CHIETI – ”Grazie al risanamento attuato nella sanità, a partire dal 2015, potremo recuperare 60 milioni di euro l’anno da destinare a misure ad hoc per fronteggiare la crisi del lavoro”.

Questo è quanto ha annunciato questa mattina il candidato alla Presidenza della Regione, Gianni Chiodi, nel corso della convention della forze di coalizione del centro destra svoltosi al Supercinema di Chieti.

Alla convention hanno partecipato tra gli altri il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, i senatori Fabrizio Di Stefano e Federica Chiavaroli, gli assessori Mauro Febbo, Giandonato Morra, Carlo Masci  e Federica Carpineta, i consiglieri Nicoletta Verì e Emilio Nasuti.

A fare gli onori di casa il sindaco del capoluogo teatino, Umberto Di Primio, che ha ricordato nel suo intervento quale fossero le condizioni dell’Abruzzo cinque anni fa: ”Una regione al collasso con gruppi politici legati a doppia mandata  a una certa sanità privata. Oggi siamo di fronte a una regione radicalmente diversa, ai primi posti per capacità di programmazione dei fondi, per la rendicontazione, per gli investimenti sulla green economy”.

Chiodi, da parte sua , ha invece sottolineato: ”L’aver investito energie e sforzi per risanare i debiti sulla sanità non si spiega con una mentalità ragionieristica tour court ma, con il desidero di restituire ai nostri figli la possibilità di essere felici, di poter contare su possibilità occupazionali, su un territorio dove poter vivere al meglio”.

Ed è proprio sui temi del lavoro che Chiodi si è soffermato, ribadendo la volontà  di mettere in campo una serie di strategie per la ripresa occupazionale dichiarando: ”Avere a disposizione 60 milioni di euro l’anno sarà come poter contare su due fasi di programmazione europea nello stesso intervallo di tempo”.

Chiodi ha poi ripercorso i gravissimi problemi trovati nel settore sanitario all’indomani della sua nomina a presidente, come i livelli di assistenza  al di sotto della media, i fornitori pagati dopo 8 mesi, la mancanza di tecnologie adeguate: ”In virtù del risanamento – ha sostenuto – siamo riusciti ad assumere 1900 tra medici e infermieri, a dotare le strutture ospedaliere di apparecchiature sofisticate,  a realizzare i centri per la terapia del dolore.

Tappe di un percorso virtuoso che consente di non doverci più vergognare di appartenere a quella che veniva definita una regione canaglia, oggi esempio di virtù amministrativa certificata da osservatori esterni e non certo di parte”.