Nel mondo moderno, la tecnologia riveste un ruolo di prim’ordine per il miglioramento della produttività e per la competitività di ogni paese all’interno dello scacchiere geopolitico mondiale. Anche per l’economia italiana, dunque, gli investimenti tecnologici sono di fondamentale importanza per poter meglio affrontare le sfide del futuro e garantire una percentuale di occupazione lavorativa elevata.

 

Il supporto della comunità europea, da questo punto di vista, rappresenta un grande vantaggio per lo stivale. Tutti i paesi membri, infatti, remano nella stessa direzione per gestire al meglio gli investimenti sulla tecnologia e questo rende molto più semplice mettere in atto una seria strategia di pianificazione. Di recente, inoltre, i ministri del nostro paese hanno realizzato il “Piano nazionale innovazioni 2025”.

 

Il piano, come fosse una tabella blackjack, mette per iscritto tutti gli obiettivi da portare a compimento entro il 2025 per rendere l’Italia una società digitale e per spingere quanto più possibile le piccole e medie imprese del settore tech. Ma qual è, in effetti, la situazione attuale del nostro stivale relativamente a investimenti tecnologici e allo sviluppo digitale?

L’aumento degli investimenti tech

 

Da qualche anno a questa parte, gli investimenti tecnologici nel nostro paese hanno visto un sostanziale aumento. Per quanto riguarda il 2023, tali investimenti sono destinati a vedere, perdipiù, un lieve incremento grazie a incentivi, bonus e a determinate strategie messe in atto dal governo italiano. Al momento, rispetto allo scorso anno, è possibile registrare una crescita degli investimenti tecnologici per il 49% delle piccole e medie imprese del nostro stivale.

 

Malgrado la complessa situazione economica che l’Italia sta affrontando, infatti, c’è grande interesse nei miglioramenti dei servizi in cloud, dei sistemi legati alla sicurezza informatica e a tutti gli strumenti che possono essere integrati nell’ottica del lavoro ibrido o smart. Il piano di innovazione digitale promosso dal governo, inoltre, intende perfezionare il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e fare qualche passo avanti verso il famigerato “Internet of things”. Da questo punto di vista si sta lavorando duramente affinché tutto lo stivale possa beneficiare, senza distinzioni, di un buon livello di connettività 5G.

Il PNRR e l’industria 4.0

Non è da trascurare, inoltre, il fatto che un miglioramento delle infrastrutture tecnologiche italiane permette un maggior numero di investimenti dall’estero. Se da un lato, certamente, gli investimenti tecnologici consentono ai cittadini di usufruire di un numero più ampio di servizi e di comodità durante il quotidiano, dall’altro fanno sì che la nazione possa essenzialmente rafforzare il proprio tessuto produttivo. Grazie ai fondi legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza ottenuti durante il governo Conte nel 2021, il piano denominato “Industria 4.0” ha subito un ulteriore slancio positivo.

 

L’industria italiana, soltanto tra il 2021 e il 2022, ha visto incrementi a doppia cifra per quel che riguarda l’automazione e la costruzione di robot, macchine e utensili tecnologici. Pur non essendo ancora possibile consultare i dati relativi al 2023, è facile immaginare che il trend positivo sia destinato a continuare, seppur con tassi leggermente più contenuti rispetto al passato. All’aumento della produzione, infatti, c’è da considerare anche quello legato ai consumi, i cui costi dovrebbero aggirarsi intorno ai 6.820 milioni, circa il 3,7% in più rispetto all’anno scorso. Interessante, inoltre, è l’attenzione del governo nei confronti dell’industria manifatturiera italiana che si rivela anche quest’anno un solido pilastro dell’economia nazionale.

Il settore tech italiano

Non c’è alcun dubbio: l’Italia sta facendo passi da gigante per quanto riguarda gli investimenti tecnologici. Questo comporta un rafforzamento del tessuto produttivo nazionale e un innalzamento dei livelli di competitività a livello mondiale. Questi, quindi, i motivi per cui il settore tech ha un ruolo di traino importante per l’economia italiana. Occorre necessariamente continuare su questa strada e perfezionare sempre più la digitalizzazione delle imprese italiane. In attesa dei dati definitivi relativi al 2023, comunque, possiamo ritenerci ampiamente soddisfatti.