PESCARA – “In Abruzzo si deve votare il prima possibile, non facciamo giochini del tipo che aspettiamo che la giunta delle autorizzazioni e delle elezioni del Senato metta la pratica in fondo al cassetto per poi arrivare alla primavera perché un presidente di Regione che fa anche il senatore è difficile che faccia bene entrambe le cose”.
Il leader del Movimento cinque stelle Luigi Di Maio ha incalzato così, ieri sera in piazza Salotto a Pescara, il presidente della Regione e senatore del Partito democratico Luciano D’Alfonso.
Il comizio è arrivato al termine di una giornata impegnativa nel centrodestra, dove Forza Italia ha lanciato “L’altro Abruzzo”, un contenitore creato per dare voce ai movimenti civici di riferimento degli azzurri, e la Lega è tornata a paventare un’allenza coi grillini sulla falsa riga del governo giallo-verde che guida il Paese, anche se il consigliere regionale pentastellato Gianluca Ranieri proprio in un’intervista ad AbruzzoWeb torna oggi ad escludere alleanze pre elettorali: sullo sfondo delle tensioni, ancora le nomine alla neonata autorità dei rifiuti (Agir).
Il governatore, intanto, dovrebbe lasciare la guida della Regione nei prossimi giorni, dopo che la Giunta delle autorizzazioni di palazzo Madama gli ha intimato di optare tra le due cariche, anche se, stando ad alcune interpretazioni come quella del senatore Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, non essendoci stato un voto unanime (il Pd si è astenuto), l’organismo dovrà riunirsi ancora, allungando i tempi.
Il vice premier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico è arrivato in Abruzzo per illustrare i dettagli del decreto dignità, ma è sulla politica che si è concentrata l’attenzione.
Anche se Di Maio ha schivato il nodo tutto interno al Movimento sul rinvio delle consultazioni online per la scelta dei candidati alla Regione, mercoledì scorso aperte e poi chiuse sulla piattaforma Rouseeau senza che fosse fornita alcuna spiegazione ufficiale.
“Dobbiamo capire prima di tutto quando si va a votare in Abruzzo, se non lo capiamo, le regionarie secondo me sono premature”, ha detto. “Intanto stiamo facendo degli accertamenti su qualcuno che ha partecipato alla regionarie e per questo le abbiamo dovute rinviare”.
Il riferimento è al consigliere regionale Pietro Smargiassi, che non figurava tra i candidati sulla piattaforma Rousseau e per questo, forse, le regionarie sono state sospese.
Per circa due ore sul palco davanti ad una piazza gremita, Di Maio e i rappresentanti abruzzesi dei Cinque stelle hanno poi parlato di lavoro, abolizione dei vitalizi, pensioni d’oro e altri temi cari al Movimento.
“Ho scelto Pescara per parlare del decreto dignità e voi stasera siete venuti qui senza che ci fosse nessuna elezione. Non riusciremo a risolvere tutti i problemi subito, ma vi assicuro che nelle piazze ci saremo sempre. Non ci dimenticheremo mai di chi siamo e di come siamo arrivati qui, soltanto grazie a voi che ci avete sostenuto”, ha detto Di Maio.
“Vi posso dire che era proprio come pensavamo noi, è una balla che una volta al Governo le cose non si possono fare. Si possono dismettere gli aerei di Stato e risparmiare 150 milioni, si possono abolire i vitalizi alla Camera e risparmiare altri 300 milioni, presto lo faremo anche al Senato e porteremo a casa altri 100 milioni. Poi passeremo alle pensioni d’oro, all’abolizione degli enti inutili, agli sprechi ai ministeri e alle Regioni, alle banche e ai petrolieri”.
“Quello che vi abbiamo promesso di fare lo faremo, ci sono tutte le condizioni per poter realizzare il grande il programma che vi abbiamo promesso”, ha concluso.
Accanto al leader, i consiglieri comunali di Pescara Massimiliano Di Pillo ed Erika Alessandrini, i consiglieri regionali Sara Marcozzi e Domenico Pettinari, i parlamentari Gianluca Castaldi, Daniele Del Grosso e Gianluca Vacca, nella sua prima uscita a Pescara nella veste di sottosegretario ai Beni culturali.




