L’AQUILA – La musica dal vivo in Italia non è mai stata così diffusa. L’ultimo Rapporto SIAE conta oltre 65mila concerti in un anno, quasi 29 milioni di spettatori e una spesa record che sfiora i 990 milioni di euro: numeri che nel giro di pochi anni hanno moltiplicato il pubblico e spinto i palchi ben oltre i palasport, dentro anfiteatri, siti archeologici e piazze di provincia.

A trainare il fenomeno c’è una figura nuova di spettatore, il superfan, che vive il concerto come un weekend e spende molto più della media: è lui il cuore della vera comunità dei live, e non abita per forza dove ci si aspetterebbe.

Proprio questa diffusione capillare ha riscritto la geografia musicale del Paese, spostando il baricentro dai grandi eventi metropolitani a un fitto reticolo di appuntamenti medio-piccoli. Nel segno della Festa della Musica del 21 giugno, Casinos.com l’ha fotografata costruendo il Music Lover Index 2026, un indice che incrocia quattro parametri dei soli concerti: i locali e gli organizzatori di ogni regione, pesati sugli abitanti e sul territorio, più la varietà dei generi proposti. Il risultato è una classifica che toglie il primato alle solite capitali.

L’Abruzzo si ferma ai piedi del podio, quarto con 65,5 punti, ma con una struttura da grande regione musicale. Sul suo territorio si contano cinquantasei locali ogni centomila abitanti e una delle reti di organizzatori più dense del Paese, quarantuno ogni centomila residenti. La densità sul territorio (sessantasei locali ogni mille chilometri quadrati) e la varietà dei generi (indice settantacinque su 100) restano su buoni livelli, completando il profilo di una regione attrezzata ben oltre la sua dimensione.

Il tratto più riconoscibile dell’Abruzzo, però, è il calendario. Qui la musica dal vivo è soprattutto un fenomeno estivo: quasi otto concerti di musica leggera su dieci si concentrano tra giugno e settembre, una delle stagionalità più marcate d’Italia, fatta di rassegne e festival tra le coste e le aree interne. È anche una delle poche regioni con almeno un concerto di musica leggera ogni mille abitanti, e non solo pop: con quarantuno spettacoli di classica ogni centomila residenti, sopra la media nazionale, conferma che anche la musica colta trova qui terreno fertile.

“L’Abruzzo è la prova che non serve essere una grande regione per avere una scena musicale solida”, spiega Daniele Alfieri, analista di Casinos.com. “Ha tanti locali e tanti organizzatori in rapporto a quanti sono i suoi abitanti, e d’estate si trasforma in un palcoscenico diffuso tra mare e montagna. È un altro tassello della stessa storia: il baricentro della musica dal vivo si è spostato verso le regioni più piccole, dove un’offerta capillare conta più dei grandi numeri delle metropoli”.