PESCARA – “Apprendo con grande gioia che oggi è stata inviata a tutte le Asl abruzzesi una nota con cui si comunica che lo scorso 22 maggio è stato finalmente firmato dall’ex-commissario ad acta alla Sanità, Gianni Chiodi, il decreto con cui si dettano le disposizioni per l’erogazione a carico del bilancio regionale dei farmaci off label e di fascia c e c-bis per pazienti affetti da malattie rare”.

Lo dichiara in una nota  Maurizio Acerbo, ex consigliere regionale ed ex candidato presidente alla Regione Abruzzo con Rifondazione Comunista.

Una buona notizia anche per chi come Luigi Di Febo, 57 anni di Pineto, in provincia di Teramo, che ha minacciato il suicidio, come raccontato da AbruzzoWeb, se la Asl di Teramo non avesse ripristinato la somministrazione gratuita del farmaco che gli costerebbe 1.700 euro al mese. per curarsi da una rara malattia.

“Ricordo che si tratta di una richiesta contenuta – spiega Acerbo – in una risoluzione proposta da Rifondazione comunista e approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 25 febbraio.  Nonostante l’Abruzzo avesse stanziato risorse giù dal 2010 non si era ritenuto di poter procedere a causa dei vincoli del piano sanitario. Avevo fatto presente che altre regioni erano state autorizzate dal Ministero e che non si potevano discriminare ulteriormente pazienti e famiglie abruzzesi solo perché sfortunatamente residenti in una Regione sottoposta a piano di rientro. Non era accettabile che le famiglie con pazienti affetti da malattie rare, oltre il disagio quotidiano che vivono, abbiano dovuto per anni sopportare i costi dei farmaci che non vengono erogati a carico del sistema sanitario regionale”.

“D’altronde – dice ancora – la stessa Corte di Cassazione in numerose sentenze ha affermato che il ‘principio della economicità non può escludere la generale esenzione alla compartecipazione alla spesa, ove il farmaco risulti indispensabile ed insostituibile per il trattamento di gravi condizioni o sindromi che esigono terapie di lunga durata’, Anche se con qualche lungaggine (ma c’è stata una campagna elettorale di mezzo) la vicenda pare finalmente giunta a positiva soluzione”.

“Il commissario ad acta ha firmato a maggio, il governo non ha bloccato e ora dovrà essere costituito il gruppo di lavoro per definire le modalità di prescrizione e erogazione”, conclude Acerbo.