regionali.

“La crisi è sempre più drammatica – ha detto Angela Scottu, segretario regionale Cgil – I tagli nazionali e regionali stanno mettendo in ginocchio pensionati e precari. Siamo qui per chiedere un incontro con il presidente Chiodi e l’assessore Gatti per trovare soluzioni in relativamente alle risorse per il sociale”. (e.m.)

COSTI POLITICA: CHIODI, “DA DUE ANNI LAVORIAMO AI TAGLI”

L’AQUILA – “Abbiamo ereditato la Regione più indebitata d’Italia, 4 miliardi di passivo nel 2008, e questo nessuno può negarlo. Come nessuno può negare che, da subito, questo Esecutivo regionale ha intrapreso una decisa azione di tagli ai costi della politica. I risultati ottenuti sono evidenti, anche se, per eliminare tutte quelle situazioni di privilegio determinatesi con la precedente amministrazione, ci vorrà ancora del tempo”.

Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, replica così a quanti hanno definito la Regione Abruzzo “l’industria meno efficiente, con costi da capogiro”.

“I numeri parlano chiaro – spiega meglio il governatore – Abbiamo ridotto indennità e vitalizio dei consiglieri regionali; eliminato 24 consigli di amministrazione di enti e agenzie regionali; tagliato i compensi ai componenti cda; chiuso le due sedi di rappresentanza in Romania e in Brasile; portato i consorzi Fidi da 78 a una decina e le Comunità montane da 19 a 11; diminuito Asl e Ato; riordinato e accorpato le Ipab; liquidato società ed enti in deficit come Sir, Aret ed Abruzzo Engeenering”.

Chiodi fa notare come la forbice non abbia risparmiato la macchina burocratica della Regione: diminuito il numero dei dirigenti (-24 quelli in servizio pari a -21,23 per cento; -16 posti previsti in pianta organica pari a -13,33 per cento) e dei dipendenti (-73 quelli in servizio e -166 quelli previsti in pianta organica).

Ed è questa la prima volta che accade nella storia dell’Ente. Di più, nella prossima manovra finanziaria è prevista la cessione da parte della Regione di quote di partecipazione in società e consorzi ritenuti “non strategici”, molti dei quali costituiti decenni fa e dalla dubbia produttività, se non quella della spesa.

“Quello della riduzione dei costi della politica è uno dei punti cardine del programma di questo governo regionale – assicura il presidente Chiodi – Andremo avanti in questa strada, anche con scelte impopolari ma necessarie per il risanamento dei conti pubblici. I cittadini siano pur certi che tutto ciò che non ha utilità per la comunità sarà eliminato. È un impegno che stiamo portando avanti con determinazione e rigore”.