L’AQUILA – “Se l’obiettivo è quello di attaccare me per colpire politicamente il presidente della Regione e gli assessori, avessero il coraggio di dirlo. E’ un modo scorretto di agire, io sono qui pronto ad entrare nel merito degli argomenti”.

Replica così, il direttore dell’Agenzia della protezione civile abruzzese, Maurizio Scelli, agli attacchi frontali subiti  durante il consiglio regionale di fine anno che ha approvato il bilancio, dei consiglieri regionali Antonio Di Marco, del Partito democratico, ex sindaco di Abbateggio, comune dell’entroterra pescarese, e Giovanni Cavallari,  di Abruzzo insieme, funzionario dei Vigili del Fuoco, ex vicesindaco e assessore di Teramo,  che con vari accenti, e rimpiangendo il predecessore Mauro Casinghini hanno accusato Scelli di “inadeguata capacità di relazionarsi con il territorio”, di “mancanza di governance”, di “lamentele di tanti sindaci”, con Cavallari che ironicamente si è chiesto se la sua nomina sia avvenuta “per meriti o appartenenza politica”.

Avvocato civilista sulmonese classe 1961, Scelli è stato commissario straordinario della Croce Rossa Italiana dal 2002 al 2005, poi deputato del Popolo della libertà 2008 al 2013, membro della commissione Giustizia, ed ora è capo della Agenzia regionale di Protezione Civile abruzzese, entrato in servizio a luglio scorso, nominato dal presidente Marco Marsilio, di Fdi, dopo che il predecessore Maurizio Casinghini è andato a ricoprire un incarico di vertice al Dipartimento nazionale.

Scelli, nella sua replica, richiesta a questa testata attraverso il responsabile della comunicazione, lo stimato giornalista Carlo Gizzi, riconosce che l’Agenzia, nata da un anno, deve trovare ancora un assetto definitivo, ricordando che “sono arrivato da sei mesi, e non ho la bacchetta magica”.

Ma poi lancia il primo dardo a Di Marco e Cavallari, menzionando ad esempio “VolontaRi di futuro” di  fine novembre, grande esercitazione che ha coinvolto centinaia di operatori in scenari di emergenza a Pescara, Spoltore, Montesilvano, Cepagatti, eventi di formazione ed intrattenimento.

“C’è stato un entusiasmo e un senso di appartenenza pazzeschi dai parte dei volontari, di condivisione totale e c’erano 270 comuni su 305, rappresentati da sindaci o assessori delegati, con cui ci siamo confrontati e per loro abbiamo anche organizzato un incontro con i magistrati, come nessuno in Italia aveva fatto mai fatto, per una migliore conoscenza della tematica della protezione civile, perché prima di emettere un avviso di garanzia o qualche provvedimento dei confronti del sindaco è importante che il magistrato comprenda meglio in quale contesto il sindaco è stato chiamato ad operare, visto che in situazioni di emergenza si può anche sbagliare, ma magari non c’erano alternative rispetto ad una determinata scelta”.

In occasione poi dell’emergenza maltempo degli ultimi giorni, Scelli ricorda il sentito ringraziamento di tutti i sindaci per l’operato della Protezione civile, “sindaci  interessati dall’ostruzione dei ponti in questi giorni come quello, antichissimo di Campana, nell’Aquilano, e tutti hanno apprezzato la tempestività ed efficienza nostra e del Genio civile”.

Poi Scelli si rivolge a Cavallari: “mi ha già attaccato una volta, prima dell’estate, a difesa del presidio di Protezione civile di Notaresco, in provincia di Teramo. Parliamo di una sede operativa  aperta per l’emergenza covid, come quella di Avezzano. Una emergenza che si è conclusa come noto nel 2022, ma le due sedi hanno continuato ad operare, in una una situazione senz’altro agevole per il personale, che a Notaresco abita, e dove lavorava con il sistema di rilevamento della presenza, e che poi si spostava alla sede centrale all’Aquila. Tutto questo però comportava costi evitabili, e così ho deciso di chiudere quella sede, e ora quel personale, bravissimo e competente, lavora qui con noi all’Aquila”.

E aggiunge: “ho già invitato Cavallari a venire qui in Agenzia, per illustrargli la ratio della scelta,  per documentare qual risparmio abbiamo ottenuto. Però non si è fatto ancora vedere, vorrà dire che andrò io alla prima occasione utile ad incontrarlo in Consiglio regionale”.

C’è altro motivo inconfessato dell’ostilità nei suoi confronti, rivela poi Scelli, da parte di chi chi “opera nell’ambito sindacale”.

“Stiamo facendo un importante lavoro per il controllo e la verifica delle presenze sul posto di lavoro e sui viaggi in trasferta. Ho ridotto l’autonomia anche operativa ed anche finanziaria a qualcuno che poi non vorrei sia andato a lamentarsi dal suo referente politico di turno, raccontandogli una realtà che non corrisponde al vero. Perché appunto non è assolutamente vero che in Agenzia ci sia scontento, il rapporto è anzi ottimo”. f.t.