ROMA – In base all’analisi dei flussi elettorali, l’Istituto Cattaneo sostiene che in Abruzzo a penalizzare il campo largo del centrosinistra di Luciano D’Amico, battuto alle urne dal centrodestra del riconfermato Marco Marsilio, sia stato l’astensionismo degli elettori del Movimento 5 Stelle, che ha preso solo il 7% rispetto al 22,4% del 2019. A conferma, come già evidenziato da Abruzzoweb, che parte significativa del popolo pentastellato, non gradisca alleanze con Pd e centristi, e aggiunge l’istituto Cattaneo, “prevale, come del resto già in passato, la tendenza ad astenersi in occasione di elezioni locali”.
Ma non solo, per il Cattaneo ha pesato anche la “volatilità” del voto dell’area liberale e europeista, ovvero in Azione, Italia viva e +Europa. “Seguendo i numeri, la tendenza a ricollocarsi o a tornare verso il centrodestra, soprattutto quando, come nel caso abruzzese, i partiti dell’area liberale ed europeista devono stare insieme con il M5S”.
Insomma, una reciproca ostilità, con buona pace dei vertici dei partiti che con ottimo argomenti cercano di stringere alleanze senza le quali diventa quasi impossibile battere, senza ballottaggi, come alle regionali, il centrodestra che si presenta compatto.
L’Istituto Cattaneo si è concentrato in particolare sui flussi di voto dalle elezioni per la Camera dei deputati del 2022 alle regionali del 2024 relativi alla sola città di Pescara, dove clamorosamente ha vinto il campo largo del centrosinistra a tre mesi dalle comunali.
Ma anche qui, il M5s “perde elettori del 2022 soprattutto verso l’astensione, ma a Pescara che le perdite del M5s sono più contenute di quanto ci si poteva aspettare considerando altri casi precedenti, e sono state verosimilmente più ampie in altre parti del territorio abruzzese.”, Anche a Pescara, “l’area afferente a Renew Europe costituta da Azione, Italia Viva e +Europa, quella appunto liberale ed europeista, perde elettori che invece si orientano verso il centrodestra”. Infine “il flusso di voti dal centrodestra verso il candidato del centrosinistra, l’economista di Chieti Luciano D’Amico, appaiono giustificate dalle particolari caratteristiche del contesto urbano”.
L’Istituto Cattaneo, commenta dunque a proposito del campo largo, “da un lato è strettamente necessario che la coalizione si allarghi, per evitare il ripetersi indefinito della asimmetria che ha moltiplicato la vittoria in seggi del centrodestra alle elezioni politiche del 2022. Dall’altro c’è una reciproca ostilità, deliberatamente coltivata dai leader verso gli altri leader e simboli di partiti che oggi sono potenziali alleati”. Inoltre, “la diversità sui vari temi di politica interna e internazionale è più profonda tra i partner del centrosinistra rispetto all’elettorato del centrodestra”.





