PESCARA – “Campi sportivi e spazi sociali al posto delle ciminiere e del cemento”. 

È la nuova vocazione indicata dal candidato di Forza Italia alle regionali, l’imprenditore Vincenzo Serraiocco, per l’ex cementificio di Pescara, “mastodontica struttura che si trova a 700 metri dalla città, ormai spenta da oltre cinque anni dopo un periodo di produzione a scartamento ridotto.

Per Serraiocco “è urgente studiare e realizzare un progetto di riqualificazione dell’intera zona Ovest di Pescara per eliminare ciminiere e sostanze inquinanti”, con una sinergia tra Comune di Pescara e Regione e con lo strumento del project financing e dei fondi comunitari.

“Non è possibile – spiega Serraiocco – che un simile eco-mostro resti lì dov’è. Assodato che la struttura è ormai dismessa e che mai più in quel sito si potrà tornare a produrre cemento, la destinazione ideale è di un’area da destinare ai residenti: e in tal senso, il futuro più logico dell’ex cementificio è di natura sportiva, dal momento che di fronte c’è il centro Milesi”.

Accanto alla finalità sportiva, Serraiocco “vede” la vocazione sociale: “Per i cittadini della zona Ovest di Pescara – sottolinea – è degradante avere a che fare ancora con questo relitto di archeologia industriale, perciò bisogna studiare e realizzare un progetto di riqualificazione che preveda la bonifica dell’ex cementificio e poi la successiva realizzazione di spazi sportivi, sociali e abitativi. Solo in questo modo, i residenti della zona potranno essere realmente riconnessi col tessuto cittadino, dal quale attualmente sono esclusi”.

Nel grande progetto, per il forzista, è previsto il coinvolgimento dei privati: “È chiaro che servirà una sinergia tra il Comune di Pescara e la Regione, studiando nel dettaglio la possibilità di attingere a fondi europei mirati proprio alla riqualificazione delle aree degradate”.

Azioni che il candidato di Forza Italia ritiene alla portata e non solo buone intenzioni “poiché – specifica – esistono strumenti ad hoc per attuare sia la bonifica sia la riqualificazione dell’area attraverso opere di importanza sociale. Penso al project-financing che, a dispetto di una certa corrente di pensiero, rimane l’arma più idonea. Il pubblico, parlo di Comune e Regione, ovviamente non può accollarsi la spesa, ma può e deve coinvolgere i privati con un bando mirato e con una presenza costante nell’andamento dei lavori. Non è più possibile nel 2019 – conclude Serraiocco – conservare un relitto simile a due passi dal centro città, dalle Torri Camuzzi e su una direttrice viaria che collega porto e aeroporto. Alla sfida della modernità dobbiamo rispondere in modo adeguato, mandando in pensione le macerie del passato”.