PESCARA – “Ho visto Luciano D’Alfonso molto nervoso, in un atteggiamento di ostentazione di certezze sui risultati che in realtà non ha. Avendo i sondaggi sa bene qual è la situazione, come lo sappiamo noi”.

Nel giorno della presentazione delle quattro liste provinciali di Forza Italia per le elezioni regionali, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, si lascia andare con i giornalisti a considerazioni su uno dei tre candidati presidenti avversari, evidentemente quello che lo impensierisce di più, Luciano D’Alfonso.

Chiodi commenta l’atteggiamento di D’Alfonso nel corso di un recente dibattito televisivo e dice di vederlo preoccupato e teso a ostentare sicurezze che non ha. Qualcuno gli ricorda che ci sono anche i grillini, che per lui “arriveranno terzi”. Maurizio Acerbo non è stato neanche nominato.

Anche nel corso della conferenza stampa Chiodi ha continuato ad attaccare l’ex sindaco di Pescara, rispondendo a spot a quelli lanciati dal suo avversario.

“Non voglio un Abruzzo che sia ‘facile’ – dice il presidente – che poi non significa nulla, ma voglio una regione competitiva. Non un Abruzzo ‘veloce’, non siamo mica un treno, ma moderno, non ‘premuroso’ ma coraggioso, che sappia dire no a poteri forti, privilegi e sprechi. E se ciò significa essere scortati, va bene così”.

Il presidente ha fatto riferimento alla notizia per cui a seguito di intercettazioni, gli è stata assegnata una scorta. Uomini della Digos in borghese si sono in effetti appostati in via Nicola Fabrizi, nei pressi della sede elettorale dove si stava tenendo la presentazione.

Chiodi ha poi raccontato di una vicenda che lo ha visto protagonista a livello internazionale, quando 2 anni fa fu invitato dall’associazione degli italiani in America a parlare a un conferenza a Washington dove aveva dovuto affrontare anche la polemica del momento, secondo cui il governo italiano avrebbe sovvenzionato economicamente i talebani per non essere aggrediti.

Il presidente disse che non era così e si ritrovò i riflettori mediatici addosso (“Chiodi attacca il Times” titolò per esempio l’agenzia di stampa tedesca Reuters). L’episodio gli è servito per presentare il candidato forzista alle Europee Jonny D’Andrea, la cui esperienza in Afghanistan dimostra proprio che il presidente aveva ragione.

Il paracadutista abruzzese della Folgore D’Andrea, infatti, ha ricevuto una medaglia d’oro per aver salvato due commilitoni in Afghanistan rischiando la propria vita.

Altro tema caldo della presentazione è stato quello della sanità. Chiodi ha rivendicato il merito di aver portato l’Abruzzo fuori dal deficit. E proprio la sanità è stata al centro di un fuoriprogramma accaduto proprio davanti alla sede elettorale. Una signora pescarese, Nicoletta Di Zendile, ha fermato con fare risoluto il coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano dicendosi “imbestialita” per la lunghezza delle liste d’attesa.

“Ho prenotato una mammografia all’ospedale di Popoli (Pescara) – ha detto la signora – e me l’hanno fissata dopo un anno e mezzo. E poi dite di aver risanato la sanità abruzzese”.

Il presidente Pagano ha ascoltato la donna e poi ha dato la sua versione dei fatti: “Abbiamo ricevuto una regione allo sfascio dal punto di vista della sanità – ha detto – che faticosamente siamo riusciti a rimettere in piedi. Per il problema delle liste d’attesa dalla prossima legislatura regionale saremo in grado di stanziare maggiori risorse”, la promessa.

Il  colloquio è terminato con Pagano che invitava la signora all’inaugurazione del proprio comitato elettorale, domani pomeriggio alle 18.30 in via Cesare Battisti, e la signora che ha detto che sarebbe andata, nipoti permettendo.

LA NOTA: CHIODI, “ECCO LA NOSTRA CORAZZATA”

“Perché Forza Italia presenta in lista nomi noti? Semplice, perché si tratta delle stesse persone che in questi anni si sono impegnate  per far uscire questa regione dal tunnel. Una scelta naturale in linea con l’impegno profuso in questi anni”.

Così Chiodi  ha presentato i candidati  alle elezioni regionali delle quattro circoscrizioni provinciali.

“Sono la corazzata di Forza Italia – ha sottolineato  Chiodi – e con il loro contributo determineremo il successo elettorale”.

Chiodi ha poi aggiunto, in polemica con i suoi antagonisti politici, che non ama gli slogan ad effetto ma privi di contenuto. “ Non voglio un Abruzzo facile – ha detto – ma voglio una regione competitiva. Per questo motivo ci siamo adoperati in ogni modo per riuscire a ridurre le tasse  e lasciarci dietro le spalle il rischio dei default, in cui ci avevamo trascinati i debiti sulla sanità contratti prima del  nostro insediamento. Non vogliamo una regione veloce, come ripetono alcuni. Vogliamo  una regione moderna. I nostri sono fatti, non promesse”.

“Il Gran sasso Institute, l’aver conquistato il 4° posto nella classifica delle regioni italiane per investimenti , l’8° per la green economy testimoniano che le cose che diciamo non sono parole al vento, ma impegni e realtà concrete. Vogliamo che l’Abruzzo continui ad essere una regione coraggiosa, capace di dire di no  ai poteri forti, alle baronie, ai gruppi di potere. Dall’altra parte,  ci troviamo di fronte agli artefici del disastro economico di questa regione, le cui critiche alla nostra amministrazione investono aspetti marginali e sono spesso destituite di fondamento”, ha proseguito Chiodi.

“Vogliamo essere liberi di fare le scelte a vantaggio dei cittadini, non di qualche ristretta lobby”, ha concluso.