L’AQUILA – La giunta per il regolamento del consiglio regionale ha approvato a maggioranza la modifica al regolamento che introduce la possibilità di cancellare gli emendamenti ostruzionistici che tante polemiche ha provocato nei giorni scorsi con le opposizione che hanno parlato di “legge bavaglio”. Il provvedimento approvato nella prima delle due letture trattandosi di una modifica al regolamento, è tornato in commissione dopo che nell’ultima seduta del consiglio le forze politiche avevano deciso di fare un ultimo tentativo di mediazione.

E il testo approvato oggi in effetti accoglie alcune richieste di modifica pretese dall’opposizione di centrodestra, messe nero su bianco prima della seduta su un documento, con in calce le firme dei consiglieri di maggioranza e di centrodestra. Restano invece sulle barricate i grillini  che parlano di “compromesso al ribasso”.

Ma la partita anche per il centrodestra non è chiusa, visto che si è riservato di battagliare ancora in aula per far passare ulteriori modifiche. Come ad esempio quella caldeggiata da Forza Italia, che intende limitare la tagliola a tre soli provvedimenti l’anno. Oggi proposta in Giunta ma bocciata.

A votare a favore del rimaneggiamento, per la maggioranza, il presidente della Giunta per il regolamento Alberto Balducci, Partito democratico, Alessio Monaco, Regione facile, Mario Olivieri, Abruzzo civico e Lucrezio Paolini, Italia dei Valori.

Si è astenuto il rappresentante dell’opposizione di centrodestra Emilio Iampieri, di Forza Italia, astensione con riserva di voto in aula, precisa lo stesso Iampieri, e l’ex grillino Leandro Bracco, gruppo misto.

Voto contrario di Riccardo Mercante, del Movimento 5 stelle, e vice presidente della Giunta per il Regolamento.

Con le nuove modifiche concordate, la “tagliola” passerà ma non si potrà applicare a norme relative alla legge elettorale, Statuto regionale e al regolamento del Consiglio.

Inoltre, per i progetti di legge in materia sanitaria e politiche della salute, ciascun consigliere potrà discutere non più di 5 emendamenti. Una “tagliola spuntata”, è stata definita, perché di fatto le opposizioni potranno comunque attivare seppure con tempi ristretti azioni ostruzionistiche.

Su tutto il resto la Giunta potrà applicare la “tagliola”, compresa la legge di bilancio. Ovvero calare il jolly dell’ “emendamenti d’urgenza”.

Come si legge sul testo di modifica approvato oggi “qualora la giunta regionale ravvisa motivi di urgenza e necessità di un approvazione celere di un progetto di legge”, ha facoltà di proporre prima dell’approvazione di ciascun articolo, i subemendamenti necessari ad esprimere l’orientamento finale del governo regionale. Tali subemendamenti sono votati per primi e la loro approvazione fa decadere gli altri emendamenti presentati”.

Si  specifica però su richiesta anche qui del centrodestra che tale meccanismo si limita ai “progetti di legge a contento monotematico”, ovvero privi dei cosiddetti “collegati”, ovvero progetti di legge allegati ad altri progetti di legge, che però trattano di argomenti incoerenti.

“Di fronte ad una azione di prepotenza – commenta Iampieri – perché le regole del gioco non sic abbiano con colpi di maggioranza, abbiamo mostrato senso di responsabilità e siamo riusciti a migliore di molto il testo”.

Annuncia però che l’emendamento volto a limitare la tagliola a soli tre progetti di legge l’anno, i sarà ripresentato alla seduta di consiglio di giovedi, dove è previsto il secondo voto di modifica. Se non ci sarà maggioranza assoluta, la partita si chiuderà al consiglio regionale successivo con la terza votazione in cui basterà la maggioranza semplice.

Insorgono invece i grlllini.

“Uno strano accordo – tuona Mercante – quello siglato tra la maggioranza, il centro destra ed il gruppo misto di Leandro Bracco che non fa altro che confermare una facile tendenza trasversale al compromesso più spicciolo anche laddove si tratti di introdurre una norma, come la famigerata ghigliottina, che cancella, in un sol colpo, ogni forma di democrazia nella nostra Regione La modifica attribuisce la facoltà alla maggioranza di privare le opposizioni di qualsivoglia possibilità di intervento in merito all’approvazione di leggi e provvedimenti.

“Il fatto che i Consiglieri di centro destra – ha continuato Mercante – abbiano definito un successo un accordo che riproduce, senza differenze sostanziali, una norma che va a cancellare, di fatto, ogni possibilità per le minoranze consiliari di partecipare, in via diretta, alla attività di governo, è veramente sorprendente”.